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Confronto tra le risposte sismiche di un edificio isolato alla base e di un edificio a base fissa

Informazioni tesi

  Autore: Silvia Rochira
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Politecnico di Bari
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria civile e ambientale
  Relatore: Francesco Trentadue
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 175

I numerosi e continui studi in materia antisismica hanno portato a definire sempre nuove soluzioni che rendessero le strutture in grado di affrontare i fenomeni sismici. Tra queste soluzioni, quella che sembra più adeguata è l'isolamento delle strutture. L'isolamento sismico è una tecnica innovativa per la protezione delle strutture dai terremoti molto diffusa all'estero e in crescita in Italia. L'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n°3274 del marzo 2003 introduce l'isolamento sismico degli edifici, colmando un vuoto legislativo che ne ostacolava un efficace impiego nel nostro Paese. Questo consiste in una tecnica di protezione sismica che consente di ridurre in maniera notevole le sollecitazioni trasmesse alle strutture durante un evento tellurico. Il concetto dell'isolamento sismico semplicisticamente è quello di separare il movimento della struttura da quello del terreno in caso di terremoto. La separazione pur non essendo evidentemente totale diminuisce notevolmente l'effetto del terremoto sulla struttura isolata. L'isolamento sismico offre numerosi vantaggi quali la protezione dal danno delle strutture portanti, dei muri, degli impianti, di quanto contenuto e soprattutto degli esseri umani. In caso di terremoto severo una struttura convenzionale antisismica resiste al terremoto danneggiandosi notevolmente (come un'automobile in caso di impatto), mentre una struttura isolata limita notevolmente i danni preservando quindi l'edificio ed il suo contenuto e permettendone un'immediata fruibilità. La normativa italiana in materia ha subito, soprattutto negli ultimi anni, dei profondi cambiamenti: prima si è affermato il concetto di duttilità, che porta a considerare nel calcolo non solo la resistenza della struttura, ma anche le sue capacità deformative. Successivamente si è avuto un cambiamento radicale passando dal DM '96 all'OPCM 3274, non solo per una riclassificazione del territorio nazionale, ma anche per via di un'accuratezza nel calcolo molto maggiore che in precedenza. Infine, nel marzo del 2008 sono entrate in vigore le nuove “Norme Tecniche per le Costruzioni” (DM 14 gennaio 2008), che aumentano notevolmente l'accuratezza nel calcolo e ulteriori innovazioni.

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5 INTRODUZIONE I numerosi e continui studi in materia antisismica hanno portato a definire sempre nuove soluzioni che rendessero le strutture in grado di affrontare i fenomeni sismici. Tra queste soluzioni, quella che sembra più adeguata è l‟isolamento delle strutture. L‟isolamento sismico è una tecnica innovativa per la protezione delle strutture dai terremoti molto diffusa all‟estero e in crescita in Italia. L‟Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n°3274 del marzo 2003 introduce l‟isolamento sismico degli edifici, colmando un vuoto legislativo che ne ostacolava un efficace impiego nel nostro Paese. Questo consiste in una tecnica di protezione sismica che consente di ridurre in maniera notevole le sollecitazioni trasmesse alle strutture durante un evento tellurico. Il concetto dell‟isolamento sismico semplicisticamente è quello di separare il movimento della struttura da quello del terreno in caso di terremoto. La separazione pur non essendo evidentemente totale diminuisce notevolmente l‟effetto del terremoto sulla struttura isolata. L‟isolamento sismico offre numerosi vantaggi quali la protezione dal danno delle strutture portanti, dei muri, degli impianti, di quanto contenuto e soprattutto degli esseri umani. In caso di terremoto severo una struttura convenzionale antisismica resiste al terremoto danneggiandosi notevolmente (come un‟automobile in caso di impatto), mentre una struttura isolata limita notevolmente i danni preservando quindi l‟edificio ed il suo contenuto e permettendone un‟immediata fruibilità. La normativa italiana in materia ha subito, soprattutto negli ultimi anni, dei profondi cambiamenti: prima si è affermato il concetto di duttilità, che porta a considerare nel calcolo non solo la resistenza della struttura, ma anche le sue capacità deformative. Successivamente si è avuto un cambiamento radicale passando dal DM ‟96 all‟OPCM 3274, non solo per una riclassificazione del territorio nazionale, ma anche per via di un‟accuratezza nel calcolo molto maggiore che in precedenza. Infine, nel marzo del 2008 sono entrate in vigore le nuove “Norme Tecniche per le Costruzioni” (DM 14 gennaio 2008), che aumentano notevolmente l‟accuratezza nel calcolo e ulteriori innovazioni.

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