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La politica energetica italiana nella figura di Enrico Mattei

La mia ricerca tenta di ripercorrere le tappe più salienti della politica energetica italiana partendo dalla costituzione dell’AGIP, fortemente voluta dal regime fascista al fine di rendere il paese autonomo dal punto di vista energetico, fino ad arrivare a questi ultimi anni, dove il mercato dell’energia gioca un ruolo fondamentale a livello internazionale.
Il primo capitolo della mia ricerca è finalizzato a spiegare il perchè della nascita dell’Azienda Generale Italiana Petroli e ripercorre le tappe salienti da essa affrontate durante tutto il periodo autarchico, quali la nascita del cosiddetto “oil nationalism”, e l’installazione di una prima ed estesa rete di distribuzione di carburanti in Italia. L’ultimo paragrafo del primo capitolo è teso ad illustrare come la nomina di Enrico Mattei a commissario dell’AGIP in alta Italia abbia cambiato definitivamente le sorti dell’azienda, la quale, secondo i piani del nuovo governo repubblicano, doveva essere liquidata per fare posto agli interessi delle majors americane. Mattei, spinto da un fervente spirito nazionalista, portò avanti convintamene il suo piano e, dopo aver convinto gli ambienti governativi democristiani, riuscirà nel 1953 a costituire quella che ancora oggi è la più grande azienda italiana: l’Ente Nazionale Idrocarburi.
Il secondo capitolo affronta la nascita dell’Eni e il suo sviluppo durante i nove anni di presidenza di Mattei. L’intento di questo capitolo è quello di spiegare come in poco meno di un decennio Mattei e i suoi collaboratori, fra i quali spiccano i nomi di Marcello Boldrini e Carlo Zanmatti, siano riusciti a fare dell’Eni la principale industria energetica italiana e a renderla, allo stesso tempo, un attore talmente importante da cambiare le regole dell’industria petrolifera internazionale. Il mio elaborato finale si sofferma in particolare sulla strategia italiana perseguita dall’Eni, soprattutto tramite l’ammodernamento e la diversificazione in altri settori, come quello della meccanica e del tessile. Inoltre, ampio spazio è dato alle vicende internazionali dell’Ente, più in particolare quelle riguardanti i rapporti intrattenuti con i governi dei paesi produttori di petrolio e quelli con le multinazionali americane e britanniche che cercarono, in un primo tempo, di isolare l’Eni di Mattei tentando, in questo modo, di evitare una destabilizzazione del mercato petrolifero internazionale.
Il terzo capitolo affronta le vicende legate alla politica energetica italiana e all’Ente Nazionale Idrocarburi dopo il 1962, anno della morte di Mattei, partendo dagli anni del cosiddetto boom economico passando per il periodo compreso tra gli anni ’70 e ’80, caratterizzati principalmente dallo shock e controshock petrolifero, fino ad arrivare agli anni ’90, durante i quali, l’Eni fu oggetto del processo di privatizzazione.

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2 Introduzione. L‟idea di scrivere un elaborato finale concernente la politica energetica italiana e più in particolare riguardante il ruolo di Enrico Mattei e dell‟Ente Nazionale Idrocarburi, si è fatta strada durante la mia frequenza al corso di Storia Economica dell‟Europa Contemporanea tenuto dalla Professoressa Fauri. È stata soprattutto la figura di Enrico Mattei ad incuriosirmi e accrescere in me la volontà di capire come un solo uomo sia riuscito a portare avanti e ad ultimare un progetto che collideva con alcuni dei più importanti interessi economici e politici di governi stranieri e multinazionali energetiche. La mia ricerca tenta di ripercorrere le tappe più salienti della politica energetica italiana partendo dalla costituzione dell‟AGIP, fortemente voluta dal regime fascista al fine di rendere il paese autonomo dal punto di vista energetico, fino ad arrivare a questi ultimi anni, dove il mercato dell‟energia gioca un ruolo fondamentale a livello internazionale. Il primo capitolo della mia ricerca è finalizzato a spiegare il perchè della nascita dell‟Azienda Generale Italiana Petroli e ripercorre le tappe salienti da essa affrontate durante tutto il periodo autarchico, quali la nascita del cosiddetto “oil nationalism”, e l‟installazione di una prima ed estesa rete di distribuzione di carburanti in Italia. L‟ultimo paragrafo del primo capitolo è teso ad illustrare come la nomina di Enrico Mattei a commissario dell‟AGIP in alta Italia abbia cambiato definitivamente le sorti dell‟azienda, la quale, secondo i piani del nuovo governo repubblicano, doveva essere liquidata per fare posto agli interessi delle majors americane. Mattei, spinto da un fervente spirito nazionalista, portò avanti convintamene il suo piano e, dopo aver convinto gli ambienti governativi democristiani, riuscirà nel 1953 a costituire quella che ancora oggi è la più grande azienda italiana: l‟Ente Nazionale Idrocarburi. Il secondo capitolo affronta la nascita dell‟Eni e il suo sviluppo durante i nove anni di presidenza di Mattei. L‟intento di questo capitolo è quello di spiegare come in poco meno di un decennio Mattei e i suoi collaboratori, fra i quali spiccano i nomi di Marcello Boldrini e Carlo Zanmatti, siano riusciti a fare dell‟Eni la principale industria energetica italiana e a renderla, allo stesso tempo, un attore talmente importante da cambiare le regole dell‟industria petrolifera internazionale. Il mio elaborato finale si sofferma in particolare sulla strategia italiana perseguita dall‟Eni, soprattutto tramite l‟ammodernamento e la diversificazione in altri settori, come quello della meccanica e del tessile. Inoltre, ampio spazio è dato alle vicende internazionali dell‟Ente, più in particolare quelle riguardanti i rapporti intrattenuti con i governi dei paesi produttori di

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Federico Solchi Contatta »

Composta da 67 pagine.

 

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