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Visioni del mondo e teoria economica: alcune impostazioni a confronto

Informazioni tesi

  Autore: Ines Carlone
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Cassino
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Fabio D'Orlando
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 229

L'obiettivo è individuare l'esistenza di una presumibile interazione tra scienza ed intenzionalità soggettiva, che sarebbe molto problematica per l'ambito scientifico. Se infatti, si partisse dal presupposto che le stilizzazioni economiche contengano elementi di arbitrarietà nella loro costruzione, sarebbe per il mero obiettivo strumentalmente umano di predisporre teoricamente un impianto analitico, volto alla trasformazione possibile della realtà. Ma ciò implica il dover accettare l'esistenza di una distinzione fra una forma del conoscere (episteme e prospettiva di osservazione) ed un contenuto fattuale non condivisibile (intenzionalità soggettiva). Volendo creare una rapporto organico e costitutivo tra pensiero e realtà, si può riconoscere il prius all'osservazione, rispetto al pensiero, per poi trarne soggettivamente delle mete ideali (realismo gnoseologico, in senso epistemico).
Lo scopo conclusivo è complessivamente di definire, in senso macroeconomico, un insieme di categorie concettuali (fondamenti logico-arbitrari verosimili del discorso scientifico), da ricollegare all'indeterminazione reale ed ai riflessi sull'adeguatezza metodologica, valorizzando meglio l'intenzionalità soggettiva, a favore del capitalismo e del suo perenne squilibrio (natura interdisciplinare della disciplina economica e possibilità di incidere sulla direzione dei rapporti economico-sociali, anziché socio-economici). Non esiste un'universale economica quanto una consensuale economia.

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- 1 - SEMANTICA TERMINOLOGICA E’ indispensabile sottolineare, onde evitare interpretazioni troppo letterali e poco consensuali, alcuni concetti fondamentali, da associare alle forme terminologiche siffatte, che saranno ripercorse non in ordine alfabetico, ma per comodità di ragionamento (allorquando il significato solitamente associato non coincida con la lente di lettura proposta, si tratta di domini interpretativi divergenti che esulano dagli intenti seguiti nel presente lavoro): 1) Ontologico: è da riferire all’essenza primordiale dell’oggetto, nel senso che si tratta di un’accezione “di per sé”, nonché prescindente dai contesti, sino ad assumere, a livello interpretativo, un taglio naturalistico. Se, pertanto, si dirà che l’individualismo neoclassico è anche ontologico si vuole rimarcare un sottinteso sforzo pre-analitico o humus ideologico, alla base della stilizzazione conseguente. 2) Epistemologico: è da riferire, in via generale, alla prospettiva esplicativa contornante la ratio (non meramente funzionale) della scelta di un metodo, per approcciare la conoscenza. Allorquando si argomenterà di anarchismo epistemologico, non si utilizza, pertanto, indifferentemente il termine anarchismo metodologico, dato che in quest’ultimo caso non ci si pone l’esigenza di condurre una chiave di lettura, non meramente sostanziale. 3) Epistemico: è da contestualizzare, in via particolare, alla prospettiva del soggetto conoscente, senza porsi pretese di interpretazione del mondo circostante. La soggettiva dell’universo epistemico può essere generalizzata, oggettivando il soggettivo, e rientrando in un impianto non naturalistico, in senso epistemologico. 4) Ontico: si pone la pretesa di conoscere il mondo. Lo sperimentalismo popperiano può essere in tal senso definito. 5) Epistemologico-esistenziale: è da riferire al passaggio effettuato da una prospettiva epistemica ad una prospettiva epistemologica. 6) Indeterminismo e determinismo: l’indeterminismo non può giustificarsi nella concezione di una mente come contenitore di informazioni (scarsità del fabbisogno informativo) né può porsi a baluardo di un puro soggettivismo, dato che si può oggettivare il soggettivo (determinismo contestuale). Non bisogna, però, dimenticare che si tratta di dimensioni teoriche, anziché reali. 7) Indeterminazione: è la forma fenomenica in cui si manifesta la complessità reale (dimensione pratica). Rende molto difficoltoso cogliere il divenire del processo storico, nonché le essenze tendenziali. 8) Indeterminatezza: è da riferire ad un impianto puramente teorico ed astratto, nel senso della coerenza interna, anziché esterna 9) Economicismo: è da riferire all’interpretazione egemonica della struttura economica, come se non vi potesse essere una linfa vitale sovra-strutturale, interagente reciprocamente con la struttura, attraverso l’arbitrio umano ed il consenso collettivo. Il nesso causale va dalla struttura alla

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