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Investire in Cina: la Nuova Frontiera per il Rilancio dell'Imprenditoria Italiana

L'apertura della Cina al commercio internazionale è uno dei maggiori avvenimenti economici che hanno caratterizzato ed influenzato l'andamento dei mercati negli ultimi anni. Il centro dell'economia tende a spostarsi verso l'Asia dove, con la Cina, stanno crescendo altri paesi come l'India, la Corea del Sud e il Vietnam che si aggiungono al già sviluppato Giappone.

Gli stati dell'Europa si trovano quindi in una posizione periferica rispetto ai nuovi equilibri mondiali, non solo dal punto di vista geografico, ma soprattutto in una prospettiva economica. Rispetto ai partner europei, l'Italia si trova in una posizione di svantaggio, dal momento che le due economie italiana e cinese hanno settori di specializzazioni comuni.

L'obiettivo della ricerca è quello di fornire un'analisi sulle imprese italiane che hanno deciso di affrontare la sfida proveniente dalla Cina, dedicandole risorse umane e finanziarie, al fine di rilanciare il sistema produttivo italiano. Al momento, oltre mille imprese italiane sono coinvolte ed hanno deciso di investire in Cina. Viene presentato il caso di studio di un'importante azienda italiana di medio- grandi dimensioni del settore meccanico che ha sede a Venezia.

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INTRODUZIONE L'apertura della Cina al commercio internazionale è uno dei maggiori avvenimenti economici che hanno caratterizzato ed influenzato l'andamento dei mercati negli ultimi anni. La Cina, e l'Asia in genere, stanno inducendo profondi cambiamenti nelle strutture di produzione del mondo. L'offerta di prodotti cinesi a basso costo sta spiazzando le economie di molti paesi. I margini della manifattura sono sempre più sotto pressione, specialmente nei settori tradizionali come il tessile- abbigliamento, mentre chi controlla la catena distributiva dei prodotti cinesi riesce a produrre utili stupefacenti. Il centro dell'economia tende a spostarsi verso l'Asia dove, con la Cina, stanno crescendo altri paesi come l'India, la Corea del Sud e il Vietnam che si aggiungono al già sviluppato Giappone. L'Europa si trova quindi ad essere in una posizione periferica rispetto ai nuovi equilibri mondiali, non solo dal punto di vista geografico, ma soprattutto in una prospettiva economica. L'Italia, al suo interno, non si discosta molto dai suoi partner europei ma, investendo oltre confine meno degli altri, sembra avere una posizione leggermente più arretrata. L'Italia è inoltre uno dei paesi europei che più si trova a competere con i produttori cinesi; le due economie infatti sono specializzate negli stessi settori. Fortissime e motivate sono le critiche al modello produttivo cinese che sembra non tenere in considerazione aspetti legati agli standard di lavoro, alla protezione ambientale e al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. Questi argomenti sono noti ed ampiamente dibattuti. L'obiettivo della mia ricerca al contrario è quello di fornire un'analisi più o meno dettagliata sulle imprese che hanno deciso di affrontare la Cina dedicandole risorse umane e finanziarie. Si tratta di un aspetto meno noto ma ugualmente importante poiché riguarda più di mille imprese italiane e potrebbe rappresentare una risposta dinamica del sistema produttivo italiano. Nel primo capitolo viene descritta la posizione centrale che occupa la Cina nello scenario del commercio internazionale. A partire da un breve excursus storico della Cina 5

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Maria Vittoria D'inzeo Contatta »

Composta da 40 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1092 click dal 10/01/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.