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Il 'Quarto Stato': oltre la tela. Il capolavoro di Pellizza attraversa turismo, cinema e mass media

Informazioni tesi

  Autore: Prisca Fumagalli
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze del turismo
  Relatore: Farah Polato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 61

Il presente elaborato intrecciadue percorsi: da un lato, un’indagine dei rapporti possibili tra cinema e pittura attraverso lo studio di un caso particolare, dall’altro la verifica dell’utilizzo del cinema in forme di promozione territoriale correlate alla figura di un artista. Il caso specifico prende in esame la figura dell’artista Giuseppe Pellizza da Volpedo.
La prima parte del lavoro è dedicata all’attività posta in essere dall’Associazione Pellizza da Volpedo, che ci è parsa un esempio di successo nell’intervento di promozione e gestione del patrimonio territoriale e culturale. Prese in esame le principali iniziative dell’Associazione, ci si soffermerà sulle proposte che, a diverso titolo, investono il cinema. Si tratta di alcuni documentari che, attraverso la promozione non solo artistica della figura di Giuseppe Pellizza, aprono prospettive di valorizzare della storia e del paesaggio della città di Volpedo e del territorio circostante.
Particolare attenzione sarà rivolta ad una delle tante iniziative a cui l’Associazione ha collaborato: il cortometraggio di Emilio Mandarino. Il lavoro è stato realizzato nel 2003 con il concorso del Comune di Volpedo e la Provincia di Alessandria, nonché con il contributo della Film Commission Piemonte. Il cortometraggio sceglie di accostare la figura dell’artista concentrandosi sulle fasi di elaborazione della sua opera più nota, il Quarto Stato.
Il Quarto Stato si colloca al centro dell’indagine successiva. La notorietà del Quarto Stato sovrasta, per taluni aspetti, quella del suo autore. Non sorprende pertanto constatare, nella produzione detta di “finzione”, l’assenza di film di impronta biografica sulla figura dell’artista piemontese. Il dipinto, invece, si riscontra in almeno due occorrenze cinematografiche, con funzione di intermediazione “tra pubblico e film” : nel 1976, nella locandina e nei titoli di testa di Novecento di Bernardo Bertolucci e, poco più di trent’anni dopo, nella locandina di Tutta la vita davanti (2008), di Paolo Virzì. Per Bertolucci, tuttavia, l’utilizzo risulta coerente ad una pratica ricorrente nella sua produzione degli anni ’70, con la quale è parso opportuno operare un confronto più approfondito.
Un successivo ampliamento del campo di indagine (inizialmente non prospettato) ha infine rivelato un vero e proprio universo di riprese e citazioni del celebre dipinto. L’ultima sezione si limiterà dunque ad affacciarsi su questo territorio visivo, che esula dal contesto puramente pittorico, delineando alcune ipotesi di attraversamento.

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1 INTRODUZIONE Il punto d’avvio del presente lavoro è costituito dalla volontà di legare i rapporti tra cinema e pittura attraverso lo studio di un caso specifico, interrogando la possibilità di eventuali riverberi in termini di promozione culturale e territoriale. Di solito quando si pensa ad una relazione tra cinema e promozione territoriale e culturale si fa riferimento al “cineturismo”, inteso come operazione che si avvale dei “set cinematografici” (i luoghi in cui sono stati girati film o serie televisive) in funzione sia di attrattiva turistica che di sviluppo economico per una località. Ma il cinema può operare anche altrimenti in supporto ad altre strategie di intervento, come si verifica, ad esempio, quando queste si coagulano attorno ad una figura autorevole cui un determinato territorio ha dato i natali. La figura di Giuseppe Pellizza da Volpedo si presta ad offrire un esempio significativo per la prospettiva considerata. La prima parte dell’elaborato è dedicato all’Associazione Pellizza da Volpedo, che vanta una pluriennale esperienza di valorizzazione in sede locale e regionale. Prese in esame le principali iniziative dell’Associazione, ci si soffermerà sulle proposte che, a diverso titolo, investono il cinema. Si tratta di alcuni documentari che, attraverso la promozione non solo artistica della figura di Giuseppe Pellizza, aprono prospettive di più ampio respiro sulla storia e sul paesaggio della città di Volpedo e zone limitrofe. Particolare attenzione sarà rivolta ad una delle tante iniziative a cui l’Associazione ha collaborato: il cortometraggio di Emilio Mandarino, realizzato nel 2003 con il concorso del Comune di Volpedo e la Provincia di Alessandria, nonché con il contributo della Film Commission Piemonte. Il cortometraggio sceglie di accostare la figura dell’artista concentrandosi sulle fasi di elaborazione del suo dipinto più noto, il Quarto Stato. Tale lavoro cinematografico si va ad inserire sotto il termine “Biopic 1 ”, in cui i film biografici non trattano prettamente l’analisi della vita di un autore, ma anche la correlazione che vi è tra questa e l’operato artistico. Quarto Stato, la cui notorietà sovrasta per taluni aspetti quella del suo autore, è al centro della seconda parte riservata alle riproposte cinematografiche. A fronte dell’assenza di film incentrati 1 Biopic: film di finzione che, partendo dalla biografia di un artista, affronta in modo più generale la sua arte e le eventuali interrelazioni. Per un approfondimento cfr . cap. Biopic in Antonio Costa, Il cinema e le arti visive, op. cit., p. 58 e segg.

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Parole chiave

cinema
turismo
mass-media
pittura
tesi
triennale
cineturismo
quarto stato
pellizza da volpedo

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