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Analisi del settore dell'olio d'oliva: le premesse per creare una start up nel Sub Appennino Dauno

Informazioni tesi

  Autore: Marilena Saracino
  Tipo: Tesi di Laurea Magistrale
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Bari
  Facoltà: Economia
  Corso: Marketing
  Relatore: Fabrizio Baldassarre
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 145

Con lo scopo principale di rintracciare e beneficiare delle opportunità che il mio territorio (Sub Appennino Dauno) può offrire, ho analizzato, nel Capitolo 2, il settore agroalimentare e, nello specifico il comparto olivicolo: le aziende agricole italiane stanno per scomparire; secondo l’ultimo censimento condotto dall’ISTAT, il 32,2% delle imprese legate alla terra (più di 770.000 aziende) ha chiuso negli ultimi 10 anni.
Dopo una panoramica di presentazione del prodotto “olio di oliva”, ed in particolare dei fattori che influenzano la qualità dello stesso (agronomici e tecnologici di estrazione), ho proseguito il lavoro con una sintesi dei dati di settore, confrontando la Spagna, prima produttrice di olio nel mondo, e l’Italia, prima per qualità e per il prestigio riconosciuto nei mercati. Ed infatti, le connessioni dell’olio d’oliva con la storia, il paesaggio, l’ambiente e la cultura dell’Italia sono innumerevoli, ed è riduttivo assoggettare tale mercato ad un elenco di cifre. All’interno del contesto nazionale, la Regione Puglia riveste una posizione dominante. L’albero di olivo è un’immagine fortemente caratterizzante della Regione, la quale produce olio extra vergine di oliva e vanta il riconoscimento DOP per quattro tipologie di olio: Dauno, Terra di Bari, Colline di Brindisi, Terra D’Otranto. Infine, ho ristretto l’analisi al contesto del Sub Appennino Dauno, un territorio che “a causa della fragilità, della scarsa dinamicità del sistema economico locale e della carenza endemica delle infrastrutture e dei servizi, non è ancora riuscito ad esprimere le sue potenzialità competitive.”

Fornita una visione d’insieme del settore e delle problematiche connesse, ho tentato, nel Capitolo 3, di intercettare delle proposte per migliorare la situazione del comparto dell’agroalimentare: avvalersi delle misure nazionali e comunitarie per aumentare e rafforzare la presenza dei giovani in agricoltura; la creazione di un’impresa multifunzionale, offrendo ospitalità (agriturismo) ed organizzando attività educative (masseria didattica) o ricreative (escursioni, trekking, equitazione, piscina); l’uso alternativo dell’olio di oliva (il recupero della sansa usata per produrre calore, il ricavare biodiesel dall’olio e la creazione di saponi con l’olio “vecchio”); la vendita dell’olio senza intermediari, cogliendo le potenzialità dell’e-commerce (impresa online.it, “adotta un ulivo”).

I dati contenuti nei capitoli precedenti, costituiscono la premessa per la redazione del piano di marketing di un’ipotetica impresa olivicola nel territorio (Capitolo 4): l’obiettivo è quello di offrire un prodotto di qualità, di mettere in campo adeguate strategie per valorizzarne la superiorità (l’olio DOP Dauno è il meno valorizzato ed il meno conosciuto dagli addetti della GDO), e di donare al consumatore un’esperienza completa del rapporto con il bene, partecipando alla sua produzione ed apprezzando l’assenza di intermediari. È stata delineata l’analisi SWOT e definite le leve del marketing mix: le tendenze delle imprese esistenti, la dinamica dei prezzi, le modalità distributive, il ruolo dell’olio DOP o IGP nella GDO, la nascita di Eataly, la promozione gratuita attraverso portali dedicati al settore.

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I INTRODUZIONE «Un'idea italiana stupirà il mondo» 1 (Jason Whitmire) 2 . In un contesto di incertezza nazionale ed internazionale, il carattere e la creatività dell’Italia appaiono rivitalizzati: la crisi economica genera nuove tendenze di consumo e conseguenti nuove opportunità per coloro i quali sono in grado di coglierle. Si è, però, conclusa l’era dell’imprenditore che improvvisa. Il moderno imprenditore deve affrontare un percorso arduo di preparazione e di ricerca nel periodo precedente alla creazione dell’impresa, per valutare la fattibilità dalla business idea, procedendo per fasi, come esplicitato nel Capitolo 1. Quando si parla di “impresa” bisogna tenere presente che lo scopo non è solo crearne una, ma soprattutto, creare le condizioni affinché sopravviva ed abbia prospettive di crescita. Molti tentano la strada dell’imprenditorialità, ma numerosi cessano l’attività in breve tempo: il tasso di “mortalità infantile” delle nuove imprese è, infatti, molto elevato. Con lo scopo principale di rintracciare e beneficiare delle opportunità che il mio territorio (Sub Appennino Dauno) può offrire, ho analizzato, nel Capitolo 2, il settore agroalimentare e, nello specifico il comparto olivicolo: le aziende agricole italiane stanno per scomparire; secondo l’ultimo censimento condotto dall’ISTAT, il 32,2% delle imprese legate alla terra (più di 770.000 aziende) ha chiuso negli ultimi 10 anni. Dopo una panoramica di presentazione del prodotto “olio di oliva”, ed in particolare dei fattori che influenzano la qualità dello stesso (agronomici e tecnologici di estrazione), ho proseguito il lavoro con una sintesi dei dati di settore, confrontando la Spagna, prima produttrice di olio nel mondo, e l’Italia, prima per qualità e per il prestigio riconosciuto nei 1 http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2011-11-18/unidea-italiana-stupira-mondo- 173144.shtml?uuid=Aa0clhME. 2 “è un venture capitalist, lavora per una delle più importanti società tedesca Earlybird, fornendo consulenza servizi mobili, cloud computing e tecnologie per media digitali. Whitmire ha messo gli occhi sull'Italia: sul suo tavolo ci sono quasi 700 business plan provenienti dal nostro paese.” Articolo sole24ore di Antonio Larizza, 20 novembre 2011.

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Parole chiave

olio d'oliva
business plan
piano di marketing
italia spagna
sub appennino dauno
start up agro alimentare

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