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La Realtà Virtuale in psicoterapia: scienza o fantascienza?

Questo documento è idealmente suddiviso in tre parti.

Nella prima sezione si è cercato di fornire un quadro di riferimento della Realtà Virtuale a sostegno della psicoterapia.
In tal senso, sono state ripercorse alcune tappe della sua, seppur breve, storia, illustrando al contempo quali sono le attrezzature previste e i principali sottostanti tecnologici sui quali essa si basa.

Per consentire la comprensione dei concetti ad una platea allargata, si è comunque cercato di non indulgere a tecnicismi esasperati; ne deriva che la lettura di questi capitoli non presuppone conoscenze specifiche di carattere informatico.
Sempre in questa prima fase, si sono approfonditi i meccanismi e le teorie di riferimento attraverso le quali viene reso possibile l’addentellato tra questa tecnologia e i protocolli di psicoterapia.

La seconda parte di questo documento è invece costituita da una corposa rassegna di studi scientifici pubblicati a livello mondiale e che rappresentano alcune tra le più significative esperienza concrete di applicazione della Realtà Virtuale in psicoterapia.
Per facilitare l’esame di queste evidenze si è provveduto a suddividerle per categorie nosografiche, secondo quanto previsto dal DSM-IV, partendo dai Disturbi d’Ansia che sono il comparto dov’è presente la maggior parte degli esperimenti.
Sempre allo scopo di agevolare la lettura dei dati rinvenuti da questi esperimenti, sono state inserite all’inizio dei relativi capitoli, delle tabelle riassuntive per una veloce overview e per eventuali esigenze di confrontabilità.

La terza sezione comincia con l’esposizione delle riflessioni emerse in un incontro con il Prof. Giuseppe Riva, che rappresenta per questa tematica, una delle figure più autorevoli a livello mondiale.
Il confronto è partito da alcune macro-domande, in ottica di intervista, ma poi ha spaziato a largo raggio su svariati ambiti inerenti la Realtà Virtuale in psicoterapia.
Infine sono state esposte le conclusioni sulla tesi: in tal senso sono stati richiamate le risultanze complessive ricavate dai vari esperimenti (evitando, però, di ridondare i dati analitici che sono facilmente reperibili nelle tabelle riassuntive), nello sforzo invece di commentare il fenomeno in sé, anche in termini di penetrazione e diffusione.

Si tratta quindi di un lavoro articolato in cui vi è stato lo sforzo di operare un costante rimando alla letteratura, vista anche in chiave critica.

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12 PARTE PRIMA – LA TEORIA 1. LA REALTA’ VIRTUALE Nell’approcciare questo mondo ci si può imbattere in almeno tre diverse denominazioni: Cyberspazio, Realtà Artificiale e Realtà Virtuale. Spesso questi termini sono trattati a tutti gli effetti come dei sinonimi invece, una più accurata riflessione, evidenzia delle importanti differenze di significato. E’ bene che ci chiariamo preliminarmente le idee in tal senso, in modo da affrontare poi la tematica che ci interessa con maggiore confidenza. Ecco quindi la distinzione secondo l’autore americano Myron Kreuger [Kreuger, 1992], posizione per altro condivisa dalla maggior parte degli esperti in questo campo: Cyberspazio: è il termine più antico, coniato nel 1984 da William Gibson nel suo romanzo Neuromancer, e sta ad indicare il luogo dove è possibile sperimentare la virtualità simultaneamente da più persone in tutto il mondo. Il fine è quello di far coesistere con una sorta di unione tecnologico-culturale, mondi completamente diversi e lontani creando una realtà sostitutiva a quella reale, in grado di mettere in comunicazione allo stesso modo e su piani identici tutti i popoli [Gallarini, 1994]. Realtà Artificiale: permette di sperimentare un mondo che non esiste, infrangendo le leggi della fisica che governano la nostra vita reale. Dentro a questa dimensione possiamo quindi volare, passare attraverso i muri, volatilizzarci, ecc. Per la sua caratteristica di estrema libertà, senza condizioni, vincoli o limiti, è stata esaltata nella sua espressione artistica. Realtà Virtuale: è la possibilità di entrare in un mondo verosimile, e quindi esistente, almeno per il fatto che risponde puntualmente a tutte le leggi della

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Gabriele Gramaglia Contatta »

Composta da 238 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.