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Gli influssi terenziani in Rosvita di Gandersheim

La tesi analizza attentamente i rimandi e i richiami terenziani presenti nell’opera rosvitiana elaborando uno schema di questi influssi per verificare non semplicemente il rapporto tra l’opera di Terenzio e di Rosvita di Gandersheim ma il rapporto con i classici instaurato nel X secolo; un rapporto che vede un processo di emulazione e di antitesi tra la tradizione e l’elemento contemporaneo. Un rapporto la cui attualità è importante anche per noi moderni dal momento che come i nostri predecessori continuamente ricodifichiamo e riorientiamo i classici in base alla nostra coscienza antropologica.

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Introduzione Il secolo X è considerato dalla tradizione storiografica un secolo di decadenza; questa fase ha visto lo sfasciarsi della costruzione politica avviata da Carlo Magno e l’estendersi della corruzione nella Chiesa romana. Questa visione negativa del secolo è venuta meno grazie alla moderna storiografia che ha messo in risalto dati positivi riguardanti l’economia, la politica e la cultura. La letteratura del X secolo non è più caratterizzata, come per i secoli precedenti, da un’opera di recupero e da una attività legata organicamente e quasi esclusivamente alla scuola, ma è una riflessione dei grandi e dei piccoli autori su se stessi, sulla propria storia, sui propri santi, sui propri eroi, sui propri strumenti di lavoro, sul proprio futuro 1 . Il fenomeno letterario di maggiore rilievo è costituito senza dubbio dalla produzione di un gran numero di opere agiografiche e storiografiche, sia in versi che in prosa: due generi che l’alto medioevo ha largamente praticato e che acquistano, in questo secolo, un carattere per così dire di “necessità” poiché ogni vescovado, ogni abbazia, quasi ogni città o villaggio avverte il bisogno di scrivere la propria storia, di riappropriarsi del proprio passato e di celebrare il proprio santo che è, sempre più spesso un santo contemporaneo. Una caratteristica primaria di questa produzione agiografica è l’esigenza di una narrazione ricca di fatti storicamente incontestabili quali sono i fatti contemporanei. Il fedele sente più vicino il santo contemporaneo proprio perché vive nella sua stessa epoca e cerca nell’agiografia uno stimolo per una vita santa e questo è tanto più forte quanto più vicini, se non contemporanei, sono gli eventi narrati. L’agiografia dunque è diventata più di prima un documento di auto identificazione. Questo genere conosce nel secolo X un’altra applicazione, con una novità letteraria di notevoli proporzioni: l’unione tra agiografia e teatro, che si 1 C.Leonardi e F. Bertini, Letteratura Latina Medievale (sec.6-15). Un manuale Firenze 2005 pp.159-160 1

Diploma di Laurea

Facoltà: Settore Patrimonio Culturale conoscenza e valorizzazione

Autore: Silvia De Bellis Contatta »

Composta da 56 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.