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Uso e funzione di espressioni deittiche e anaforiche nel tedesco contemporaneo in alcune interviste (stampa e media)

Informazioni tesi

  Autore: Valentina Lo Iacono
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Cagliari
  Facoltà: Lingue e Letterature Straniere
  Corso: Scienze della mediazione linguistica
  Relatore: Gudrun Bukies
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 96

Scopo di questa tesi è condurre un’analisi sulle espressioni deittiche ed anaforiche riscontrabili in alcune interviste pubblicate dalla stampa e da altri media. Il corpus si compone perciò di cinque testi: due interviste da un quotidiano, una da un settimanale, un breve speciale in onda su un canale televisivo e infine un’altra intervista condotta da un’emittente radiofonica.
Ogni intervista scelta proviene dai media tedeschi. Si è deciso di utilizzare solo questa tipologia testuale perché ritenuta un buon esemplare del linguaggio parlato, in grado di sottolineare i continui cambiamenti a cui la lingua va incontro. Attraverso questa analisi, si spera così di rilevare l’importanza di tali espressioni per la comunicazione, indicandone l’uso e la funzione a seconda dei casi e delineandone un quadro preciso, volto a spiegare come i due fenomeni oggetto dell’analisi semplifichino e rendano il discorso coerente.
Tema delle interviste è l’acceso dibattito sull’energia nucleare, alla luce della catastrofe di Fukushima, che ha riportato la questione all’attenzione della cronaca, non solo in Germania, ma anche in tutto il mondo. Così si guarda indietro con timore a ciò che è successo venticinque anni fa a Chernobyl e le discussioni sulla dismissione del nucleare con l’utilizzo di altre forme di energie rinnovabili sono di nuovo numerose.
Nel primo capitolo è stata illustrata la deissi e alcuni suoi concetti-chiave, tra i quali l’origo, ovvero il punto di origine del fenomeno deittico. Successivamente si è passati alla descrizione delle dimensioni principali e derivate, includendo infine un breve approfondimento di altre possibili dimensioni, la cui adesione al fenomeno risulta tuttavia poco convincente e non accreditata.
Nel secondo è stata descritta l’anafora, divisa in quella diretta e indiretta. E’ stata poi discussa la possibilità dell’esistenza di un’anafora spaziale e temporale. Il fenomeno è stato inoltre spiegato riferendosi alla nozione di coreferenza. Il concetto di coerenza si pone come introduzione al capitolo, mentre nella sua conclusione è stata illustrata concisamente la catafora, fenomeno speculare all’anafora e assimilato a questa in molti casi.
Nel terzo capitolo è stato invece illustrato il corpus, indagando sulle caratteristiche del genere testuale analizzato, facendo luce sui media utilizzati e dando una breve panoramica sulle recenti vicende legate alla questione dell’energia nucleare.
Negli ultimi due capitoli è stata fatta un’analisi personale delle espressioni deittiche e anaforiche nelle interviste scelte. Sono state messe così in luce alcune delle caratteristiche delineate nei capitoli precedenti e a conclusione del lavoro sono stati esposti i risultati più significativi a cui si è giunti.

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3 INTRODUZIONE Che cos’è la deissi? E’ un tipo di riferimento che rimanda al contesto extralinguistico. Inoltre, questo fenomeno permette di semplificare un discorso e di renderlo più coeso, evitando così eccessive ripetizioni. Viene generalmente annoverato come un fenomeno pragmatico, in quanto è legato ad una determinata situazione comunicativa e tiene in considerazione il parlante/mittente e l’ascoltatore/destinatario di una conversazione scritta o orale. Di primo acchito potrà sembrare una questione poco importante e alquanto tecnica, ma in realtà tutti, nella vita di tutti i giorni, facciamo ricorso, spesso senza rendercene conto, a delle espressioni deittiche. La tematica risulta quindi essere applicabile a diversi generi testuali, sia scritti che orali. Si è così scelto un corpus di cinque interviste, provenienti dalla stampa, dalla radio e dalla televisione. Il fenomeno deittico è qui però analizzato nella lingua tedesca, con dei rimandi a quello italiano, ma senza scendere troppo nei particolari, dato che su certi aspetti le due lingue sono molto diverse tra di loro e una maggiore spiegazione avrebbe quindi comportato una tesi troppo lunga e più complessa. A questo proposito ho, a volte, fatto delle traduzioni di alcuni esempi, in modo da agevolare il discorso a quelli che non hanno molta dimestichezza con la lingua tedesca. Si è voluto ricercare qui la presenza dei deittici e il loro utilizzo, cercando di capire che funzione svolgessero in un determinato contesto e se la loro frequenza sia legata al genere testuale, al linguaggio dei parlanti o ad altri fattori. In particolare, sia nella parte teorica che in quella analitica, si è dato risalto alla sua unione e similitudine con l’anafora, un altro fenomeno linguistico che rimanda al co-testo. Sono dei fenomeni così diversi tra di loro? E’ possibile distinguerli l’uno dall’altro? Questo è ciò a cui si è cercato di dare risposta durante tutta la tesi e che emergerà quindi dalla lettura dei 5 capitoli che compongono questa tesi. Il corpus è nello specifico composto da interviste provenienti dai media tedeschi, pubblicate o trasmesse in un arco di tempo che va dal 12 marzo al 22 maggio del 2011. Tutte le interviste ruotano intorno alla catastrofe di Fukushima, che ha riacceso il dibattito sull’utilizzo in Germania di questa fonte di energia e ha riaperto una vecchia ferita provocata dall’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl 25 anni fa. I testi scelti, come già accennato sopra, sono cinque: due da un quotidiano tedesco, uno da un settimanale, uno dalla radio e uno dalla tv. Quindi, il corpus è prevalentemente composto da testi scritti, ad eccezione dell’intervista televisiva di cui non è stata fatta nessuna trascrizione. Prendendo in considerazione tre media differenti, è stato anche possibile avanzare ipotesi sull’uso dei deittici e degli anaforici in differenti mezzi di comunicazione: il loro utilizzo varia a seconda della fonte considerata o questo particolare è in realtà ininfluente ai fini di un’analisi linguistica? Nel primo capitolo, è stata affrontata la deissi, delineando alcuni concetti-chiave che ne assicurano la sua realizzazione e che sono utili per la sua interpretazione. Si è approfondita quindi la sua natura referenziale, si sono delineate alcune classificazioni e sue caratteristiche peculiari nella lingua tedesca, passando poi in rassegna le tre dimensioni principali: la personale, la spaziale e la temporale. Sono state poi trattate delle dimensioni derivate, ovvero la sociale, l’oggettuale, la modale e la testuale. Quest’ultima si configura piuttosto come un modo, un uso della deissi, che come una dimensione vera e propria, raccogliendo in sé tutte le altre dimensioni e essendo particolarmente legata al testo scritto. Tuttavia, per motivi pratici e di economicità della tesi, è stata incorporata insieme alle altre dimensioni. E’ stato poi dato spazio alla possibile esistenza di altre dimensioni deittiche, qui brevemente introdotte e non indagate ulteriormente. Indispensabili per la scrittura di questo capitolo, tra gli altri, sono stati autori quali Levinson, Lyons, Ehrich, Bühler, Diewald e Rauh. Nel secondo capitolo, si è introdotto l’altro fenomeno analizzato, l’anafora, che è tuttavia stato illustrato solo nelle linee generali e più importanti, in quanto si configura qui solo in

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Parole chiave

coesione
tedesco
coerenza
intervista
energia nucleare
deissi
anafora
fukushima
espressioni deittiche e anaforiche

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