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Essere poveri nella cultura occidentale: conseguenze sul contesto familiare e sullo sviluppo del bambino.

Il presente lavoro analizza il significato della povertà all’interno della moderna cultura occidentale, esaminando i singoli tratti che costituiscono la mentalità degli individui, e facendo riferimento, nello specifico, alle conseguenze sul nucleo familiare e sullo sviluppo cognitivo e sociale del bambino.

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3 Introduzione La scelta di trattare un argomento come la povertà, nasce da un mio interesse personale particolarmente forte per i temi legati allo sviluppo infantile in condizioni svantaggiate. Avendo lavorato per due anni come educatrice presso un istituto privato con bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni, ho potuto imparare come soggetti provenienti da realtà difficili si rapportino in maniera differente con l’ambiente sociale, familiare e scolastico e, in particolare, con l’insegnamento. Quello della povertà risulta, tuttavia, essere un tema troppo vasto e complesso, ho quindi scelto di analizzarlo solo in alcuni suoi aspetti. Nella società occidentale, sempre più famiglie si trovano a fare i conti con crisi economiche e sociali e, di conseguenza, spesso si ritrovano senza un impiego e senza denaro. Ciò può influenzare la vita di tutti i componenti del nucleo familiare, dai genitori ai figli. Nella prima parte del mio scritto, mi occuperò di illustrare il concetto di “cultura della povertà”, partendo dal presupposto che uno stato di miseria non è solo una caratteristica esterna alle persone, come un contesto deprivato, è bensì una caratteristica interna che viene trasmesso di generazione in generazione. Infatti, i cosiddetti poveri non hanno meno competenze, ma piuttosto scelgono di adattarsi alla povertà. Documenterò, tramite le ricerche di alcuni studiosi e psicologi, il fatto che i poveri non solo hanno scarse risorse materiali, ma esistono e ragionano da poveri. Molti individui sono capaci, invece, di reagire alla loro condizione e mettono in pratica delle strategie, le quali possono essere domestiche come le strategie di pianificazione, adattamento e privazione, oppure pubbliche come il ricorrere a organizzazioni di solidarietà. Intorno a queste strategie si formano delle reti di sostegno materiale e morale che possono essere centrate o no sul soggetto. Alcuni bambini, poi, dimostrano una capacità innata di recupero di fronte alle difficoltà e sviluppano una buona autostima. Vedremo, inoltre, in questa relazione, come la mancanza di risorse economiche può portare conseguenze principalmente negative, quali sentimenti di inutilità e sconfitta nei genitori, senso di non poter raggiungere i propri obiettivi e di essere inferiori a chi vive in condizioni cosiddette normali.

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Sara Demartis Contatta »

Composta da 26 pagine.

 

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