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Le alterazioni dei ritmi circadiani nel disturbo bipolare

Il mondo in cui viviamo oggi è un mondo caratterizzato da un susseguirsi di cambiamenti. Noi stessi siamo il risultato dei cambiamenti e delle scoperte fatte dalle generazioni passate.
La scoperta che ha influito di più sul nostro stile di vita, è anche una delle più antiche: la luce artificiale. Non parliamo necessariamente di luce elettrica (risalente al periodo della rivoluzione industriale), ma alla possibilità in sé di poter vedere dopo il calar del sole anche solo attraverso l’uso di una torcia o di una lanterna.
Prima che l’uomo primitivo scoprisse il fuoco, viveva adattandosi ai ritmi naturali del ciclo solare giornaliero, vivendo solo le ore di luce e dormendo nelle ore buie, dal calar del sole all’alba, per un totale di circa 10 – 12 ore. Successivamente l’uomo civilizzandosi, ha accorciato il proprio sonno, grazie alla possibilità data dalla luce di restare sveglio anche nelle ore notturne, avendo così più tempo da dedicare al lavoro e allo svago.
Questo vantaggio però ha il suo prezzo: l’orario in cui ci si addormenta viene posticipato, e questo fa si che il sonno diminuisca spesso di diverse ore, in quanto la mattina, per necessità di lavoro o scolastiche, si è comunque costretti ad alzarsi molto presto. Questa diminuzione delle ore di sonno causa diversi disagi al nostro organismo. Esso infatti presenta delle oscillazioni funzionali del periodo di 24 ore, in sintonia con i movimenti della Terra intorno al Sole, detti ritmi circadiani. Quest’ultimi riguardano non solo il sonno e la veglia, ma anche le principali funzioni dell’organismo come la temperatura corporea, i battiti cardiaci, la pressione arteriosa e la secrezione ormonale. Esistono poi degli “indicatori” (Zeitgebers) che invece aiutano l’uomo ad adattarsi al ritmo giorno-notte, mantenendo un ciclo di attività di 24 ore. Alcuni esempi sono l’alternanza di luce/buio, le variazioni della temperatura dell’aria e la presenza di rumore o silenzio.

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1 INTRODUZIONE Il mondo in cui viviamo oggi è un mondo caratterizzato da un susseguirsi di cambiamenti. Noi stessi siamo il risultato dei cambiamenti e delle scoperte fatte dalle generazioni passate. La scoperta che ha influito di più sul nostro stile di vita, è anche una delle più antiche: la luce artificiale. Non parliamo necessariamente di luce elettrica (risalente al periodo della rivoluzione industriale), ma alla possibilità in sé di poter vedere dopo il calar del sole anche solo attraverso l’uso di una torcia o di una lanterna. Prima che l’uomo primitivo scoprisse il fuoco, viveva adattandosi ai ritmi naturali del ciclo solare giornaliero, vivendo solo le ore di luce e dormendo nelle ore buie, dal calar del sole all’alba, per un totale di circa 10 – 12 ore. Successivamente l’uomo civilizzandosi, ha accorciato il proprio sonno, grazie alla possibilità data dalla luce di restare sveglio anche nelle ore notturne, avendo così più tempo da dedicare al lavoro e allo svago. Questo vantaggio però ha il suo prezzo: l’orario in cui ci si addormenta viene posticipato, e questo fa si che il sonno diminuisca spesso di diverse ore, in quanto la mattina, per necessità di lavoro o scolastiche, si è comunque costretti ad alzarsi molto presto. Questa diminuzione delle ore di sonno causa diversi disagi al nostro organismo. Esso infatti presenta delle oscillazioni funzionali del periodo di 24 ore, in sintonia con i movimenti della Terra intorno al Sole, detti ritmi circadiani. Quest’ultimi riguardano non solo il sonno e la veglia, ma anche le principali funzioni dell’organismo come la temperatura corporea, i battiti cardiaci, la pressione arteriosa e la secrezione ormonale. Esistono poi degli “indicatori” (Zeitgebers) che invece aiutano l’uomo ad adattarsi al ritmo giorno-notte, mantenendo un ciclo di attività di 24 ore. Alcuni esempi sono l’alternanza di luce/buio, le variazioni della temperatura dell’aria e la presenza di rumore o silenzio. In assenza di Zeitgebers, ad esempio in condizione di isolamento, tutti i mammiferi mantengono le abitudini proseguendo con i ritmi appresi ma con cicli meno regolari, variando da 24-25 ore fino a periodi di anche 30-36 ore, detti ritmi a corsa libera. Il ritmo sonno-veglia è accompagnato dalle oscillazioni circadiane della temperatura corporea e delle secrezioni ormonali. La temperatura infatti oscilla di 0,5-1 gradi ogni 24 ore raggiungendo picchi più alti nel pomeriggio e più bassi durante la notte. Il sonno inizia quando la temperatura corporea diminuisce e termina quando essa aumenta. Se venisse posticipato dalla notte al mattino, avrebbe inizio proprio nella fase di aumento della temperatura corporea. Di conseguenza i ritmi sonno-veglia e quelli della temperatura vengono desincronizzati, deteriorando così la qualità del sonno e il benessere al risveglio. Alterazioni dei ritmi circadiani sono osservate spesso in concomitanza di disturbi psichiatrici, soprattutto nei Disturbi dell’Umore.

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Roberta Fiorini Contatta »

Composta da 33 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.