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Fonti di finanziamento delle imprese high-tech

Informazioni tesi

  Autore: Giuseppe Vullo
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Palermo
  Facoltà: Ingegneria
  Corso: Ingegneria gestionale
  Relatore: Giovanna Lo Nigro
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 160

Nell’attuale periodo storico tutti i paesi industrializzati sono chiamati a sostenere la crescita dei sistemi economici nazionali, in un contesto caratterizzato dalla globalizzazione dei mercati e dall’accelerazione delle dinamiche competitive; i confini geografici della competizione si stanno progressivamente ampliando, si hanno continui cambiamenti nei parametri competitivi e questo non può che rendere estremamente complesso lo scenario competitivo per le imprese di qualunque settore.
A ciò va aggiunta la recente crisi economico-finanziaria che ha investito tutti i Paesi e che ha reso necessaria la ridefinizione delle linee di politica industriale, le quali devono incentrarsi maggiormente sulla conoscenza e sull’innovazione, quest’ultima da intendersi in senso ampio, ovvero includendo innovazione di prodotto, di processo ed organizzativa (a livello di impresa) ed innovazione istituzionale (a livello di sistema produttivo). Conoscenza ed innovazione sono considerate i drivers della competitività delle imprese sui mercati internazionali e input chiave del processo di modernizzazione dei sistemi economici.
Ne deriva che un ruolo cruciale nell’attuazione di questi cambiamenti lo rivestono proprio quei settori caratterizzati da un elevato contenuto di ricerca ed innovazione (knowledge intensive) e che presentano alcuni tratti peculiari che li distinguono dai settori tradizionali, come l’orizzonte temporale di lungo periodo nel quale si sviluppano i processi produttivi, la necessità di elevati investimenti in ricerca e sviluppo e l’elevato livello di rischio imprenditoriale e finanziario associato a tali investimenti. La rilevanza assunta da questi settori nei sistemi economici nazionali mi ha spinto a studiare meglio il contesto delle imprese high tech, caratterizzato da complessità decisionale, incertezza, dinamismo ed elevata intensità di conoscenza; queste aziende rappresentano una fonte primaria di posti di lavoro, promuovono l’efficienza dinamica del sistema economico di un Paese grazie all’introduzione di nuovi prodotti o servizi e, attraverso la minaccia di nuove entrate nel mercato, inducono le imprese già affermate a disciplinare il proprio comportamento e a limitare il proprio potere di mercato.
Ho indagato in particolare l’impatto che le peculiarità di queste imprese hanno sulla possibilità di accesso alle fonti di finanziamento dell’innovazione. Perché, se è vero che l’innovazione sta alla base della competitività in un mondo economico così dinamico come quello attuale, è anche vero che la capacità dell’imprenditore di far leva sulle risorse per allocarle nei segmenti più avanzati e dinamici dipende fortemente dalla disponibilità di credito e, in generale, dalle possibilità di accesso alla finanza. Essendo l’innovazione un processo interattivo, che non riceve spinta dalla domanda e che pertanto non segue un modello lineare in cui si parte dalla ricerca per arrivare al mercato, i problemi finanziari legati all’innovazione investono sia la ricerca di base, di competenza dello Stato, sia la ricerca applicata, spettante al privato.
Il problema del reperimento delle risorse finanziarie per supportare i processi innovativi si articola allora su più livelli:
1) un livello pubblico attraverso il quale sostenere la ricerca di base di Università e Centri specialistici;
2) un livello pubblico-privato che, mediante operazioni di project financing, consente la raccolta di risorse (anche private);
3) una dimensione privatistica legata alla presenza di strutture di intermediazione finanziaria.
Trascurando i primi due livelli, per i quali si ha ancora una scarsa spesa pubblica sia in Italia che nel resto d’Europa, ciò che intendo approfondire con questo lavoro di tesi è il finanziamento degli investimenti delle imprese innovative reso problematico sia dall’insufficienza di fondi interni (almeno nella fase iniziale del loro sviluppo), sia dalla presenza di asimmetrie informative che limita la possibilità di ricorso al credito bancario. Diviene allora essenziale l’adozione di formule quali:
- il “venture capital” o comunque le società di investimento, già da tempo operanti nei paesi anglosassoni mentre ancora a sviluppo limitato in Paesi come l’Italia, a causa della prevalenza di un sistema produttivo focalizzato sulla piccola-media impresa e di un sistema finanziario orientato agli intermediari bancari;
- oppure i nuovi strumenti finanziari che riconoscono come assets sottostanti i diritti di proprietà intellettuale, ovvero quei beni intangibili che conferiscono ai titolari futuri flussi di cassa e che, pertanto, determinano gran parte del valore delle imprese innovative.

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7 PREMESSA Nell‟attuale periodo storico tutti i paesi industrializzati sono chiamati a sostenere la crescita dei sistemi economici nazionali, in un contesto caratterizzato dalla globalizzazione dei mercati e dall‟accelerazione delle dinamiche competitive; i confini geografici della competizione si stanno progressivamente ampliando, si hanno continui cambiamenti nei parametri competitivi e questo non può che rendere estremamente complesso lo scenario competitivo per le imprese di qualunque settore. A ciò va aggiunta la recente crisi economico-finanziaria che ha investito tutti i Paesi e che ha reso necessaria la ridefinizione delle linee di politica industriale, le quali devono incentrarsi maggiormente sulla conoscenza e sull‟innovazione, quest‟ultima da intendersi in senso ampio, ovvero includendo innovazione di prodotto, di processo ed organizzativa (a livello di impresa) ed innovazione istituzionale (a livello di sistema produttivo). Conoscenza ed innovazione sono considerate i drivers della competitività delle imprese sui mercati internazionali e input chiave del processo di modernizzazione dei sistemi economici. Ne deriva che un ruolo cruciale nell‟attuazione di questi cambiamenti lo rivestono proprio quei settori caratterizzati da un elevato contenuto di ricerca ed innovazione (knowledge intensive) e che presentano alcuni tratti peculiari che li distinguono dai settori tradizionali, come l‟orizzonte temporale di lungo periodo nel quale si sviluppano i processi produttivi, la necessità di elevati investimenti in ricerca e sviluppo e l‟elevato livello di rischio imprenditoriale e finanziario associato a tali investimenti. La

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