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Politica e religione nel pensiero filosofico di Bayle e Montesquieu

Informazioni tesi

  Autore: Filippo Catani
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Storia
  Relatore: Domenico Felice
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 112

La tesi prende in esame le teorie politiche di due grandi filosofi francesi che si confrontarono con problemi a tutt'oggi ancora di attualità come la separazione tra politica e religione, la tolleranza e la divisione dei poteri. Questo nell'ambito di una Francia sconvolta dalle guerre di religione

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Introduzione Diversi sono i motivi che mi hanno spinto a redigere un confronto tra Bayle e Montesquieu. Senza dubbio, il fattore che ha influito maggiormente è stata la “carica rivoluzionaria” che ho trovato nelle loro opere. Questa carica, a mio avviso, diventa ancora più dirompente se si inquadrano con attenzione i momenti storici nei quali i due filosofi si trovano a scrivere i propri pensieri. Per quanto concerne Bayle (1647-1706) 1 , le sue opere risentono delle grandi dispute teologiche che erano seguite alla Riforma luterana e alla Controriforma cattolica, ma soprattutto delle terrificanti guerre di religione che avevano sconvolto la Francia 2 , e in seguito l'Europa, 3 tra la fine del '500 e la prima metà del '600. 1 Figlio di un pastore calvinista, deve abbandonare la Francia nel 1670 perché, convertitosi al Cristianesimo due anni prima, era tornato sui suoi passi e, in quanto recidivo, non gli era permesso soggiornare in Francia. Si rifugia a Ginevra dove frequenta l'accademia calvinista guadagnandosi da vivere come precettore. Nel 1674 ritorna sotto falso nome in Francia soggiornando come precettore presso ricche famiglie protestanti prima a Rouen poi a Parigi. Trasferitosi a Sedan riesce a vincere una cattedra in filosofia presso l'accademia protestante. In seguito alla soppressione dell'accademia nel 1681, che si inserisce all'interno della politica anti ugonotta di Luigi XIV, si rifugia a Rotterdam dove insegnerà filosofia presso l'Ecole Illustre. 2 Due sono, a mio parere, gli episodi che più di ogni altro rendono palese il clima che si respirava in Francia. Per cercare di sanare i contrasti fra il partito cattolico, guidato dalla famiglia Guisa, e quello protestante, guidata dal casato di Navarra, venne organizzato un matrimonio nel 1572. Protagonisti dello sposalizio erano Margherita di Valois (1553-1615), figlia di Caterina de Medici (1519-1589), e il protestante Enrico di Navarra (il futuro re Enrico IV). A Parigi giunsero molti ugonotti per il matrimonio che si celebrò il 18 agosto. Nella notte tra il 23 e il 24 migliaia di nobili ugonotti vennero trucidati per mano di Enrico di Guisa e del suo seguito. Questo evento è tristemente passato alla storia come il massacro della notte di San Bartolomeo. Il secondo episodio fu una vera e propria guerra: la guerra dei tre Enrichi. Le ostilità iniziarono nel 1585 quando lo stesso Enrico di Navarra (1553-1610) venne proclamato erede al trono di Francia. Oltre ad Enrico di Navarra gli altri contendenti furono il re Enrico III (1551-1589) e il cattolico Enrico di Guisa (1550-1588). A seguito della sconfitta dell' Invincibile Armada spagnola nel 1588, Enrico III pensò di far uccidere Enrico di Guisa. Questo in quanto era “sponsorizzato” dalla cattolica Spagna ormai caduta in disgrazia. La risposta cattolica non si fece attendere e un monaco fanatico uccise Enrico III (1589). A questo punto Enrico di Navarra rimase l'unico erede. Nel 1593 fu costretto ad abiurare la fede calvinista e l'anno successivo venne ufficialmente incoronato re di Francia. Per tentare di riappacificare la Francia venne promulgato nel 1598 l'editto di Nantes. 3 Si fa qui riferimento alla guerra dei Trent'Anni che dal 1618 al 1648 mise a ferro e a fuoco numerosi stati europei ma in modo particolare la Germania. Nel 1648 si giunse alla pace di Westfalia che confermò, dal punto di vista religioso, la regola del cuius regio eius religio (la religione dello stato è quella del sovrano ma vi era libertà di emigrare) che era stata stabilita ad Augusta nel 1555, estendendola anche alla fede calvinista. 4

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Parole chiave

politica
religione
montesquieu
bayle

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