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''Io ho paura''. La violenza e il terrorismo degli anni Settanta nelle fonti cinematografiche italiane

Informazioni tesi

  Autore: Bruno Brenno Ferrari
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  Facoltà: Scienze della Formazione
  Corso: Scienze dell'amministrazione
  Relatore: Alberto Melloni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 87

Nel presente lavoro di tesi si è voluto indagare e approfondire il tema della violenza e del terrorismo negli anni Settanta in Italia. Lo si è fatto da un punto di osservazione particolare, utilizzando una fonte tipicamente novecentesca quale è la fonte cinematografica, inserendosi nella riflessione metodologica iniziata dall’École des Annales di Bloch e Febvre e continuata fino ai giorni nostri, con un progressivo allargamento del concetto di fonte storica ai più disparati documenti prodotti nel XX secolo. L’obiettivo è stato dunque quello di ricercare all’interno dei film prodotti in quel decennio, come sono stati raccontati i temi della violenza e del terrorismo in Italia. Si è scelto come titolo della tesi “Io ho paura”, la citazione del titolo di un film di Damiano Damiani del 1977, per meglio descrivere il sentimento e la sensazione che viveva la società italiana in quegli anni, di cui la cinematografia si è fatta interprete. Nel primo capitolo si è analizzata la situazione e il contesto storico, sociale, politico e culturale italiano dalla fine degli anni Sessanta fino al Settantasette circa, per meglio collocare e comprendere la lettura che i numerosi film usciti ne hanno poi fatto. In particolare si sono approfonditi inoltre gli anni precedenti il Sessantotto, per arrivare alla contestazione sessantottina, all’autunno caldo nelle fabbriche, alla violenza nelle piazze, alle stragi e ai sequestri, al terrorismo di estrema destra e di sinistra, alla strategia della tensione e ai tentativi di golpe. Nel secondo capitolo dopo un primo studio sull’evoluzione storica del concetto di fonte e del cinema come fonte per la storia, si è cercato di disegnare un quadro del rapporto tra cinematografia e terrorismo, individuandone le ricorrenze, i generi, i nodi e le tematiche di volta in volta affrontate dai registi che si sono cimentati nel racconto di quella stagione che ha segnato in modo indelebile la storia della prima repubblica Nel terzo capitolo, cinema e terrorismo: quattro esempi, si è invece scelto di individuare quattro esempi di film che, per cosa e come lo raccontano, possono rappresentare degli archetipi tematici cinematografici di quegli anni di violenza. I temi individuati nel vasto panorama sul rapporto tra cinema e terrorismo sono: la manipolazione dell’informazione, i tentativi di golpe, le stragi e i servizi segreti deviati. Per quanto riguarda il tema della manipolazione dell’informazione, si è scelto il celebre film del 1972 di Marco Bellocchio, Sbatti il mostro in prima pagina, una pellicola che anche grazie a un’ottima interpretazione di Gian Maria Volonté, mette in scena gli stretti legami tra la stampa, la politica e le forze dell'ordine, ponendo come centrale il rapporto del potere con il mondo dell’informazione Il secondo film che presenta allo spettatore il tema dei tentativi di golpe che hanno caratterizzato il nostro paese in quegli anni è Vogliamo i colonnelli diretto da Mario Monicelli nel 1973. Per il tema delle stragi è stata scelta invece una pellicola appartenente a un genere cinematografico tipico degli anni Settanta, il genere poliziottesco, il poliziesco all’italiana, il film analizzato è La polizia ha le mani legate, pellicola del 1975 del regista Luciano Ercoli. Chiude l’analisi presentata nel terzo capitolo, il film descritto già citato, Io ho paura di Damiano Damiani del 1977, scelto perché ben rappresenta il tema, cardine per quegli anni di controinformazione, delle indagini deviate.

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INTRODUZIONE Nel presente lavoro di tesi si è voluto indagare e approfondire il tema della violenza e del terrorismo negli anni Settanta in Italia. Lo si è fatto da un punto di osservazione particolare, utilizzando una fonte tipicamente novecentesca quale è la fonte cinematografica, inserendosi nella riflessione metodologica iniziata dall’École des Annales di Bloch e Febvre e continuata fino ai giorni nostri, con un progressivo allargamento del concetto di fonte storica ai più disparati documenti prodotti nel XX secolo. 1 L’obiettivo è stato dunque quello di ricercare all’interno dei film prodotti in quel decennio, come sono stati raccontati i temi della violenza e del terrorismo in Italia. Si è scelto come titolo della tesi “ Io ho paura” , la citazione del titolo di un film di Damiano Damiani del 1977, per meglio descrivere il sentimento e la sensazione che viveva la società italiana in quegli anni, di cui la cinematografia si è fatta interprete. Nel primo capitolo si è analizzata la situazione e il contesto storico, sociale, politico e culturale italiano dalla fine degli anni Sessanta fino al Settantasette circa, per meglio collocare e comprendere la lettura che i numerosi film usciti ne hanno poi fatto. In particolare si sono approfonditi inoltre gli anni precedenti il Sessantotto, per arrivare alla contestazione sessantottina, all’autunno caldo nelle fabbriche, alla violenza nelle piazze, alle stragi e ai sequestri, al terrorismo di estrema destra e di sinistra, alla strategia della tensione e ai tentativi di golpe. Nel secondo capitolo dopo un primo studio sull’evoluzione storica del concetto di fonte e del cinema come fonte per la storia, si è cercato di disegnare un quadro del rapporto tra cinematografia e terrorismo, individuandone le ricorrenze, i generi, i nodi e le tematiche di volta in volta affrontate dai registi che si sono cimentati nel 1 Cfr. M. Ferro, Cinema e storia. Linee per una ricerca, Feltrinelli, 1977; J. Le Goff (a cura di), La nuova storia, Mondadori, 1979; P. Sorlin, L’immagine e l’evento. L’uso storico delle fonti audiovisive. Paravia, 1999; G. De Luna, La passione e la ragione. Fonti e metodi dello storico contemporaneo, La nuova Italia, 2001. 4

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