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L'Italia esorcizza i suoi demoni: il caso di ''Gomorra'' e ''il divo''

Nell'anno 2011 verrà festeggiato il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, l'evento che sancì definitivamente la nascita del paese gettando le basi per la fine della stagione risorgimentale e il dibattito storico e politico ad essa annesso. Diventato un'entità territoriale ben definita, il popolo del neonato paese era però ben lungi dal sentirsi unito nelle sue diversità antropologiche e sociali.
In centocinquanta anni l'italiano ha avuto modo di vivere sulla propria pelle uno straordinario percorso storico che ha compreso un particolarissimo rapporto con la spiritualità incarnata dalla Santa Sede, due guerre, una dittatura e un periodo di forte contrapposizione ideologica, dove si è trovato al centro della Guerra fredda. È stato testimone degli eventi di un'oscura storia repubblicana, ha osservato come può crollare un'intera fetta dell'élite al governo del paese e ha dovuto fare i conti con tragiche stagioni di violenza aperte ora dal terrorismo, ora dal crimine organizzato. Questo studio si occuperà nella sua prima parte di tratteggiare e riassumere i caratteri e le peculiarità degli italiani. Ecco perché si cercherà di capire se il cinema può essere in grado di guardare nel ventre della nostra storia e società e di raccontarlo secondo le sue modalità. Verranno dunque presi ad esempio due opere cinematografiche dell'anno 2008, Gomorra di Matteo Garrone e Il divo di Paolo Sorrentino, entrambi vincitori al Festival del Cinema di Cannes dello stesso anno, rispettivamente del Grand Prix della Giuria e del Premio della Giuria. Con le due parti di questo lavoro dedicate a questi film (Campania Dreamin' e L'Insostenibile Leggerezza della Ragion di Stato) e attraverso la conclusione (Eppur si Muove), verranno fornite risposte al precedente interrogativo. Possono due opere che trattano i delicati temi del crimine organizzato e del potere deviato esorcizzare i nostri demoni ?

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INTRODUZIONE Nell'anno 2011 verrà festeggiato il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia, l'evento che sancì definitivamente la nascita del paese gettando le basi per la fine della stagione risorgimentale e il dibattito storico e politico ad essa annesso. Diventato un'entità territoriale ben definita, il popolo del neonato paese era però ben lungi dal sentirsi unito nelle sue diversità antropologiche e sociali. In centocinquanta anni l'italiano ha avuto modo di vivere sulla propria pelle uno straordinario percorso storico che ha compreso un particolarissimo rapporto con la spiritualità incarnata dalla Santa Sede, due guerre, una dittatura e un periodo di forte contrapposizione ideologica, dove si è trovato al centro della Guerra fredda. È stato testimone degli eventi di un'oscura storia repubblicana, ha osservato come può crollare un'intera fetta dell'élite al governo del paese e ha dovuto fare i conti con tragiche stagioni di violenza aperte ora dal terrorismo, ora dal crimine organizzato. Questo studio si occuperà nella sua prima parte di tratteggiare e riassumere i caratteri e le peculiarità degli italiani. In corso d'opera verranno infatti affrontate le particolarità storico- geografiche del paese (La Penisola Che Non C'è) e quelle antropologiche dell'italiano (Homo Italicus). Successivamente ci si occuperà del complesso rapporto fra nord e sud con attenzione ai rispettivi tratti caratteristici (Due strade diverse), che sarà a sua volta seguito da un capitolo in cui si tratterà la questione del rapporto fra l'italiano e la spiritualità (All'ombra del Cupolone). Dopo aver descritto il funzionamento della logica elitario- oligarchica che da sempre si pone come fattore endemico della nostra società (Tengo Famiglia), saranno descritte in dettaglio tutte quelle vicende storiche e sociali che hanno plasmato il complesso rapporto degli italiani con il potere (Il Grande Assente). Preso atto dell'eccezionalità del quadro storico-sociale italiano 2

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Antonio Aldini Contatta »

Composta da 145 pagine.

 

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