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L'ambigua natura della frontiera

La tesi analizza, principalmente da un punto di vista simbolico-antropologico (ma non solo), la problematica del confine e della frontiere nelle culture umane. In particolare, attraverso la differenziazione dei due termini (confine e frontiera) cerca di portare l'accento sull'illusorietà del confine come barriera, limite invalicabile, muro di esclusione, sottolineando come tutte le culture, nonostante le illusioni di purezza, siano contaminate e costantemente modificate dal contatto con l'ALTRO.

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4 Passaggi di confine e spazi altri 1. A mo’ di premessa Interrogarsi sugli scopi e i metodi di un lavoro di ricerca è certamente impresa complessa e, necessariamente, provvisoria, soprattutto quando tale lavoro ha per oggetto l’uomo e la sua dimensione culturale, la quale, sin dal principio, tende a sfuggire ad ogni rigido tentativo di “isolamento” disciplinare oltre che ad ogni ambizione semplificatrice e riduttiva. A questo proposito ci sembra che valga, in generale, quanto Fabietti e altri sottolineano a proposito dell’etnografia di Geertz, ovvero che «è molto flessibile e aperta, caratterizzata da un certo eclettismo e da un gioco di idee svincolate da autorità paradigmatiche. È aperta a diverse influenze e teorizza l’incertezza e l’incompletezza dei suoi programmi di ricerca come anche dei risultati» 1 . Per quanto il presente lavoro non abbia alcunché di propriamente etnografico – da qui anche i suoi inevitabili limiti – tuttavia esso ha attinto, a piene mani, dai presupposti epistemologici geertziani di cui dicevamo, venendo così ad assumere quell’aspetto articolato, trasversale e interdisciplinare, per quanto anche frammentario, irrisolto e “inconclusivo”, cui nessuna onesta “antropologia” oggi, crediamo, possa sottrarsi, soprattutto se intende aprirsi a quel mondo dell’esperienza, il quale è sempre più complesso di ogni sua rappresentazione. Ciò detto, piuttosto che riflettere complessivamente sul lavoro svolto, ci sembra ora più fruttuoso riportare quanto inizialmente ci eravamo posti come obiettivo e come progetto, acciocché il lettore possa constatare di persona a quali trasformazioni e trasfigurazioni, talvolta anche radicali, vada incontro un qualunque lavoro di ricerca che ambisca ad aprire il suo sguardo sull’uomo. 1 Ugo Fabietti, Roberto Malighetti, Vincenzo Matera, Dal tribale al globale. Introduzione all’antropologia, Bruno Mondadori, Milano 2000, p. 140.

Tesi di Laurea

Facoltà: Sociologia

Autore: Fabio Natali Contatta »

Composta da 197 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.