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Il Servizio Sociale nell'area dell'esecuzione penale esterna. Le misure alternative alla detenzione.

L'introduzione del Servizio Sociale nel sistema penitenziario ha permesso di cambiare il senso dell'esecuzione penale: da una logica di esclusione del condannato dal suo contesto di appartenenza e contenimento fisico in carcere, si è passati ad una logica di reinserimento/rieducazione sociale e possibilità di scontare la pena in un contesto extra-murario.
Le misure alternative alla detenzione, introdotte con la riforma penitenziaria del 1975, rispondono al principio di individualizzazione della pena, oltre a rappresentare un importante ampliamento delle forme di espiazione, rese il più possibile funzionali ad un'effettiva riabilitazione e recupero della persona ad esse soggetta.

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5 PREMESSA L’ingresso del servizio sociale nel sistema penitenziario ha contribuito a cambiare il quadro dell’esecuzione penale, tradizionalmente legato a una logica di esclusione del condannato dal contesto sociale e al suo contenimento fisico in carcere. La disponibilità di un servizio professionalmente qualificato e ispirato al riconoscimento e alla valorizzazione dell’uomo ha consentito una più concreta attuazione delle previsioni costituzionali sui contenuti riabilitativi della pena, sino a prevedere, per determinati casi e in certi limiti, forme di esecuzione alternativa a quella detentiva. La riforma dell’Ordinamento penitenziario, Legge 26 luglio 1975 n° 354 ha espresso un valore fortemente innovativo rispetto alla realtà penitenziaria dell’epoca ribaltando la politica del codice Rocco del 1931 e orientando l’esecuzione penale verso il reinserimento sociale e la rieducazione, come prevede l’art. 27 della Costituzione. Il principio del trattamento individualizzato e della diversificazione della pena in funzione del grado di adesione del condannato alle offerte di attività trattamentali ha fatto sì che il condannato diventasse soggetto attivo dell’esecuzione penale, nel senso che gli viene riconosciuta la possibilità di incidere sulla qualità e sul quantum della pena. Per rendere comprensibile la portata dei cambiamenti accennati, ho diviso l’elaborato in quattro capitoli: nel primo, tramite un excursus legislativo, viene presentata la riforma del sistema penitenziario nei suoi tratti essenziali, con particolare riferimento ai contenuti principali delle normative (“Legge Gozzini” e “Legge Simeone-Saraceni”) che hanno ampliato le misure alternative alla detenzione e alla nascita dei Centri di Servizio Sociale per Adulti, oggi Uffici di Esecuzione Penale Esterna. Il cambio di denominazione è uno degli effetti che la “Legge Meduri” del 2005, anch’essa affrontata in questo capitolo, ha avuto sul Servizio Sociale, al cui interno potrebbe anche inserirsi la Polizia penitenziaria con funzioni di controllo, ad integrazione dell’attività svolta dagli assistenti sociali, specie per quanto attiene la verifica, in

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Sociali

Autore: Noemi Scacciatelli Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.