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Quel che resta del giornale. Evoluzione e implicazioni dell'informazione giornalistica sul World Wide Web

Nel bene e nel male il giornale è ancora oggi – e non soltanto per ragioni etimologiche – il mezzo simbolo dell’informazione giornalistica. È probabile che sia anche per questa ragione che i servizi informativi del World Wide Web sono stati frettolosamente ribattezzati giornali elettronici. Ma cosa rimane del modello caratteristico del giornale cartaceo nel mondo degli ipertesti, dei bit e della multimedialità? In che termini è coinvolto nella competizione mediatica di fine millennio, il cui risultato finale sembra avvicinarsi di giorno in giorno alla completa convergenza multimediale? È realmente plausibile che Internet rappresenti il temuto inizio della fine per la stampa e forse anche per la stessa televisione? Oppure questi nuovi strumenti porteranno ogni singolo medium a rivalutare le proprie caratteristiche più profonde – temporali, spaziali, materiali – e a differenziarsi da tutti gli altri? L’informazione in Rete è più testo o più immagine? A cosa può condurre il persistente mutuare dal sistema di informazione tradizionale modelli che difficilmente si possono adattare ad un mezzo di comunicazione completamente innovativo, che ribalta i presupposti tipici di attività e passività di chi fa e di chi riceve notizie?
Comunicazione, informazione, giornalismo sono le tre parole chiave che sottendono a questa ricerca, volta a mettere in luce il progressivo mutamento dell’ambiente circostante dalla materiale carta e dall’impalpabile etere al virtuale bit. Comunicare corrisponde più che mai, secondo l’accezione originale di questa parola, a “mettere in comune”; l’informazione diviene unità di un processo conoscitivo complesso che ha nella successione delle differenze tra 0 e 1 del linguaggio binario le sue basi; il giornalismo mantiene in parte il retaggio tradizionale – se non altro verbale – del giornale, ma qualifica soprattutto la strutturazione di insiemi di informazioni secondo percorsi ragionati come completamento o alternativa al fai-da-te delle notizie incoraggiato dai media on-demand e dalla circolarità dell’informazione in rete.

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3 INTRODUZIONE e diverse tradizioni del giornale moderno – nato nel corso dell’Ottocento in seguito al consolidamento di regimi di libertà e ai progressi dell’industrializzazione e sviluppatosi in modi e tempi diversi a seconda dei vari Paesi – si sono confrontate con un’evoluzione che ha visto sovrapporsi alla stampa la radio e quindi la televisione. La prima ha tolto al quotidiano il primato di diffusione delle notizie, superando con maggiore facilità gli ostacoli naturali e raggiungendo con immediatezza grandi masse. Se la radio ha solo parzialmente intaccato il ruolo della stampa, la televisione lo ha invece condizionato notevolmente, non solo per aver unito la comunicazione visiva e quella orale, ma anche per la conseguente riduzione del tempo a disposizione per la lettura, la sottrazione di risorse pubblicitarie, il maturare di nuove mentalità. Oggi l’estensione della competizione mediatica a nuovi strumenti – i network telematici, ma anche la trasmissione televisiva digitale via satellite – consente un’ulteriore ed esponenziale moltiplicazione dei canali informativi, introducendo profonde modifiche nella forma stessa del flusso di comunicazione. Internet è, fra questi nuovi strumenti, quello interessato da indici di crescita e di evoluzione più consistenti, nonché il più complesso dal punto di vista delle implicazioni sociali e globali. La sua applicazione più recente, il World Wide Web, ha reso possibile in pochi anni la creazione di una rete di fonti di informazione stratificata a livelli assai diversi, dalle banche dati all’informazione di servizio e giornalistica, complice la discesa in campo di colossi editoriali di tutto il mondo. Nel bene e nel male il giornale è ancora oggi – e non soltanto per ragioni etimologiche – il mezzo simbolo dell’informazione giornalistica. È probabile che sia L

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Sergio Maistrello Contatta »

Composta da 271 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5020 click dal 20/03/2004.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.