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Dal mito dell'androgino all'identità femminile

Avevo capito da poco l’inganno in cui per anni, e spesso ancora oggi, eravamo caduti, e ho creduto interessante affrontare l’argomento: siamo delle metà? Abbiamo bisogno di un altro che ci completi? O dobbiamo cercare di conoscere e dare alla luce noi stessi e l’incontro con l’altro non è l’indispensabile, ma un arricchimento ulteriore nella nostra vita? Dov’è il confine e quali sono i fraintendimenti in cui possiamo incorrere?
Così è cominciato un percorso di ricerca, che mi ha portato a conoscere il femminismo, alcune donne che ne hanno segnato la storia, e me stessa.

Siamo interi o delle metà in cerca di qualcuno che ci completi?
Un viaggio di ricerca per rispondere, per crescere, per capire di più noi stessi e il nostro tempo.

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Introduzione Le cose più difficili sono quasi sempre quelle dove nessuno ti spiega come fare. E non intendo che non lo sarebbero se qualcuno le mettesse bene in chiaro, è lì l’assurdo, o la loro meraviglia, chissà. Amare ad esempio. Chi ci insegna? Eppure è la cosa più difficile del mondo! Difficile, per me, è stato anche lo scrivere una tesi. Non voglio certo paragonare l’amare allo scrivere una tesi, eppure nessuno mi ha mai spiegato fino in fondo come muovermi. Indicazioni, cenni, come per l’amore, ma niente più. Puoi cercare di spiare altri più grandi di te e vedere come hanno fatto, cercare informazioni su internet, ma il mistero, e la difficoltà, rimangono. La cosa più bella però delle cose che si affrontano senza che nessuno ti abbia davvero spiegato bene come muoverti, è che si può dar spazio alla propria fantasia, al proprio modo d’essere, e creare qualcosa di unico ed originale. Andrà bene o meno? Chissà. Allora ho pensato che se questa tesi deve rispecchiare me e il mio percorso, non può esaurirsi a semplice compendio; deve racchiudere un percorso, durato tre anni, o forse ventiquattro, che mi ha portato a questo traguardo. E deve racchiudere altresì la meraviglia e l’arricchimento che mi hanno accompagnato in questi anni universitari in questa facoltà; perché dietro le parole si nasconde il desiderio di guardare in alto, e magari aiutare a riscoprire un percorso (aldilà dell’identità personale) di nuova identità femminile. Perché tanta strada è stata fatta, ma tanta ce n’è ancora da fare. Durante una delle meravigliose lezioni della professoressa Brezzi leggemmo il mito dell’androgino, contenuto nel Simposio di Platone. Le 7

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Giulia Patacci Contatta »

Composta da 54 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1764 click dal 24/01/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.