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Le Pubblicazioni Periodiche dedicate al Turismo. Indagine sul settore

Informazioni tesi

  Autore: Marco Burroni
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Milano - Bicocca
  Facoltà: Sociologia
  Corso: Scienze del turismo
  Relatore: Cesare Massarenti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 63

La relazione consiste in un excursus storico sulle teorie della comunicazione di massa dai primi anni '30 al periodo attuale, per poi proseguire con la ricostruzione bibliografica delle principali testate pubblicate dal primo editore di riviste in materia di turismo in Italia, ovvero il Touring Club Italiano.
Successivamente, viene trattata la modalità di reperimento delle notizie e di pubblicazione di un articolo da inserire nella rivista Qui Touring e viene effettuato un reportage sulle nuove tecnologie che permettono di ottenere informazioni turistiche, quali ad esempio le applicazioni per smarthphones.
Infine, viene dato ampio risalto alla situazione odierna della Stampa in Italia, riportando le testimonianze e gli interventi dei rappresentanti delle principali associazioni di categoria italiane.

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1 Premessa Argomenti oggetto della relazione. Con questa relazione si intende effettuare un excursus sul mondo delle pubblicazioni periodiche che si sono specializzate nel turismo, traendo spunto dal caso del Touring Club Italiano. La scelta di questo argomento è stata dettata dalla considerazione che il fenomeno turistico vada a- nalizzato nel suo carattere sociale prima che su quello economico. Diventando nel corso del tempo un’istituzione, esso ha generato una serie di consuetudini (come i periodi in cui il termine vacanza corrispondeva agli esodi di massa dei turisti verso le località di villeggiatura). Nonostante l’aumento delle tecnologia renda la vita molto più comoda che in passato, le persone sentono ancora il bisogno di muoversi, di staccare la spina da una realtà quotidiana alienata dai ritmi imposti dalle società po- stindustriali moderne. Vi è la necessità di (ri)trovare il senso di un progetto di vita che non sia sol- tanto limitato ad accumulare piacere, potere e prestigio, dedicando il tempo della vacanza a stereo- tipizzati momenti ludici frutto dell’esasperazione di una società forsennata ed iper competitiva, ma anche a scoprire dei luoghi diversi dai soliti oppure nicchie ricavate all’interno delle mete del turi- smo di massa. Queste esigenze sociali sono confortate anche dai principi del Codice Mondiale di Etica del Turi- smo, adottato alla tredicesima Assemblea Generale dell’Organizzazione Mondiale del Turismo a Santiago del Cile nel 1999, il quale all’articolo 2, comma 1, prevede che “Il Turismo, l’attività più frequentemente associata al riposo, alla distensione, allo sport, all’accesso alla cultura e alla natu- ra, sarà inteso e praticato come mezzo privilegiato di realizzazione individuale e collettiva; se pra- ticato con la necessaria disposizione d’animo, esso rappresenta un fattore insostituibile di arric- chimento personale, di tolleranza reciproca e di conoscenza delle differenze legittime tra i popoli e le culture e della loro varietà”. Inoltre, all’articolo 7, comma 1, viene stabilito che “ La possibilità di accedere direttamente e per- sonalmente alla scoperta ed al godimento delle ricchezze del pianeta rappresenta un diritto di cui tutti gli abitanti del mondo devono poter usufruire in modo paritario…” Del resto, fin dagli albori del fenomeno turistico di massa, dal momento che la vacanza è sempre stata sinonimo di svago, relax e di arricchimento culturale personale, il turista ha sempre avuto la necessità di trovare un modo per documentarsi sulle peculiarità di potenziali mete del suo viaggio, spesso immaginato un altrove ideale ove riversare la propria immaginazione. D’altra parte, anche gli operatori turistici dovevano escogitare un modo per raccontare in maniera convincente le proprie località ed attirare così i visitatori.

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