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Le convivenze paramatrimoniali di fatto nell'esperienza romana

Il presente elaborato vuole mostrare come i “corsi e ricorsi storici” siano più che mai un fenomeno presente anche nella materia dei rapporti familiari e parafamiliari.
Dal matrimonium cum manu al matrimonium sine manu arrivando sino al nostro matrimonio concordatario; nel mezzo il cd. concubinato, fenomeno che ha aperto la strada alla convivenza more uxorio ed a cui, nei tempi odierni, con differenze etimologiche non indifferenti, si assegna il nome di famiglia di fatto.
Cos’è la famiglia di fatto, come è inquadrabile giuridicamente e quali sono le proposte di legge che il legislatore ha elaborato in tal senso a cavallo tra XX ed il XXI secolo.

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4 CAPITOLO I 1. La rilevanza giuridica dei rapporti uomo – donna nell’esperienza romana Nel diritto romano la forma più antica di unione tra un uomo ed una donna era rappresentata dal matrimonium cum manu che consisteva in un atto o fatto giuridico in forza del quale una donna, sui od alieni iuris, usciva dalla famiglia d’origine ed entrava in una nuova famiglia con la funzione specifica di procreare al capofamiglia o ad un suo sottoposto libero, una discendenza legittima 1 . Gli atti giuridici 2 mediante i quali si poteva realizzare tale unione erano due. La confarreatio, una cerimonia religiosa compiuta in presenza di dieci testimoni e probabilmente di un flamen Dialis; la coemptio, che invece era una delle innumerevoli applicazioni della mancipatio 3 e consisteva quindi in una vendita che l’avente potestà sopra la donna faceva su di lei o che la donna faceva di sé al futuro 1 Arangio – Ruiz, Istituzioni di diritto romano, Jovene editore, Napoli (2006), 434 2 L’atto giuridico è una dichiarazione di volontà emessa al fine di raggiungere certi determinati risultati pratici e riconosciuta dal diritto oggettivo che ne fa discendere, conformemente ai fini dei dichiaranti, la creazione di nuovi rapporti giuridici oppure la modificazione od estinzione di rapporti esistenti. Arangio – Ruiz, Istituzioni di diritto romano, Jovene editore, Napoli (2006), 21 3 La mancipatio in origine era un solenne scambio immediato di cosa contro prezzo; successivamente divenne un negozio formale di trasferimento della proprietà e finì per essere adattato alle più svariate esigenze giuridiche, tra cui quella in questione riguardante l’acquisto della potestà sopra la moglie o la nuora. Arangio – Ruiz, Istituzioni di diritto romano, Jovene editore, Napoli (2006), 80

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Andrea Schlitzer Contatta »

Composta da 28 pagine.

 

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