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Tav in Val di Susa: una vicenda controversa

Il Tav Torino-Lione è stato, ed è ancora oggi, uno degli argomenti più dibattuti, contestati e controversi in materia di infrastrutture e trasporti nel nostro Paese. Nato nei primi anni ’90, il progetto di collegamento ferroviario ad alta velocità fra le due città scatenò da subito una forte opposizione da parte degli abitanti della Valle di Susa. Il movimento No Tav pone al centro della sua forte e prolungata opposizione tre argomenti principali: la questione ambientale e l’invasività dell’opera nel territorio; la necessità dell’opera in termini di benefici economici che, secondo gli studiosi del movimento, sarebbe inesistente sia per quanto riguarda il trasporto di merci che per quello di passeggeri; la questione finanziaria che si inserisce nel cosiddetto project financing, una modalità di finanziamento per le grandi opere già utilizzato per l’alta velocità in Italia. La seconda parte del lavoro analizza il rapporto tra la vicenda e l’informazione nazionale, in particolare attraverso l’analisi dei quotidiani “La Stampa”, “La Repubblica” e “Luna Nuova”, un bisettimanale locale, in relazione a tre momenti diversi e lontani fra loro: la stagione degli attentati ai danni dell’opera da parte di presunti eco-terroristi nel 1996, per il quale furono incriminati tre giovani anarchici e il tragico epilogo della vicenda; lo sgombero violento da parte della forze dell’ordine del presidio No Tav avvenuto nella località di Venaus nel 2005; l’estate di tensione del 2011 e la manifestazione di Giaglione avvenuta nell’ottobre dello stesso anno.

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3 INTRODUZIONE La mia conoscenza della vicenda del Tav Torino-Lione in Valsusa era piuttosto scarsa e superficiale. Ne sapevo più o meno come gran parte degli italiani che leggono regolarmente i quotidiani: sapevo che si voleva costruire una nuova linea ferroviaria ad alta velocità che collegasse fra loro le città di Torino e Lione e che questo progetto aveva causato un’opposizione ferma e determinata soprattutto negli abitanti della Valsusa. Tuttavia un elemento di questa vicenda mi aveva fortemente colpito: la prolungata, organizzata e decisa opposizione del movimento No Tav. Chi erano questi fantomatici “No Tav”? E quali i motivi di una protesta del genere? Possibile che la situazione non fosse in qualche modo risolvibile? Perché un’intera popolazione che dà vita a più di vent’anni di protesta, pensavo, deve avere i suoi validi motivi. Il problema era che leggendo i giornali o guardando i telegiornali, tali motivi spesso restavano un mistero. Ho deciso dunque di approfondire la conoscenza di questa lunga e complicata vicenda partendo da una bibliografia di base supportata da ogni genere di materiale inerente al tema: siti internet, articoli di quotidiani, inchieste televisive, discussioni, convegni e dibattiti. Da un punto di vista analitico, il mio studio si compone di quattro capitoli. Più in dettaglio, il primo riguarda una sintesi delle vicende e dei protagonisti principali della questione Tav Torino-Lione, dai primi progetti e dalle prime discussioni alla fine degli anni ’80 inizio degli anni ’90, fino ad arrivare alle ultime recenti proteste del movimento No Tav dell’estate 2011. L’analisi dei motivi dell’opposizione all’opera entra nel vivo nel secondo capitolo, il cui obiettivo è ricostruire le questioni che, durante gli anni, sono state sollevate da studiosi ed esperti in grado di mettere in dubbio

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Nicolo' Salis Contatta »

Composta da 208 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2470 click dal 28/02/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.