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Il video interattivo come strumento per una didattica rinnovata

Informazioni tesi

  Autore: Lorenzo Blangiardi
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Teorie della Comunicazione
  Relatore: Elisabetta Mughini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 130

I metodi d’insegnamento cosiddetti tradizionali vengono costantemente “provocati” dalla diffusione delle nuove tecnologie e dalle possibilità da esse offerte. Creare, manipolare, riscrivere e rimediare sono alcune delle funzioni che in maniera integrata troviamo negli strumenti che popolano la nostra quotidianità: dal notebook al cellulare, dall’iPad agli applicativi open source diffusi in Rete.
Il discente del nuovo millennio, il “nativo digitale”, ha bisogno di nuovi stimoli e motivazioni per l’apprendimento: la scuola deve essere considerata principalmente come una risorsa atta al suo sviluppo, bisogna che egli sia attivo nel crearne i contenuti, da sempre fruiti in aula in modo passivo. I nuovi media propongono un’espansione del campo del sapere e delle modalità di apprendimento molto vasta: uno di questi strumenti, il video, si trova sempre più al centro del dibattito per le sue intrinseche potenzialità.
- Trasmettere le informazioni in maniera più veloce;
- Associare immediatamente il contenuto alla sua rappresentazione visiva
- Provocare stati emotivi ed evocativi che colpiscono anche la capacità associativa del discente

Il video dunque fa passare il fruitore da uno stato passivo a quello attivo, tanto più quando questo è costruito con funzioni che ne permettono la fruizione in modalità interattiva come ad esempio la presenza di un menù per accedere ad approfondimenti, a collegamenti in rete, o rielaborazioni. Il video è un ottimo strumento per documentare un processo dinamico e per farlo apprendere.
Interattività e Convergenza sono i due aspetti cardine dell’argomento di questa tesi, perché permettono un rinnovamento della metodologia didattica, attivando gli alunni e stimolandoli con nuovi strumenti che già conoscono per l’uso e con i quali hanno sviluppato nuove grammatiche e nuovi linguaggi.
Questi stessi strumenti, anche se non con qualche resistenza, stanno gradualmente entrando nelle scuole, creando in aula un gap inusuale, cioè una situazione che vede l’alunno più competente del docente, il quale, a sua volta, è tenuto a formarsi per prepararsi al suo nuovo ruolo di “mediatore” del sapere attraverso fonti di tipo digitale e multimediale. Una didattica quindi, fino ad oggi sviluppata intorno a un modello trasmissivo fondato principalmente sull’uso del libro, che è chiamata a rinnovarsi, per formare al meglio la nuova generazione, con il suo linguaggio sempre meno costituito da testo, e sempre più fatto di immagini e video.

L’audiovisivo riassume gran parte delle caratteristiche e potenzialità che le nuove tecnologie stanno portando nella nostra vita di tutti giorni e soprattutto nella scuola. Analizzando la sua storia sia in ambito tecnico che artistico, si capisce pertanto come da tempo l’immagine ed il suo movimento siano stati fondamentali in ambito pedagogico e, soprattutto, come lo siano oggi, con tutorial e opere interattive che, proiettando il discente verso una realtà virtuale, ne ampliano la conoscenza e l'esperienza. La capacità del video di entrare nell’immaginazione dell’alunno, di fornirgli un’esperienza visiva già elaborata e studiata per favorirne le capacità di apprendimento, stimola sicuramente di più rispetto ad un libro ed al suo testo. Essa proietta quindi la metodologia didattica verso nuove frontiere di progettazione e uso, in cui anche l’alunno diventa autore dei materiali di insegnamento: è proprio questa condivisione a costituire uno degli elementi più interessanti dei nuovi media, senza dimenticare l’aspetto ludico che gioca un ruolo fondamentale per catturare l’interesse del discente.

Il video diventa così l'alfiere del rinnovamento di una didattica orientata a creare una scuola 3.0 che sappia formare un essere multimediale pronto ad affrontare la sfida delle nuove abilità per nuove sconosciute professionalità, che il veloce sviluppo delle tecnologie ci pone innanzi.

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5 INTRODUZIONE I metodi d’insegnamento cosiddetti tradizionali vengono costantemente “provocati” dalla diffusione delle nuove tecnologie e dalle possibilità da esse offerte. Creare, manipolare, riscrivere e rimediare sono alcune delle funzioni che in maniera integrata troviamo negli strumenti che popolano la nostra quotidianità: dal notebook al cellulare, dall’iPad agli applicativi open source diffusi in Rete. Il discente del nuovo millennio, il “nativo digitale”, ha bisogno di nuovi stimoli e motivazioni per l’apprendimento: la scuola deve essere considerata principalmente come una risorsa atta al suo sviluppo, bisogna che egli sia attivo nel crearne i contenuti, da sempre fruiti in aula in modo passivo. I nuovi media propongono un’espansione del campo del sapere e delle modalità di apprendimento molto vasta: uno di questi strumenti, il video, si trova sempre più al centro del dibattito per le sue intrinseche potenzialità. - Trasmettere le informazioni in maniera più veloce; - Associare immediatamente il contenuto alla sua rappresentazione visiva - Provocare stati emotivi ed evocativi che colpiscono anche la capacità associativa del discente Il video dunque fa passare il fruitore da uno stato passivo a quello attivo, tanto più quando questo è costruito con funzioni che ne permettono la fruizione in modalità interattiva come ad esempio la presenza di un menù per accedere ad approfondimenti, a collegamenti in rete, o rielaborazioni. Il video è un ottimo strumento per documentare un processo dinamico e per farlo apprendere. Interattività e Convergenza sono i due aspetti cardine dell’argomento di questa tesi, perché permettono un rinnovamento della metodologia didattica, attivando gli alunni e stimolandoli con nuovi strumenti che già conoscono per l’uso e con i quali hanno sviluppato nuove grammatiche e nuovi linguaggi.

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