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I musei aziendali: tradizione, comunicazione, cultura

Il fenomeno dei musei aziendali, forte della tradizione ottocentesca dei musei dell'Industria, filiazioni delle grandi Esposizioni commerciali, ha registrato un notevole sviluppo nell'ultimo decennio. Recentemente in Italia è sorto un diffuso interesse per i prodotti industriali intesi in termini non più esclusivamente economici, ma anche culturali. Tale attenzione si basa sul riconoscimento del fatto che un oggetto (o un progetto) nasce necessariamente in una determinata cultura, e che, quindi, di questa è rappresentazione.
Risale agli anni '60, in area anglosassone, la nascita dell'archeologia industriale. Nel decennio successivo, gli anni '70, viene riscoperto e rivalutato il materiale archivistico conservato dalle aziende. Col definitivo passaggio all'epoca postindustriale le aziende hanno cominciato a riconoscere il valore del proprio patrimonio storico, valore emozionale, ma anche più concreto. Si sono rese conto della possibilità di usufruire di un potenziale valore aggiunto sul prodotto, sottolineando la competenza che dovrebbero avere raggiunto e consolidato nel tempo.
Mostrando i propri successi in un museo, l'azienda offre al pubblico il valore della continuità tra passato e presente, contrapponendola, implicitamente, alla modernità delle imprese che si affacciano continuamente al settore produttivo.
Inoltre con i musei aziendali le imprese hanno affermato il valore estetico della propria produzione, dove per lungo tempo agli oggetti prodotti industrialmente, in serie, era negato ogni valore che non fosse quello strumentale.
Nel museo vengono ricostruite le fasi chiave della nascita e del consolidarsi dell'impresa, mettendo in luce il lavoro svolto dai fondatori, da alcuni leader o anche, semplicemente, dalle maestranze fedeli all'azienda in particolari situazioni di crisi. Queste figure finiscono col dare vita a saghe organizzative, racconti di eventi straordinari cui i dipendenti credono e da cui si lasciano coinvolgere emotivamente. L'azienda, tramite il proprio museo, si dà, perciò, uno strumento di coesione interna e, insieme, crea una cultura forte da presentare a chi entra o viene in contatto con essa per la prima volta.

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I INTRODUZIONE Recentemente in Italia è sorto un diffuso interesse per i prodotti industriali intesi in termini non più esclusivamente economici, ma anche culturali. Si pensi, per esempio, alle ricorrenti identificazioni di prodotti – simbolo con particolari decenni del nostro secolo, come la Vespa e gli anni ’50. Tale attenzione si basa sul riconoscimento del fatto che un oggetto (o un progetto) nasce necessariamente in una determinata cultura, e che, quindi, di questa è rappresentazione. Seguendo questo approccio viene rivista la definizione stessa di impresa. Essa non è più solo un fatto economico, ma diventa istituzione capace di esprimere con la propria produzione una dimensione che può essere definita sociale. I prodotti, i progetti e tutte le testimonianze della vita di una azienda vengono, quindi, considerati parte di un più ampio patrimonio collettivo, che merita di essere salvaguardato. Nel proprio museo un’azienda raccoglie, sistema ed espone attrezzature, oggetti, prodotti, documenti e quant’altro può servire a ricostruire la propria storia, parte della storia sociale ed economica dell’intero Paese.

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Informazioni tesi

  Autore: Chiara Bazzaro
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Milano
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Politiche
  Relatore: Gian Primo Cella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 239

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Parole chiave

archeologia industriale
esposizioni industriali
musei aziendali
musei
sociologia economica

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