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Da Basilea II a Basilea III: misure di rischio e nuove regole

Informazioni tesi

  Autore: Alessandro Di Gesù
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2009-10
  Università: Università degli Studi di Parma
  Facoltà: Economia
  Corso: Finanza
  Relatore: Paola Modesti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 142

I diversi eventi che hanno caratterizzato i mercati finanziari negli ultimi decenni hanno provocato un forte aumento della rischiosità. A seguito di tutto ciò, l’attenzione rivolta verso la misurazione del rischio è cresciuta notevolmente, come è dimostrato anche in tema di regolamentazione bancaria, basata in gran parte sulle direttive del Comitato di Basilea, che nel 1988 hanno portato alla nascita del primo Accordo sul capitale (Basilea 1). Alle tradizionali misure di rischio (varianza, semi-varianza, deviazione standard, ecc.), nel corso degli Anni Novanta gli istituti bancari e finanziari hanno introdotto il modello VAR (Value at Risk), diventato uno strumento standard nell’ambito della valutazione finanziaria. Secondo un lavoro del 1999 di Artzner, Delbaen, Eber e Heath (ADEH), una buona misura di rischio deve soddisfare quattro requisiti fondamentali di coerenza. Il VAR non è coerente in quanto non rispetta l’assioma di subadditività. Una misura di rischio alternativa è l’Expected Shortfall (ES), che a differenza del Value at Risk è considerato coerente. Tuttavia, ancora oggi gli istituti bancari adottano il VAR che non rispetta la subadditività, fondata sul concetto della diversificazione. Nel 2004 viene approvato il secondo Accordo sul capitale Basilea 2, entrato formalmente in vigore il primo gennaio 2007. L’obiettivo era realizzare una nuova regolamentazione sui requisiti patrimoniali che una banca deve detenere a fronte dei rischi. La crisi finanziaria del 2007 ha evidenziato l’incapacità della struttura bancaria e delle misure adottate nel prevenire la turbolenza finanziaria. Così a partire dal 2009 il Comitato di Basilea ha elaborato una nuova serie di proposte e il 12 settembre 2010 è stato approvato Basilea 3. Il nuovo Accordo mira ad ottenere un sistema finanziario più prudente in grado di affrontare eventuali shock che potrebbero nuovamente colpire in futuro il sistema economico internazionale.

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7 Prefazione I diversi eventi che hanno caratterizzato i mercati finanziari negli ultimi decenni hanno provocato un forte aumento della rischiosità. Possiamo ricordare: - gli accordi di Bretton Woods del 1970 che sancirono l’abolizione della parità fissa dei tassi di cambio, provocando un notevole aumento della volatilità dei mercati; - la diffusione di strumenti finanziari complessi, come i titoli strutturati e i derivati; - i diversi shock che hanno colpito l’economia mondiale (le crisi petrolifere, il crollo dei mercati azionari del 1987, gli avvenimenti luttuosi e drammatici dell’11 settembre 2001, la crisi dei mutui subprime). A seguito di questi eventi, l’attenzione rivolta verso la misurazione del rischio è cresciuta notevolmente, come è dimostrato anche in tema di regolamentazione bancaria, basata in gran parte sulle direttive del Comitato di Basilea. Il Comitato di Basilea è un’organizzazione internazionale istituita nel 1974 dai governatori delle Banche centrali dei dieci Paesi piø industrializzati (G10). Il suo obiettivo era promuovere la cooperazione bancaria con l’intento di perseguire la stabilità monetaria e finanziaria. Il Comitato coordina la ripartizione delle responsabilità di vigilanza fra le autorità nazionali, con lo scopo di attuare l’attività di supervisione a livello mondiale. Nel 1988 alle banche è stata imposta l’applicazione di un modello di misurazione del rischio per garantire l’esistenza di un capitale adeguato a fronte di tutti i rischi che scaturiscono dalle loro attività. Nasce il primo Accordo sul capitale, chiamato Basilea 1, che in seguito a un processo finalizzato alla realizzazione di una nuova regolamentazione sui requisiti patrimoniali, verrà sostituito da un secondo Accordo (Basilea 2) approvato nel 2004 ed entrato formalmente in vigore il primo gennaio 2007. Tuttavia, la crisi finanziaria scoppiata nel 2007, sviluppata in tempi rapidissimi, colpendo l’intero sistema finanziario globale e creando una depressione dell’economia reale, ha evidenziato l’incapacità della struttura bancaria regolamentare, prevista da

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