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La mobilità dei capitali: un'indagine sulle norme e sulle istituzioni.

Informazioni tesi

  Autore: Marco Giuseppe Casagrande Francescut
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Stefano Solari
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 206

Il lavoro intende esporre un'analisi della Storia della legislazione sui movimenti di capitali del nostro Paese dalle origini all'adesione a Maastricht previa analisi delle teorie che gli economisti hanno presentato nel corso del tempo e illustrazione degli strumenti tecnici adottati per l'elaborazione delle stesse.

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La mobilità dei capitali: un'indagine sulle norme e sulle istituzioni. completa liberalizzazione dei movimenti di capitale concludendo quel “processo iniziato nei secondi anni ottanta con un Programma di liberalizzazione predisposto dalla , Commissione che aveva portato progressivamente ' alleliminazione anche delle misure di salvaguardia consentite a alcuni , paesi tra cui ' . lItalia Detta , direttiva ( che ' . allart 1 esordiva con 'lesplicita : formula “Gli Stati membri sopprimono le restrizioni ai movimenti di capitali effettuati tra le persone residenti negli Stati , membri fatte salve le disposizioni che seguono ” ) enunciava in termini generali e incondizionati il principio di libertà dei movimenti di capitali , dunque anche dei movimenti a breve e dei trasferimenti di valuta tout court , s enza corrispondenza in una transazione commerciale o in una prestazione di , servizi con la sola eccezione riguardante 'lacquisto di case , secondarie oggetto di possibili restrizioni ( la . cd Deroga ) danese 193 . [ … ] La direttiva prevedeva poi la possibilità di istituire misure di , salvaguardia ma solo a patto di condizioni alquanto rigide e con precise , scadenze comunque sotto lo stretto controllo delle istituzioni comunitarie ( . artt 2 e 3) 194 ; così come precisa che non era pregiudicato il diritto degli Stati membri di controllare che non si verifichino infrazioni o di esercitare la sorveglianza degli istituti bancari o di richiedere a fini amministrativi e statistici la trasparenza dei movimenti ( .4), art precisando come le misure di controllo non potessero avere 'leffetto di ostacolare i movimenti di capitale conformi al diritto 193 Di primaria importanza risulta l' allegato I, in cui per la prima volta si offre la nomenclatura dei movimenti di capitale. Come indicato nel capitolo precedente, la timida formulazione di questa libertà nel trattato di Roma aveva condotto a un prudente orientamento anche della Corte, che aveva ribadito fino al 1984 la sostanziale differenza tra movimenti di capitali e di pagamenti nella sentenza “Luisi e Carbone ”, di cui si è già detto. In sostanza, fino all'avvento di questa epocale direttiva, una cosa erano i trasferimenti di capitale funzionali al perfezionamento di di libertà espressamente garantite dal Trattato, che in quanto tali non potevano essere oggetto di restrizioni, un'altra la pura e semplice esportazione materiale di mezzi di pagamento, senza corresponsione alcuna (la cd. “Hot money ” ), che continuava a essere passibile di regolamentazione da parte dei singoli Stati. 194 Misure che devono essere approvate dalla Commissione previo consulto con il Comitato Monetario e il Comitato dei Governatori delle Banche Centrali, e che, ex. Art. 3.4. non possono eccedere la durata di sei mesi. 141

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