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La donazione delle cellule staminali da sangue cordonale: focus sul ruolo e la formazione dell'ostetrica/o

Con la mia tesi di laurea ho analizzato i ruoli dell'ostetrica all'interno del processo di donazione delle cellule staminali del cordone ombelicale. In seguito ho volto uno studio statistico analitico avvalendomi di un questionario somministrato ad ostetriche impiegate in otto strutture ospedaliere del Nord Italia, alle studentesse del terzo anno di studi in cinque sedi universitarie e alle ostetriche impiegate in due ospedali finlandesi. Ho analizzato la percezione delle loro competenze e la diffusione dell'informazione nel comparto ostetrico e tra le donne gravide. Infine ho delineato il profilo professionale dell'ostetrica in materia di donazione, obiettivo di un progetto nazionale proposto che verrà reso operativo a breve. Per concludere ho realizzato un filmato didattico delle procedure da svolgere in sala parto per la formazione e la qualificazione delle ostetriche.

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  I PARTE – LA DONAZIONE DELLE CELLULE STAMINALI 4   INTRODUZIONE Il progetto della mia tesi di laurea si sviluppa come risultato delle esperienze vissute durante i tirocini e del mio personale interesse riguardo alla donazione delle cellule staminali. Negli anni di studio ho frequentato lezioni, convegni ed incontri dei corsi di accompagnamento alla nascita, oltre ad aver assistito alle pratiche ospedaliere nei reparti di ostetricia e in sala parto, sia in ospedali italiani sia all’estero, grazie al progetto Erasmus che mi ha portata in Finlandia. Nel marzo del 2010 ho avuto l’opportunità di partecipare ad un workshop di neonatologia, svoltosi al Palazzo della Gran Guardia a Verona. È stato in quell’occasione che ho ascoltato la relazione della dottoressa Aurora Vassanelli: La donazione del cordone ombelicale: luci ed ombre. Dall’intervento e dai commenti che ho udito in platea, ho potuto comprendere come circolassero molte informazioni scorrette sulla raccolta autologa e la donazione allogenica di cellule staminali da sangue cordonale. Un’altra questione che mi ha colpita è la speculazione delle banche private sulla conservazione delle cellule staminali emopoietiche presenti nel sangue del funicolo. Esse fanno leva sulla possibilità futura di ricavare dalle cellule cordonali un elisir in grado di curare neoplasie e malattie degenerative che potrebbero colpire gli stessi individui da cui sono state prelevate le unità conservate. Poco tempo dopo, sfogliando una rivista divulgativa di portata nazionale, ho notato un articolo che si faceva promotore delle banche per la conservazione autologa, sostenendo la loro posizione e chiedendo che fossero legalizzate dal governo italiano. A quel punto, la confusione è sorta nella mia mente, accentuata da alcune ricerche svolte per capire a quali informazioni fossero esposte le donne interessate. Tutto ciò mi ha fatto comprendere come sia facile per loro aderire ai progetti di raccolta autologa. Il mio pensiero è stato avvalorato dalla pratica, poiché, nella mia esperienza, nonostante i manifesti e gli opuscoli presenti negli ospedali, ho trovato molte gravide interessate più alla raccolta che alla donazione allogenica. La mia impressione si è poi rivelata coerente con i risultati statistici: stando ai dati del Sanit 2011, infatti, ad oggi, circa 60.000 unità di sangue cordonale hanno lasciato l’Italia, a bordo di un corriere, per raggiungere le banche private presenti in altri Paesi europei,    

Diploma di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Ilaria Pace Contatta »

Composta da 119 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.