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Gladio racconta Gladio. Come i servitori silenti diventano “deviati”: la testimonianza diretta dei Gladiatori a confronto con il racconto politico-mediatico di Gladio

Informazioni tesi

  Autore: Andrea Turi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze della politica
  Relatore: Andrea Turi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 551

Gladio racconta Gladio. Il 2 agosto del 1990 mentre l'esercito dell'Iraq invade il Kuwait per ordine di Saddam Hussein, e mentre si ricordano, nel giorno della decima ricorrenza, le vittime e i feriti della strage di Bologna, il Parlamento e l'opinione pubblica scoprono che in Italia è esistita un'operazione militare segreta di “persistenza e resistenza oltre le linee” (Stay Behind/ Gladio) organizzata nel lontano 1956 in previsione di una invasione del territorio italiano da parte di eserciti appartenenti a forze nemiche: scoppia il caso Gladio. Prima dell'emersione pubblica della Stay Behind, l'Operazione Gladio ha a che fare solo con la materia bellica. Si parlerà, dunque, di una organizzazione clandestina costituita con la firma di un accordo tra il Servizio Informazioni italiano e quello statunitense nel quadro dell'Alleanza Atlantica e autorizzato dall'autorità politica italiana negli anni della Guerra Fredda, della divisione in blocchi contrapposti e della predominanza della logica di Yalta, inserita nella struttura difensiva europea e derivante, per quel che riguarda il substrato ideologico ed organizzativo, dalle esperienze resistenziali nate in modo spontaneo nei paesi occupati durante la Seconda Guerra Mondiale. La rete italiana Stay Behind nacque ufficialmente il 26 novembre 1956:1 in quegli anni di conflitto latente sempre sul punto di manifestarsi in tutta la sua distruttiva portata atomica tra Stati Uniti ed Unione Sovietica, il timore di una invasione da parte di eserciti di potenze straniere, in modo particolare del Patto di Varsavia, preoccupava sia i vertici del comando militare unificato della NATO sia i vertici militari italiani impegnati a pianificare la difesa del territorio che, in base alle limitazioni imposte dal trattato di Pace, si ritrovava con il confine orientale eccessivamente vulnerabile. Nell'intesa si stabiliva la collaborazione per realizzare e organizzare un complesso clandestino post – occupazione, conosciuto in ambito militare con il nome di Stay Behind Nets, che prevedeva la costituzione di reti di resistenza da addestrare sin dal tempo di pace al fine di operare in caso di occupazione nemica del territorio. Tali reti resistenti avrebbero dovuto operare nei campi della raccolta informazioni, del sabotaggio, della guerriglia, della propaganda e della infiltrazione/esfiltrazione.
Ma Gladio è, prima di tutto, un racconto umano: si narrerà di uomini e donne, con abiti civili, che per trent'anni, animati da spirito patriottico ed amor patrio, hanno dato il loro tempo e la loro disponibilità allo Stato italiano ad addestrarsi in tempo di pace al fine di operare oltre le linee nemiche, stando oltre le linee nemiche, in caso di invasione del territorio italiano in tempo di guerra con lo scopo primario di mantenere i collegamenti fra le zone sotto controllo del nemico ed il territorio libero: i volontari, o esterni, della struttura avrebbero quindi agito in territorio occupato rimanendo al di là della linee nemico, “stando dietro” le linee nemiche. 2 “Stare dietro”: è questo il significato di Stay Behind.

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Gladio racconta Gladio - Bibliografia Capitolo 1. Il mondo diviso e Gladio “ Il globo è un campo di battaglia dove gli stati si disputano la dominazione del mondo ” (K. Hausofer) 1.1 - La fine della Seconda Guerra Mondiale Quando le sorti del conflitto mondiale iniziarono a volgere a loro favore, Gran Bretagna, Stati Uniti ed Unione Sovietica tennero delle riunioni segrete e periodiche con lo scopo di decidere il futuro assetto dell'Europa. Con la conferenza di Yalta del febbraio del 1945 si elaborarono precisi piani economici, politici e geopolitici ispirati ai principi democratici contenuti nella Dichiarazione sull'Europa liberata che avrebbero dovuto indirizzare il futuro assetto europeo: di fatto, a Yalta, prevalse la logica della spartizione del potere che sanzionò la divisione del mondo in due sfere di influenza: Stati Uniti ed Unione Sovietica, con i loro modelli economici e politici antitetici, uscirono dalla guerra con il rango di “superpotenze”. Da quel momento, fino agli anni novanta, non sarebbe esistita scelta che non fosse l'adesione alla democrazia di stampo capitalistico di tipo occidentale o l'inquadramento nel collettivismo sovietico a base marxista. Stati Uniti e Unione Sovietica portarono in Europa il peso massiccio della loro consistenza continentale, delle loro unità economiche e produttive e la radicale riduzione della scelta a due sole tipologie possibili di civiltà e società: quello occidentale capitalista e quello orientale comunista. In Europa, la Seconda Guerra Mondiale consacrò l'Unione Sovietica come la sola grande potenza presente sul continente. La prospettiva di un continente europeo debole e frammentato permeava il pensiero politico sovietico: nel 1944, i diplomatici Majskij e Litvinov a capo di due commissioni per la pianificazione del dopoguerra avevano disegnato un quadro in cui l'URSS si presentava come unica grande potenza terrestre in 15

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