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Abuso di insulina nelle pratiche sportive: metodi di identificazione ed analisi

Informazioni tesi

  Autore: Rachele Obbili
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2008-09
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze e tecnologie chimiche
  Relatore: Cristina Giovannoli
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 35

Studio delle diverse strutture insuliniche. Analisi effettuate sia in campo clinico che forense confrontando tecniche analitiche utili alla determinazione dell’insulina e soffermandosi sulle ultime evoluzioni analitiche nel campo delle analisi in ambito sportivo. Usate tecniche cromatografiche accoppiate alla spettrometria di massa, saggi immunologici, tecnica MALDI e ESI.

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3 1. INTRODUZIONE L‟insulina è uno degli ormoni proteici più utilizzati e venduti a livello mondiale. L‟utilizzo terapeutico di questo ormone è sempre legato ad una particolare condizione patologica: il diabete. Nei pazienti affetti da diabete, la produzione di insulina è ridotta o assente o, in particolari varianti della patologia, viene prodotta sufficiente insulina che però non riesce ad espletare al meglio il suo ruolo biologico, cioè il mantenimento costante della concentrazione di glucosio nel sangue. Si evince dunque come per i pazienti affetti da diabete fondamentale sia l‟assunzione quotidiana di insulina, che può essere quindi definito un vero e proprio farmaco-salvavita. In Italia circa il 6% della popolazione è diabetico e si stima che, a livello mondiale, entro il 2025 380 milioni di persone soffriranno di diabete. Negli ultimi anni molti studi hanno rivelato il coinvolgimento dell‟insulina in cicli metabolici che vanno ben oltre la semplice regolazione del glucosio ematico. Oltre a garantire a livello epatico l‟immagazzinamento di energia sotto forma di glicogeno, l‟insulina gioca un ruolo importante anche nei confronti del tessuto adiposo, dove promuove la riduzione di acidi grassi liberi attraverso la lipogenesi, ma soprattutto a livello muscolare dove in particolari condizioni di alimentazione e allenamento possiede un elevato effetto anabolizzante. Quest‟ultima proprietà dell‟insulina, unita alla capacità di promuovere l‟accumulo di riserve energetiche, rende questo ormone molto appetibile per molti atleti al fine di aumentare le proprie performances sportive. Inevitabile dunque, nel 1999, l‟inserimento dell‟insulina nella lista delle sostanze proibite da parte dell‟agenzia mondiale anti-doping (World Anti-doping Agency, WADA). La WADA inoltre invitò i suoi laboratori accreditati a sviluppare dei metodi analitici che fossero in grado di distinguere l‟insulina endogena da tutte le insuline sintetiche (o di origine diversa da quella umana) che potevano essere utilizzate dagli atleti in pratiche di doping. Prima di allora il dosaggio di insulina avveniva esclusivamente per fini clinici, e principalmente attraverso l‟impiego di tecniche immunochimiche. La necessità di rilevare l‟utilizzo di insulina come potenziale agente dopante ha fornito una propulsione non indifferente allo sviluppo di nuove tecniche analitiche utili a questo scopo. Negli ultimi anni, a differenza degli altri ormoni proteici proibiti (eritropoietina, somatropina), per l‟insulina sono state sviluppate tecniche analitiche basate sulla cromatografia liquida accoppiata alla spettrometria di massa. Queste tecniche hanno permesso il rapido e sensibile dosaggio di insulina anche su

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ria
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