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La comunità dei sikh nella Bassa Bresciana. Espressioni di fede religiosa in provincia di Brescia

Nella mia ricerca ho cercato di descrivere l'espressione della religiosità di una particolare comunità di immigrati indiani molto numerosa nella provincia di Brescia, specialmente nel territorio meridionale denominato Bassa Bresciana, già compreso nella Pianura Padana. Questi indiani provengono nella quasi totalità dallo stato indiano del Panjab, situato nell’India nord-ovest a confine con il Pakistan, e sono di religione sikh. E’ molto raro incontrare indiani che non provengano dal Panjab e non siano sikh.
Questa comunità mi ha particolarmente incuriosita in quanto molto introversa, timida, legatissima alle proprie tradizioni e poco dedita all'integrazione con la società ospitante a livello di rapporti interpersonali. Nel contempo però si mostra molto tollerante, rispettosa del paese ospitante e delle norme che lo regolano, suscitando così la simpatia e la benevolenza della popolazione locale (e la mia) in un’area geografica dove la forte presenza di immigrati è in genere poco tollerata e aspramente criticata. Tuttavia, seppur schivi e “invisibili” socialmente, i sikh si mostrano invece molto “visibili” sul piano religioso: indossano con disinvoltura e orgoglio i propri simboli religiosi (il più celebre è il tipico turbante maschile), organizzano feste di imponente partecipazione (la festa di Baisakhi nella città di Brescia con migliaia di partecipanti), aprono templi per le preghiere (ben 4 nell'ultimo decennio, anche se attualmente soltanto quello di Flero è attivo), pur rimanendo rispettosi delle idee religiose altrui e senza spirito di proselitismo. Per questi motivi ho trovato interessante concentrare il mio lavoro sul loro aspetto religioso.
Dopo aver brevemente descritto le caratteristiche del Sikhismo e i motivi dell'immigrazione sikh in Italia ed in particolare in Pianura Padana, ho descritto l'espressione di fede nell'àmbito bresciano: il tempio di Flero, unico punto di riferimento di tutti i fedeli bresciani, e la festa di Baisakhi, principale festa religiosa sikh orgenizzata ogni anno a Brescia dal 2003. A completamento della ricerca ho aggiunto un'intervista effettuata agli appartenenti di una famiglia sikh che vivono in un comune della Bassa Bresciana, ai quali ho chiesto in che modo vivono la propria religiosità in un paese diverso da quello di origine.

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Pag. 6 Il tipico turbante a punta è ciò che in genere li rende riconoscibili alla popolazione locale che li identifica come “indiani” proprio per questo motivo. La loro presenza numerica sul territorio fa sì che siano ormai rare le persone che identificano i turbanti sikh con i turbanti “taliban”, appartenenti a gruppi religiosi islamici tristemente noti per il loro fondamentalismo religioso. La religiosità sikh nella città di Brescia esplode letteralmente in occasione della festa di Baisakhi, in genere festeggiata nel mese di aprile: un lunghissimo corteo di migliaia di sikh invade le strade della zona ovest della città per un percorso lungo circa 3 chilometri. Si tratta di un evento che non passa certo inosservato e che non ha eguali con altre manifestazioni locali, siano esse cristiane, di altre fedi o di commemorazione di ricorrenze storiche. Nella Bassa Bresciana, territorio della Pianura Padana dedito all'agricoltura e all'allevamento di mucche da latte, la presenza è più concentrata. Qui, nel comune di Flero, è sorto nel 2005 uno dei più grandi templi sikh in Italia, oggi principale punto di riferimento per la preghiera e la pratica religiosa della zona. Altri templi minori si sono aggiunti negli anni, sempre nella Bassa Bresciana (Montirone, predecessore di quello di Flero, Barbariga, Borgo San Giacomo), anche se attualmente non sono più attivi. Mi sono occupata di mettere in luce sia la religiosità espressa tramite le festività organizzate a livello pubblico (templi, Baisakhi, ecc.), sia quella vissuta nel privato, dal singolo individuo: come esprime la propria fede un indiano sikh nell’àmbito lavorativo, sociale, scolastico? Quali sono le difficoltà, quali i mezzi? I sikh che hanno ottenuto il battesimo del khalsa sono tenuti ad osservare particolari codici di comportamento, ma soprattutto a vestire in un certo modo: i capelli e la barba lunghi, il turbante, l’osservanza delle preghiere in certe ore del giorno e della sera, potrebbero portare a disagi in alcune occasioni o ambienti. Anche il festeggiamento di particolari ricorrenze potrebbe trovare ostacolo in una società ancora agli albori della multietnicità e multireligiosità, dove le feste religiose riconosciute dallo Stato appartengono ancora quasi esclusivamente alla Chiesa cattolica. Il lavoro effettuato si occupa principalmente di mettere in luce questi aspetti

Laurea liv.I

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Simona Locatelli Contatta »

Composta da 60 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 820 click dal 28/02/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.