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I dividend yield come views nel modello di Black Litterman

Informazioni tesi

  Autore: Annarita Manca
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2011-12
  Università: Università degli Studi di Padova
  Facoltà: Economia
  Corso: Finanza
  Relatore: Luca Grosset
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 119

La tesi mira ad illustrare i risultati a cui si è giunti utilizzando i dividend yield come
views nel modello di BL. Partendo dal modello a media varianza, si evidenziano i limiti e i motivi per cui si è passati al modello in esame. L’analisi quantitativa è stata svolta utilizzando il Financial Toolbox di MatLab. Si è evidenziato nella tesi come il modello di Black Litterman che utilizza queste views restituisce portafogli molto diversificati e con un rendimento reale superiore rispetto ai portafogli alla Markowitz.

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5 INTRODUZIONE La scelta del portafoglio d’investimento svolge, nell’ambito finanziario, un ruolo di primaria importanza. I gestori, una volta delineate le preferenze del risparmiatore, allocano il capitale in modo da ottenere massimi guadagni con rischi minimi. Per un risultato soddisfacente è necessario cercare di prevedere nel miglior modo possibile l’andamento futuro dei titoli. Nel presente lavoro ci poniamo nell’ottica dell’asset manager con l’obiettivo di costruire dei portafogli attraverso una combinazione di azioni presenti nell’indice FTSE Mib della Borsa di Milano. Si tratterà di un investimento a tempo discreto con un orizzonte temporale di breve periodo: i titoli saranno acquistati il 17 ottobre 2011, per essere venduti il 14 novembre 2011. L’obiettivo di questa tesi è quello di costruire un’asset allocation che possa essere inserita in un rigoroso framework matematico-statistico e che, contemporaneamente, sia in grado di sfruttare le previsioni quantitative degli analisti. Il primo modello quantitativo che formalizza il trade off tra rischio e rendimento è il modello media-varianza introdotto da Harry Markowitz per il quale lo studioso statunitense ottenne nel 1990 il Premio Nobel per l’Economia. In precedenza infatti, la minimizzazione della variabilità del rendimento veniva considerato un elemento tipicamente qualitativo. L’analisi già completa e profonda di Markowitz è stata in seguito riproposta e ampliata da un suo discepolo, William Sharpe. Nel “Portfolio Theory and Capital Market”, pubblicato nel 1970, la teoria del portafoglio ottimale viene corredata da una trattazione più estensiva degli aspetti computazionali e con alcuni contributi originali, tra cui il cosiddetto Capital Asset Pricing Model, per brevità detto CAPM. I due saggi citati costituiscono i principali punti di riferimento nella moderna analisi del portafoglio nell’approccio media-varianza. La caratteristica fondamentale del modello di Markowitz modello è quella di ricondurre il processo di investimento ad un problema di ottimizzazione lineare

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