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Evoluzione dell'equilibrio gestionale delle banche locali attraverso l'analisi dei bilanci: il caso della Cassa Rurale di Giovo

Informazioni tesi

  Autore: Gabriel Joppi
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Trento
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia e della gestione aziendale
  Relatore: Luca Erzegovesi
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 55

Il lavoro tratta del sistema del credito cooperativo trentino, formato da una rete di 45 banche (Casse Rurali) che operano su tutto il territorio della Provincia di Trento. Qui oltre la metà delle somme intermediate dal sistema bancario passa attraverso le Casse Rurali, ad evidenza del ruolo di assoluto rilievo svolto da tali istituti nell’economia e finanza provinciali. Una caratteristica delle Casse Rurali è quella di operare entro un’area geograficamente circoscritta, a differenza delle banche non cooperative. Per la Cassa Rurale di Giovo, oggetto della presente tesi, l’area di attività è sostanzialmente rappresentata dalla Valle di Cembra. In particolare, tale banca ha sede a Verla di Giovo (dove fu fondata nel 1897) e dispone di tre filiali, nei Comuni di Lisignago, Cembra e Lavis, alle quali si aggiunge uno sportello operativo a Palù di Giovo. L’area così definita consta di meno di 15.000 abitanti e ciò è sufficiente a comprendere che la Cassa Rurale di Giovo sia una banca di piccole dimensioni. Altri dati permettono di giungere alla stessa conclusione. A fine 2010 la banca presentava un organico di 22 dipendenti, pari a meno dell’1 % di quelli del credito cooperativo trentino (2.319 alla stessa data). Il numero dei soci era 1.409, a fronte di 120.348 nel totale delle Casse Rurali trentine. Il totale Attivo di bilancio era € 122,3 milioni, contro i 15.234 milioni delle Casse Rurali trentine. Le masse intermediate (costituite da raccolta complessiva e prestiti per cassa) ammontavano a € 228,8 milioni.
Ciò premesso, la presente tesi ha per oggetto l’evoluzione dell’equilibrio gestionale della Cassa Rurale di Giovo nel quinquennio 2006-2010, confrontata con i risultati raggiunti nello stesso periodo dall’aggregato di tutte le Casse Rurali trentine. Il punto di partenza è costituito dai dati di bilancio delle banche. Per questo, nel primo capitolo della tesi vengono esposti i contenuti degli schemi di bilancio di riferimento per le banche, che differiscono da quelli adottati dalle altre imprese. Successivamente, nel capitolo 2 si analizza lo sviluppo della raccolta e degli impieghi, e quindi dell’intermediazione con la clientela. Il capitolo 3 prende invece in esame l’equilibrio economico della gestione delle banche, attraverso l’analisi del Conto Economico. Il capitolo 4 ha per oggetto l’analisi dell’esposizione al rischio e della solvibilità. Si trattano in particolare i seguenti aspetti: la dinamica del rapporto impieghi/raccolta diretta, misura del rischio di liquidità; la qualità del credito, misurata dal peso delle posizioni deteriorate (incagli e sofferenze); il rischio di concentrazione degli impieghi attraverso l’analisi dei grandi rischi; il paragrafo conclusivo tratta del patrimonio delle banche alla luce della normativa di vigilanza (Accordi di Basilea sul capitale delle banche).

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- 4 - INTRODUZIONE Il presente lavoro tratta del sistema del credito cooperativo trentino, formato da una rete di – attualmente – 46 banche (Casse Rurali) che operano su tutto il territorio della Provincia di Trento. Qui oltre la metà delle somme intermediate dal sistema bancario passa attraverso le Casse Rurali, ad evidenza del ruolo di assoluto rilievo svolto da tali istituti nell’economia e finanza provinciali. Una caratteristica (anche se non l’unica) delle Casse Rurali è quella di operare entro un’area geograficamente circoscritta, costituita dai luoghi vicini alla sede, a differenza delle banche non cooperative. Per la Cassa Rurale di Giovo, oggetto della presente tesi, l’area di attività è sostanzialmente rappresentata dalla Valle di Cembra. In particolare, tale banca ha sede a Verla di Giovo (dove fu fondata nel 1897) e dispone di tre filiali, nei Comuni di Lisignago, Cembra e, da luglio 2008, Lavis, alle quali si aggiunge uno sportello operativo nella frazione di Palø di Giovo. L’area così definita consta di meno di 15.000 abitanti e ciò è sufficiente a comprendere che la Cassa Rurale di Giovo sia una banca di piccole dimensioni. Altri dati permettono di giungere alla stessa conclusione. A fine 2010 la banca presentava un organico di 22 dipendenti, pari a meno dell’1 % di quelli del credito cooperativo trentino (2.319 alla stessa data). Il numero dei soci era 1.409, a fronte di 120.348 nel totale delle Casse Rurali trentine. Il totale Attivo di bilancio era € 122,3 milioni, contro i 15.234 milioni delle Casse Rurali trentine. Le masse intermediate (costituite da raccolta complessiva e prestiti per cassa, meglio definite nel capitolo 1) ammontavano a € 228,8 milioni. In tal modo la Cassa Rurale di Giovo si inserisce nel gruppo 4 nelle analisi del settore svolte dalla Federazione trentina della Cooperazione. Esso comprende le Casse Rurali di minori dimensioni, con masse intermediate inferiori ad € 250 milioni. Ciò premesso, la presente tesi ha per oggetto l’evoluzione dell’equilibrio gestionale della Cassa Rurale di Giovo nel quinquennio 2006-2010, confrontata con i risultati raggiunti nello stesso periodo dall’aggregato di tutte le Casse Rurali trentine. Il punto di partenza è costituito dai dati di bilancio delle banche. Per questo, nel primo capitolo della tesi vengono esposti i contenuti degli schemi di

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Parole chiave

rischio
patrimonio
credito cooperativo
interesse
raccolta
impieghi
sofferenze
vigilanza
bilancio bancario
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masse intermediate

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