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L’inclusione finanziaria ed il pricing del microcredito: sostenibilità economica ed eticità sono determinanti dicotomiche della microfinanza? Case study: il pricing dei progetti di microcredito in Puglia

L’obiettivo della tesi è di valutare se il pricing dei progetti di microcredito in Italia incorpori obiettivi di eticità in grado di ridurre il costo finale sostenuto dal cliente.
Alla luce di tali considerazioni, si dedicano i primi 3 capitoli dell’elaborato all’approfondimento di alcuni argomenti di imprescindibile trattazione, poiché rappresentano la chiave di lettura per il perseguimento dell’obiettivo della tesi.
Nel primo capitolo si definisce il concetto di inclusione finanziaria e si analizza la natura della Finanza Etica, di quest’ultima s’individuano le caratteristiche e le variabili che la contraddistinguono dalla finanza tradizionale. Tale capitolo si conclude con lo studio della microfinanza, quale ramo di attività di Finanza Etica che persegue lo scopo centrale della lotta all’esclusione finanziaria. Tuttavia, la microfinanza comprende sia i servizi di credito che di risparmio; nei primi rientra il microcredito, quale strumento del nuovo millennio per una finanza nuova, secondo un approccio di inclusione finanziaria e sociale. Pertanto, il secondo capitolo si dedica ad un focus sul microcredito, il quale si riferisce all’analisi dei seguenti aspetti significativi: la struttura operativa di un progetto, la nuova normativa introdotta nel Testo Unico Bancario (TUB) e l’evoluzione nel tempo del microcredito in Italia. Tuttavia, nel campo del microcredito s’individua la discrasia tra 2 aspetti, quali: la sostenibilità economica e l’eticità. Questo perché alle finalità etico-sociali di accesso al credito si sovrappone la necessità della sostenibilità economica. Pertanto, per poter affermare che l’eticità rappresenta il valore chiave del microcredito si rende necessario un confronto degli aspetti significativi (peculiarità, pricing ed sistema delle garanzie) che contraddistinguono il microcredito da operazioni similari di credito tradizionale. A tal fine, si pone attenzione nel terzo capitolo alla tematica del pricing nel credito tradizionale e nella prima parte del quarto capitolo si delineano le variabili economiche che risultano determinanti nelle politiche di pricing dei progetti ed il sistema delle garanzie nel microcredito. La seconda parte del quarto capitolo, invece, prosegue con lo studio del pricing del microcredito in Italia. L’analisi è condotta su una campione di progetti considerati “un’esperienza consolidata” al 31 dicembre 2010, quali: i programmi che risultano in corso (censiti dal Comitato Nazionale Italiano Permanente per il Microcredito come programmi attivi al 31 dicembre 2010, esclusi quelli che sono riferiti a legislazioni specifiche) alla fine dell’anno di riferimento (in questo caso, il 2010) e sono attivi, da almeno 2 anni (in questo caso, dal 2008 o prima). Pertanto, si escludono dalla mappatura dei progetti presi a campione dall’analisi: le iniziative attive negli anni 2009 e 2010 e quelle che fanno riferimento a legislazioni specifiche, come ad esempio quella antiusura (L. 108/96).
Per quanto concerne la metodologia di analisi, l’obiettivo della tesi è stato perseguito analizzando:
- le variabili economiche che risultano significative nelle politiche di pricing dei progetti di microcredito e se, quindi, tali variabili possono giustificare gli eventuali oneri e tassi espressi;
- il sistema delle garanzie ed il loro ruolo significativo nella determinazione del pricing;
- il confronto tra credito tradizionale e microcredito nella determinazione del pricing;
- le principali caratteristiche ed il pricing dei progetti di microcredito attivi in Italia al 31 dicembre 2010, disponibili da diverse pubblicazioni.
A tal fine si seleziona un benchmark (tasso agevolato cap 4% per misura anticrisi) per poi confrontarlo con il prezzo applicato (tasso d’interesse) al microcredito. Infine, il quinto capitolo del lavoro traduce l’obiettivo della tesi in un confronto su dati reali tramite un’analisi empirica che valuta il pricing in termini di trade-off etico sostenibile dei progetti di microcredito pugliesi al 31 dicembre 2010. A tal fine, si analizza il pricing dei progetti della regione Puglia, i quali saranno confrontati con il benchmark selezionato nel quarto capitolo. Pertanto, l’emergere di un tasso d’interesse inferiore al benchmark, confermerebbe l’ipotesi che le politiche di pricing nel microcredito incorporino obiettivi di finalità in grado di ridurre il costo finale sostenuto dal cliente.

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3 INTRODUZIONE “Desidero innanzitutto ringraziare il Professor Mario La Torre per i preziosi insegnamenti durante i due anni di laurea magistrale e le per le numerose ore dedicate alla mia tesi. Inoltre, ringrazio sentitamente il Professor Fabiomassimo Mango che è stato sempre disponibile a dirimere i miei dubbi durante la stesura di questo lavoro. Inoltre, vorrei esprimere la mia sincera gratitudine alla Dott.ssa Alessia Teichner ed ai miei compagni di corso, in particolare Anna Di Marzio per i numerosi consigli durante la ricerca. Infine, ho desiderio di ringraziare con affetto la mia famiglia per il sostegno ed il grande aiuto che mi hanno dato ed in particolare mia madre per essermi stata vicina ogni momento durante questo anno di lavoro.” Con l’espressione “microfinanza”, si è soliti individuare l’offerta di servizi finanziari di modesta entità a clientela a reddito nullo, o con difficoltà di accesso ai servizi finanziari di base. Per lungo tempo, il termine microfinanza ha coinciso con il concetto di microcredito, oggi, invece, entrambi rientrano nella più ampia disciplina della Finanza Etica. In particolare, con il termine microcredito si identifica un prodotto finanziario che si configura come un prestito di modesto ammontare privo di garanzie tradizionali, in quanto erogato a soggetti esclusi dal sistema di credito bancario. Nel corso del tempo, l’evoluzione nella struttura dell’offerta di microcredito ha ampliato sia gli strumenti finanziari offerti alla clientela che la categoria di potenziali beneficiari secondo una tassonomia più articolata derivante dalla teoria sulla Financial Exclusion. Se da un lato, tale processo evolutivo ha determinato un maggior accesso al credito ad una platea più estesa di beneficiari e non più riconducibili unicamente ai soggetti attribuibili ai “più poveri tra i poveri”; dall’altro, in contrapposizione, le strutture di pricing degli strumenti della microfinanza, ed in particolar modo del microcredito, non sono cambiate in modo significativo. Questo perché in ogni progetto di microfinanza esiste un trade-off tra la sostenibilità economica-finanziaria e la scelta dei soggetti da finanziare; tale trade-off definisce quello che in letteratura è noto come il “dilemma della microfinanza”. L’attenzione alla sostenibilità economica dei progetti intrapresi, può implicare la determinazione di politiche di pricing che contrastano con l’outreach degli stessi, ovvero con la capacità di intercettare target di clientela più deboli 1 . Pertanto, nel campo del microcredito, si rende necessario rispondere alla seguente domanda: “Sostenibilità economica ed eticità sono determinanti dicotomiche della microfinanza/microcredito?..”. L’obiettivo della tesi, quindi, è di valutare se il pricing dei progetti di microcredito in Italia, incorpori obiettivi di eticità in grado di ridurre il costo finale sostenuto dal cliente. 1 La Torre M., e Vento G.A. op. cit, (2005).

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Economia

Autore: Valentina Dipalo Contatta »

Composta da 107 pagine.

 

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