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Il rischio di credito: Basilea 2 e 3. Normativa e limiti.

In un contesto politico ed economico europeo in cui i vari Paesi membri della Comunità tendono a riscontrare delle forti instabilità, come dimostrato dalle crisi dei debiti sovrani in Grecia, Portogallo ed Irlanda e dalla crescita che stenta a decollare individuabile nel caso italiano, le organizzazioni internazionali interne all'Unione Europea stanno tentando di conferire al proprio territorio un assetto economico e finanziario valido e competitivo rispetto al resto del mondo.
Tale processo sta investendo in particolar modo il settore bancario attraverso delle normative di vigilanza che regolano uno degli aspetti più delicati del sistema finanziario, vale a dire il rischio di credito. Da questo punto di vista, sembra indispensabile una costante azione di controllo tale da poter garantire un sistema creditizio sano ed in grado di potersi adattare alle nuove problematiche presenti nell'UE. Ed è su questi contenuti che il seguente elaborato si soffermerà al fine di poter analizzare un tema di interesse molto forte, soprattutto se considerato l'ambito internazionale di riferimento.
Nello specifico ci si soffermerà sulla definizione e su alcune tipologie del rischio, per poi proseguire verso il rischio di credito.
In seguito, si procederà alla descrizione del rating e delle relative agenzie per giungere quindi alla normativa di vigilanza bancaria esplicitata dagli accordi di Basilea I e Basilea II, inclusi i rispettivi limiti.
Infine , verrà preso in esame l'insieme delle riforme da apportare a Basilea II che sta conducendo al nuovo accordo di Basilea III, spiegando quali limiti esso potrebbe ancora trascinarsi con sé, ed i nuovi scenari verso i quali la vigilanza bancaria dovrebbe portarsi per ottenere una maggiore efficienza.

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CAPITOLO I LE COMPONENTI DEL RISCHIO In questo capitolo verrà effettuata una panoramica generale sul rischio, all’ interno della quale sarà delineata la sua natura e le differenti tipologie esistenti dello stesso. Inoltre sarà approfondito il concetto di rischio legato all’ investimento, quindi al sistema finanziario. Per quanto concerne l’ aspetto etimologico, il termine rischio ha assunto nel corso della storia connotazioni sia positive sia negative : infatti , se si considera la derivazione del termine dall’ arabo “risq” indicante “ qualcosa che Dio ti dona e dalla quale trai profitto” , essa non coincide con il significato attribuito al termine latino “risicum” attraverso il quale si indicavano un serie di eventi fortuiti , ma sfavorevoli nella navigazione. Nella lingua italiana per rischio si intende “la condizione in cui si trova un soggetto economico quando ad ogni sua scelta sono associabili diverse conseguenze ognuna con un determinato grado di probabilità” 1 1 Zingarelli N., Vocabolario della lingua italiana, Zanichelli, Bologna, 1999

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Osvaldo Cardillo Contatta »

Composta da 61 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.