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Percorsi di vita nell' ombra: le sorelle Seidenfeld

Durante il percorso di costruzione di questo elaborato si è tentato di mettere in luce i vissuti delle sorelle Seidenfeld, tre personaggi “minori”, ponendo particolare attenzione sui percorsi geografici ed umani da loro intrapresi fino al secondo conflitto mondiale. Le loro vicende ben si prestano a divenire una microstoria, raccontata in queste pagine sulla base dell’analisi documentaria, nonché grazie agli apporti di altre discipline, quali la geografia, la demografia, la sociologia e la letteratura. La lettura del dattiloscritto di Gabriella Seidenfeld, le ricerche d’archivio, l’intervista con il signor Tranquilli, nipote di Ignazio Silone, ma soprattutto la completezza del lavoro di Sara Galli, Le Tre Sorelle Seidenfeld. Donne nell’emigrazione politica antifascista (che è divenuta una delle fonti principali per questo elaborato) hanno facilitato l’individuazione delle tappe principali nei percorsi di queste donne, nonché i collegamenti con i grandi eventi storici e sociali che hanno influenzato maggiormente le loro esistenze.Sin dal principio, il percorso delle tre sorelle Seidenfeld appare strettamente connesso ai grandi movimenti migratori che caratterizzano non solo il periodo in cui esse hanno vissuto, ma anche le loro stesse radici: “Ebrei di origine ungherese, i Seidenfeld, al pari di numerosi nuclei familiari ashkenaziti, avevano alle spalle una storia punteggiata da diverse migrazioni.Il legame imprescindibile con gli eventi politici più significativi dell’epoca appare come un altro tratto distintivo della biografia delle tre sorelle. Infatti, in molti casi, le scelte e le azioni di Gabriella, Barbara e Serena dimostrano che militanza politica e vita personale si sovrappongono indissolubilmente, così come accadeva alla maggior parte di coloro che intraprendevano quella strada.Se si considera anche che Barbara e Gabriella furono rispettivamente le compagne di due ex dirigenti del partito comunista, quali Pietro Tresso e il noto scrittore Ignazio Silone, la sovrapposizione fra vita personale e politica appare ancor più lampante.Anche in ragione della loro appartenenza politica, le Seidenfeld ebbero la possibilità di istruirsi, di poter viaggiare in tutta Europa, di vivere in prima persona passaggi storici epocali, anticipando almeno di tre decenni il profilo medio della condizione femminile europea, che d’altra parte ancora negli anni Sessanta stentava a staccarsi dallo stereotipo de “l’angelo del focolare”. Nei loro vissuti si possono leggere alcune delle tappe fondamentali di un processo d’emancipazione compiuto, in Italia con particolare fatica, dalle donne occidentali durante tutto il Novecento.Non mancano dunque i percorsi storiografici a cui fare riferimento per ricostruire l’esistenza delle tre sorelle. Proprio la scelta del punto di vista attraverso cui presentare questa microstoria si è rivelata una delle imprese più ardue.
Dopo riflessioni e ripensamenti vari, la soluzione adottata consiste nel tenere presenti come coordinate spaziali alcune città in cui le tre donne hanno maggiormente vissuto. La scelta è dunque ricaduta su Fiume, Mosca, Parigi, Zurigo.

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3 INTRODUZIONE A. La vicenda delle Seidenfeld: un microuniverso ricco di spunti Così si esprime la studiosa Ida Fazio nell‘atto di ricostruire una sintesi della tendenza storiografica chiamata microstoria. Attraverso l‘eccezionale normale (il celebre ossimoro polisemico coniato da Edoardo Grendi) emergono le incoerenze della realtà e dei sistemi normativi, al cui interno vengono costruiti i percorsi strategici degli attori storici, di cui viene quindi messa in risalto la creatività, la capacità di manipolare, di contrattare, e non la mera responsività alle condizioni del contesto. Eccezionale normale, dunque, perché una testimonianza, un documento, un avvenimento unici contengono in sé elementi tanto normali da non essere stati scorti in precedenza (come la lettera smarrita di Edgar Allan Poe). 1 Pur con tutti i suoi limiti, il punto di vista microstorico ha avuto il merito di non restare incatenato alle grandi categorie storiografiche (storia sociale, culturale, economica..) ma ha scelto come punto di partenza per la ricerca le relazioni tra individui e famiglie all'interno di singole comunità, sottolineando l‘importanza delle reti personali nello sviluppo del contesto storico generale. Come afferma Gallerano nel suo dizionario di storiografia ―La riduzione di scala delle ricerche viene considerata la chiave per proporre una gerarchia delle rilevanze diversa e opposta a quella tradizionale‖ 2 . Giungendo agli sviluppi della storiografia attuale, le tendenze e gli apporti metodologici della microstoria si rivelano utili anche per lo studio 1 I. Fazio, Microstoria http://www.culturalstudies.it/dizionario/lemmi/microstoria_b.html. (sito consultato il 5/10/2011). 2 N. Gallerano, Dizionario di storiografia, Milano, Bruno Mondadori, 1985, p. 256.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Silvia Colangeli Contatta »

Composta da 155 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.