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Le potenzialità applicative del trappolaggio fotografico nel monitoraggio faunistico. Analisi su tre specie target nella Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino.

Informazioni tesi

  Autore: Mita Drius
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze della natura
  Relatore: Giuseppe Manganelli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 117

Recentemente il trappolaggio fotografico sta trovando largo impiego nelle indagini demografiche, etologiche e spaziali riguardanti la teriofauna, rivelandosi particolarmente utile per le specie criptiche ed elusive. Tuttavia poco si conosce sulla validità scientifica di questa tecnica ai fini di un monitoraggio faunistico, né esistono ad oggi studi analitici sulla sua convenienza economica rispetto ad altre metodologie d’indagine.
Nel nostro studio, basato sui dati raccolti fra luglio 2009 e dicembre 2010 nella Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, il fototrappolaggio è stato utilizzato per trarre delle indicazioni demografiche e spaziali quantitative su tre specie: lupo (Canis lupus), gatto selvatico (Felis silvestris) e cervo (Cervus elaphus). Innanzitutto è stata verificata l’esistenza di corrispondenze multiple fra i fattori ambientali e gli scatti utili divisi per specie: solo per il cervo non sono emerse particolari associazioni rispetto alle modalità considerate. Il successivo confronto specie-specifico fra metodo naturalistico (Indici di abbondanza chilometrica) e successo di fototrappolaggio ha suggerito una correlazione negativa per lupo e cervo; per il gatto selvatico il confronto non è stato possibile, non essendo stati rilevati segni della sua presenza tramite il metodo naturalistico. Sono state poi stimate le densità delle tre specie nell’area di studio, mediante lo stimatore di Rowcliffe (2008) ed i valori ottenuti sono stati rapportati a quelli acquisiti tramite altre tecniche e fonti. La densità del cervo tramite Rowcliffe è risultata leggermente inferiore rispetto a quella già nota, mentre la densità del gatto selvatico è risultata di poco superiore. Per il lupo sono emersi valori pressoché identici. Per verificare infine se lo sforzo di trappolaggio potesse essere pianificato in modo da essere efficace ed economicamente vantaggioso, è stato calcolato un coefficiente di successo di fototrappolaggio specie-specifico, adattando la funzione di produzione di Cobb-Douglas (Beddington, 1973). Non è stato possibile effettuare un’analisi di massimizzazione dei profitti (Smart et al., 2008), eventualmente ottenibili previa applicazione della tecnica, mancando in bibliografia il valore monetario da associare alle specie oggetto di studio. Nonostante ciò, è indubbio che l’approccio bioeconomico possa rappresentare un utile strumento di supporto nella pianificazione di un monitoraggio o di una ricerca in campo naturalistico.

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3 Riassunto Recentemente il trappolaggio fotografico sta trovando largo impiego nelle indagini demografiche, etologiche e spaziali riguardanti la teriofauna, rivelandosi particolarmente utile per le specie criptiche ed elusive. Tuttavia poco si conosce sulla validità scientifica di questa tecnica ai fini di un monitoraggio faunistico, né esistono ad oggi studi analitici sulla sua convenienza economica rispetto ad altre metodologie d’indagine. Nel nostro studio, basato sui dati raccolti fra luglio 2009 e dicembre 2010 nella Riserva Naturale Integrale di Sasso Fratino, il fototrappolaggio è stato utilizzato per trarre delle indicazioni demografiche e spaziali quantitative su tre specie: lupo ( Canis lupus ), gatto selvatico ( Felis silvestris ) e cervo ( Cervus elaphus ). Innanzitutto è stata verificata l’esistenza di corrispondenze multiple fra i fattori ambientali e gli scatti utili divisi per specie: solo per il cervo non sono emerse particolari associazioni rispetto alle modalità considerate. Il successivo confronto specie-specifico fra rilevamento naturalistico (Indici di abbondanza chilometrica) e successo di fototrappolaggio ha suggerito una correlazione negativa per lupo e cervo; per il gatto selvatico il confronto non è stato possibile, non essendo stati rilevati segni della sua presenza tramite il metodo naturalistico. Sono state poi stimate le densità delle tre specie nell’area di studio, mediante lo stimatore di Rowcliffe et al . (2008) ed i valori ottenuti sono stati rapportati a quelli acquisiti tramite altre tecniche e fonti. La densità del cervo tramite Rowcliffe è risultata leggermente inferiore rispetto a quella già nota, mentre la densità del gatto selvatico è risultata di poco superiore. Per il lupo sono emersi valori pressoché identici. Per verificare infine se lo sforzo di trappolaggio potesse essere pianificato in modo da essere efficace ed economicamente vantaggioso, è stato calcolato un coefficiente di successo di fototrappolaggio specie-specifico, adattando la funzione di produzione di Cobb-Douglas (Beddington, 1973). Non è stato possibile effettuare un’analisi di massimizzazione dei profitti (Smart et al ., 2008), eventualmente ottenibile previa applicazione della tecnica, mancando in bibliografia il valore monetario da associare alle specie oggetto di studio. Nonostante ciò, è indubbio che l’approccio bioeconomico possa rappresentare un utile strumento di supporto nella pianificazione di un monitoraggio o di una ricerca in campo naturalistico.

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Parole chiave

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