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Trattamento farmacologico e riabilitativo dei musicisti di musica leggera

Informazioni tesi

  Autore: Enrico De Paolis
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Farmacia
  Corso: Farmacia
  Relatore: Carla Biondi,  Rosa Maria Converti, Barbara Pavan
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 71

L’evoluzione della tecnica musicale, l’apporto di nuove conoscenze e il loro impiego nello studio dello strumento, hanno migliorato il rendimento dell’esecuzione musicale ma allo stesso tempo hanno sottoposto il musicista ad una maggiore sollecitazione dell'apparato muscolo-scheletrico aumentando così i fattori di rischio nei confronti di patologie come le sindromi da sovraccarico, tendinopatie, rachialgie, sindromi da compressione nervosa e il crampo del musicista (distonia focale).
In genere il trattamento eseguito su ogni singola patologia viene stabilito da un’accurata visita fisiatrica. In seguito alla diagnosi effettuata dal personale medico, supportata dall’esame strumentale se necessario, si stabilisce la terapia più adeguata valutando la scelta di un trattamento riabilitativo, farmacologico o l’associazione di entrambi.
Attenzione particolare va rivolta alla distonia focale che rappresenta l’affezione muscolo-scheletrica più grave. La terapia di questa patologia si avvale della somministrazione di farmaci anticolinergici, iniezioni di tossina botulinica, utilizzo di ortesi specifiche (splint) e un programma riabilitativo di rieducazione al gesto.
Sulla base del lavoro svolto in collaborazione con la Dott.ssa Rosa Maria Converti presso l’"Ambulatorio Sol Diesis” e con alcuni musicisti professionisti nella raccolta di informazioni inerenti alla pratica musicale, lo scopo della tesi è quello di fornire informazioni sull’esistenza di problematiche presenti nell'ambito di una categoria solitamente estranea ad individuarle. Tutto ciò potrebbe quindi mostrarsi utile ai fini dell’approfondimento, della conoscenza e naturalmente della prevenzione.
Nell’indagine condotta, ho analizzato una popolazione costituita da 47 musicisti di musica leggera affetti da patologie muscolo-scheletriche derivanti sia dalla professione che dall’esercizio musicale continuato. Durante il periodo di campionamento, compreso tra il 2006 e il 2009, ho potuto distinguerne 18 con distonia focale, 15 con tendinopatie e 14 con sindrome da sovraccarico.
Dalla valutazione dei dati, ho potuto dedurre che nei confronti della distonia focale, tutti i batteristi e la maggior parte dei bassisti trattati con tossina botulinica (Dysport) hanno mostrato un miglioramento, misurabile anche tra i gradi più alti delle scale di valutazione. Inoltre, indipendentemente dallo strumento utilizzato, la terapia con tossina botulinica non risultava particolarmente coadiuvata dalla presenza di uno splint funzionale, per cui la distonia focale sembra trattabile soprattutto da un punto di vista farmacologico e in minor misura da quello ortesico. Il grado di miglioramento dopo un anno di trattamento si manifestava parziale e non sempre di completa regressione come osservato invece per le tendinopatie, le sindromi da sovraccarico e le parestesie, risolte completamente con FANS topici, supporti fisioterapici e integratori neurotrofici. Questo ultimo dato evidenzia quanto la distonia focale sia una disfunzione limitativa e di difficile trattamento.
Per un musicista con sintomatologie a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, quindi appartenente ad una popolazione di pazienti tanto peculiare quanto potrebbero esserlo anche gli atleti, è sempre consigliabile rivolgersi a personale medico specializzato per una visita fisiatrica.
Il farmacista può consigliare l’assunzione di FANS nella maggior parte delle patologie muscolo-scheletriche, tenendo comunque presente che per questa particolare tipologia di pazienti non è opportuno praticare esclusivamente l’automedicazione.

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3 INTRODUZIONE Il significato del termine “ritmo” [dal greco rythmòs] ci indica un movimento misurato, un’ordinata successione di eventi in un intervallo di tempo e va congiunto alla stessa radice ru- del verbo rèô che significa “fluire”. Nella pratica del musicista, la presenza o l’assenza di un “flusso” possono rendere l’esecuzione musicale scorrevole o impacciata ed essere correlate alla propria condizione fisica. Massimo Carrano Solo prendendo in considerazione alcuni degli aspetti tecnici e stilistici appartenenti all’esercizio del musicista, si può comprendere quanto questo tipo di professione rappresenti una categoria particolare. I musicisti sono innanzitutto degli artisti, o meglio, soggetti particolarmente sensibili ed emotivi nei confronti dei quali la carriera costituisce l’asse centrale della propria esistenza. L’incessante ricerca di un determinato suono, l’obiettivo sempre crescente e rivolto all’acquisizione di nuove tecniche, la continua preparazione all’esibizione, possono dare un’idea di come il lavoro del musicista sia costantemente esposto ad un coinvolgimento psicosomatico tale da determinare talvolta un approccio tensivo ed un’attività estenuante dell’apparato muscolo-scheletrico. Inoltre, col passare del tempo, l’evoluzione della tecnica musicale, l’apporto di nuove conoscenze e il loro impiego nello studio dello strumento, hanno migliorato il rendimento dell’esecuzione musicale ma allo stesso tempo hanno richiesto una maggiore prestazione fisica al musicista. È opportuno ormai considerare i musicisti come dei veri e propri atleti, ragione per cui assume particolare valore la conoscenza e l’identificazione dei problemi di natura muscolo-scheletrica che possono costringere il musicista a temporanee o prolungate interruzioni, provocando disagio fisico e professionale. Prima di affrontare le patologie professionali, è bene definire cosa s'intende per “musica leggera”, quali sono gli strumenti generalmente utilizzati nell’esecuzione, prestare attenzione alla postura e considerare alcuni fattori di variabilità che i musicisti possono incontrare.

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Parole chiave

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