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Rapporti bilaterali governativi tra Repubblica Italiana e Repubblica del Perù (1946 – 2009)

Informazioni tesi

  Autore: Marco Smaniotto
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli studi di Genova
  Facoltà: Scienze Politiche
  Corso: Scienze Internazionali e Diplomatiche
  Relatore: Giampiero Cama
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 222

Rapporti bilaterali governativi tra Repubblica Italiana e Repubblica del Perù (1946 – 2009)
La trattazione riguarda i rapporti governativi bilaterali fra la Repubblica Italiana e la Repubblica del Perù, negli anni dal 1946 ai giorni nostri (l’anno della ricerca è il 2009, i dati e gli avvenimenti sono aggiornati al mese di Settembre). Si è voluto tracciare un panorama il più chiaro possibile dei rapporti che riguardano i Governi dei due paesi, attraverso le attività degli enti governativi a ciò preposti, quali i rispettivi Ministeri degli Esteri e i loro organi (Ambasciate, ecc.).
In generale saranno affrontati sia i rapporti fra gli enti governatici centrali, che quelli tra enti governativi decentrati, quali quelli direttamente stabiliti fra Regioni, Provincie o Comuni dei due paesi.
La ricerca si strutturerà come segue:
- Nel primo capitolo verranno analizzate le questioni generali, quali la situazione internazionale e le situazioni interne dei due paesi che ne possono aver determinato la reciproca politica bilaterale.
- Nel secondo capitolo verrà tracciato un quadro il più completo possibile sui rapporti istituzionali tra Italia e Perù. E’ stata in questa sede effettuata una ricerca storica sugli incontri al vertice tra le personalità politiche più eminenti dei due paesi. Sono state affrontate le questioni politico – diplomatiche, le relazioni tra enti governativi centrali e decentrati, l’ampio panorama dei rapporti culturali.
- Il terzo capitolo è dedicato al quadro giuridico che compone i rapporti governativi tra Italia e Perù. Ci si riferisce ai trattati bilaterali sottoscritti dai due paesi. Gli accordi sono stati catalogati sulla base della loro natura: cooperazione economica, tecnica, giuridica, culturale o di altro tipo. Ad una mera riepilogazione omnicomprensiva, si è preferito una descrizione commentata degli accordi stessi, per valutarne meglio l’impatto politico.
- Il quarto capitolo è dedicato alle relazioni economiche, ovvero agli scambi commerciali ed agli investimenti relativi ai due paesi. Si è partiti da una analisi storica dei dati economici, per poter meglio capire la situazione attuale e gli sviluppi prevedibili.
- Il quinto capitolo infine è dedicato alle testimonianze raccolte da protagonisti, a vario titolo, delle attuali relazioni bilaterali governative tra Italia e Perù. Si tratta, fortunatamente, di personaggi di assoluto primo piano, sia in questo ambito che in generale. Ci riferiamo all’Ambasciatore del Perù Carlos Roca Caceres, all’Ambasciatore d’Italia Francesco Rausi, alla Direttrice del Fondo Italo Peruviano Maria Pia Dradi, al Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Lima Renato Poma e all’Ambasciatore Federico Di Roberto. A tutti loro va, ancora una volta, il più vivo ringraziamento per la cortese disponibilità, la grande competenza e il profondo interesse dimostrato per la nostra ricerca.
Nel capitolo conclusivo si vuole dare una sistematizzazione alla grande quantità di dati raccolti, cercando di capirne il significato da un punto di vista politico internazionale. Si è tracciato una sorta di “modello” entro cui le relazioni tra Italia e Perù assumono un significato complessivo. Per i particolari si invita alla lettura completa della tesi; in questa sede si vogliono riportare solo i due elementi finali della ricerca. Innanzitutto le relazioni per tutto il periodo dell’analisi, ma soprattutto dai primi anni ‘80 e fino ad oggi, sono stati la fotografia di un rapporto diseguale, fra due paesi a diverso livello di sviluppo e notevole disequilibrio, ma l’attitudine è stata tale da riuscire a dare sempre un senso di pari dignità a tale rapporto. Questo è stato il successo principale, a nostro avviso, della capacità diplomatica italiana nei confronti del Perù. Infine si è rilevato che i rapporti tra Italia e Perù risultano ad oggi scarsamente investigati in entrambi i paesi. Questa ricerca vuole essere un momento di riflessione sulle relazioni tra due paesi i cui legami sono storici e amichevoli, ma mai abbastanza approfonditi. In Italia la stessa lacuna investigativa si registra nei confronti di molti altri paesi della realtà latino – americana. L’auspicio di questo lavoro è quello di fungere da stimolo perché gli studi in materia possano in un prossimo futuro essere incrementati ed approfonditi. Ciò perché dalla conoscenza del proprio vissuto relazionale, l’amicizia tradizionale che lega l’Italia e l’America Latina possa rinforzarsi e produrre maggiori risultati concreti e positivi rispetto a quanto avvenuto fino ad oggi.
Negli allegati sarà possibile infine trovare alcune tabelle riepilogative di un certo interesse, quali la cronologia degli accordi sottoscritti tutt’ora in vigore e la cronologia incrociata dei Governi di Italia e Perù dal 1946 ad oggi.

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Pagina 4 Introduzione Fra Italia e Perù si può affermare che esista una amicizia storica, capace di superare l’enorme distanza geografica che separa le due nazioni. Il Perù è stato uno dei primi paesi in cui si è registrata una immigrazione italiana, antecedente ai massicci flussi avvenuti nel corso dei primi decenni del ‘900. E’ in particolare dalla Liguria che sono partiti gruppi di marinai e commercianti prima, e di agricoltori dell’entroterra poi, per trasferirsi nei territori peruviani, approfittando dei buoni rapporti fra la Corona Spagnola e la Repubblica di Genova, a partire dal lontano XVI secolo 1 . La comunità italiana in Perù ha contribuito fin da subito allo sviluppo del paese, mantenendo legami affettivi con la patria natia, ma integrandosi rapidamente nel nuovo tessuto sociale in cui si stava introducendo. L’emigrazione italiana in Perù si è mantenuta numericamente limitata, ma sufficiente per creare un primo legame fra due realtà così lontane. Vere e proprie catene migratorie si sono registrate dalla Liguria e dalle regioni limitrofe (basso Piemonte e Lombardia), producendo flussi di persone esigui ma continui, attraverso gli anni fino all’immediato dopoguerra (primi anni ’50) quando la comunità italiana in Perù si è assestata numericamente al di sotto dei seimila individui 2 Più recentemente, con la trasformazione dell’Italia in paese di immigrazione avvenuta fra il 1970 e il 1980, si è registrato un certo flusso di migranti dal Perù verso l’Italia. Anche in questo caso non si tratta di numeri così elevati come quelli nei confronti di altri stati, ma l’Italia è considerata una meta importante per i numerosi peruviani che tentano di lasciare il loro paese. Soprattutto, l’immigrazione peruviana è vista positivamente in quanto va a coprire professioni quali quelle delle infermiere e delle badanti, delle quali c’è grande richiesta, e . 1 Bonfiglio, Giovanni, Gli Italiani nella società peruviana. Una visione storica, FGA, Torino, 1999 2 Bonfiglio, Giovanni, opera citata

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