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La vittima nella fenomenologia dell’omicidio - Analisi vittimologica degli omicidi volontari in Emilia Romagna nel quadriennio 2000 - 2003

Informazioni tesi

  Autore: Fabio Nepoti
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Sociologia
  Relatore: Francesca Cremonini
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 136

Riassunto sintetico: i primi studi svolti in campo criminologico hanno preso in considerazione solamente l’autore del reato, trascurando totalmente l’importanza della vittima. Il focus della presente tesi è quello di evidenziare l’importanza e l’evoluzione dello studio della vittima, all’interno della scienza criminologia, al fine di migliorare le conoscenze sulla criminogenesi e sulla criminodinamica. L’analisi approfondita delle caratteristiche e delle interazioni che si sviluppano tra la vittima e l’offensore durante il perpetrarsi dell’azione criminosa possono portare ad una maggiore comprensione del delitto e alla disposizione, sul piano pratico, di una serie di elementi per permettere una prevenzione più efficace del crimine.
Si è cosi voluto esaminare la fenomenologia dell’omicidio – attraverso un’analisi vittimologica sugli omicidi volontari avvenuti in Emilia Romagna nel quadriennio dal 2000 al 2003 – per far luce su un reato particolarmente cruento, che crea un alto allarme sociale e spesso porta il cittadino ad avere una sovrastima ed una errata raffigurazione del fenomeno. Si sono approfonditi gli ambiti all’interno dei quali si sviluppa il delitto al fine di poter evidenziare la relazione che lega la vittima al suo carnefice, le caratteristiche delle persone coinvolte nell’omicidio andando e il movente che ha spinto l’assassino a compiere un gesto così efferato.

Metodologia seguita: la ricerca empirica ha preso in esame gli omicidi volontari commessi nella regione Emilia Romagna nel quadriennio 2000-2003. La difficoltà di reperire dati riguardanti la vittima di omicidio basandosi sulle statistiche ufficiali – in quanto le caratteristiche delle vittime sono un aspetto del tutto trascurato da queste – è l’elemento principale che mi ha fatto propendere per un indagine basata sui quotidiani. Reperire i dati attraverso una rassegna stampa degli articoli di cronaca è così risultato il canale più semplice e immediato per ottenere un numero sufficiente di informazioni sulle vittime. Come quotidiano di riferimento è stato scelto il Resto del Carlino, in quanto è il giornale a carattere locale di maggiore diffusione in regione.

Principali risultati raggiunti: si è innanzitutto voluto fornire un’idea generale dell’andamento degli omicidi all’interno della nostra regione, evidenziando determinate peculiarità che possano essere considerate come probabile fonte di vittimizzazione, per poi delineare gli scenari più ricorrenti all’interno dei quali si è sviluppata l’azione criminosa, con particolare riferimento all’omicidio in ambito famigliare.

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3 Introduzione I primi studi svolti in campo criminologico hanno preso in considerazione solamente l’autore del reato, trascurando totalmente l’importanza della vittima. La Scuola Classica ha maggiormente dato importanza ai fatti, piuttosto che alla personalità degli individui coinvolti nel reato. Il Positivismo ha poi sopperito alla mancanza della Scuola Classica, ma gli studi si sono concentrati solamente sul criminale. La Difesa Sociale, maggiormente volta ad umanizzare la reazione al delitto, si è occupata della vittima in misura superiore rispetto agli indirizzi precedenti, anche se le preoccupazioni per le sorti dell’uomo delinquente finirono per lasciarla in ombra. Già da queste brevi note è possibile intuire che gli studi sul ruolo della vittima e sulle dinamiche di vittimizzazione sono stati a lungo trascurati. La persona che subiva un reato spesso non veniva tenuta nella giusta considerazione, sia dagli organi di pubblica sicurezza, sia dall’opinione pubblica. Eppure, la vittima di un reato è quella che contribuisce in maggior misura alla scoperta dell’illecito, il suo atteggiamento, le sue azioni e la violenza subita imprimono una prima rappresentazione del delinquente e della criminalità in generale, influendo notevolmente alla ricostruzione dei fatti. Le circostanze che portano al concretizzarsi di un delitto non devono essere considerate come unicamente prodotte dal criminale, ma spesso l’azione illecita è caratterizzata anche dalla presenza o da un particolare atteggiamento messo in pratica da coloro che verranno poi danneggiati. L’approfondimento del ruolo avuto dalla vittima nella genesi del reato, può portare ad un aumento delle conoscenze sui fenomeni criminali, mettendo così nelle mani delle forze dell’ordine mezzi più efficaci per prevenire e combattere la criminalità. Il focus della presente tesi è quello di evidenziare l’importanza e l’evoluzione dello studio della vittima, all’interno della scienza criminologia, al fine di migliorare le conoscenze sulla criminogenesi e sulla criminodinamica. L’analisi approfondita delle caratteristiche e delle interazioni che si sviluppano tra la vittima e l’offensore durante il perpetrarsi dell’azione criminosa possono portare

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