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Attaccamento e Mentalizzazione nella Relazione Terapeutica: I Dati della Ricerca Empirica

Il lavoro di tesi presenta una rassegna della letteratura basata sulla teoria dell'attaccamento relativa alla relazione terapeutica e alle sue principali dimensioni, in particolare l'alleanza terapeutica e comportamenti di controtransfert. Queste dimensioni vengono messe in relazione ai diversi stili di attaccamento secondo quattro direzioni di ricerca principali:
(1) L'attaccamento del paziente al terapeuta;
(2) L'attaccamento del terapeuta valutato con strumenti dell'attaccamento di tipo self-report;
(3) L'attaccamento del terapeuta valutato con L'Adult Attachment Interview;
(4) L'attaccamento del terapeuta valutato con strumenti proiettivi in studi non clinici.

I risultati della rassegna indicano nell'attaccamento sicuro la variabile più efficace sulle misure di processo e di esito e sulla soddisfazione percepita dai pazienti, mentre gli stili insicuri, sia distanziante che preoccupato, presentano vantaggi limitati soltanto nelle prime fasi della terapia e in particolari configurazioni della coppia terapeutica. Gli stili insicuri, infine, determinano conseguenze peculiari, a seconda dello stile esibito dal terapeuta e dell'incontro tra stili nella coppia terapeutica, sulle capacità di mentalizzazione e di fornire una base sicura per il paziente.

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[1] INTRODUZIONE Il lavoro di tesi presentato è basato su una ricerca di comparazione testuale, sulle caratteristiche psicologiche degli psicoterapeuti e dei pazienti, valutate in termini di: stile di attaccamento, capacità di mentalizzazione e delle loro influenze sulla relazione terapeutica. Questo particolare punto di vista teorico deriva originariamente dalla psicoanalisi, dalla teoria delle relazioni oggettuali, sia quando è riferito alla relazione madre-bambino sia alla relazione terapeutica e viene riconosciuto come fondamentale per lo sviluppo di quella peculiare competenza umana che Peter Fonagy e Mary Target (2001) hanno chiamato mentalizzazione. Gli studi nel campo della Teoria della Mente (Baron-Cohen, 1991; Leslie, 1988) attestano l‟inizio di questa capacità dopo il secondo anno di età per giungere compiutamente a maturazione intorno al quarto. La capacità di “tenere a mente la mente” (Fonagy, 1991), propria e altrui, può subire danni irreparabili sulla base di una relazione d‟attaccamento traumatica e disfunzionale tra caregiver e neonato, ma risulta, in altro modo, un aspetto e una conquista fondamentale del percorso personale e formativo degli psicoterapeuti, per basare empaticamente il lavoro clinico. Il fine ultimo del lavoro presentato è quello di suggerire attraverso la letteratura sull‟attaccamento migliori percorsi e adattamenti di questa capacità, sia nel paziente che nel terapeuta, tuttavia tenendo conto della scarsa produzione scientifica riguardante le ricerche sulle caratteristiche psicologiche degli psicoterapeuti. Inoltre la compresenza di numerose variabili e dimensioni della relazione terapeutica non permette sempre una facile correlazione tra costrutti di attaccamento e mentalizzazione. La ricerca bibliografica è stata condotta attraverso l‟utilizzo dei motori di ricerca PsycINFO, PsycARTICLES, Google Scholar, Medline e PubMed e le risorse cartacee della Rete Bibliotecaria del Polo Bolognese, l‟arco temporale in cui si collocano gli studi presentati, va dal

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Psicologia

Autore: Alessandro Campailla Contatta »

Composta da 159 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.