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Esiti neuropsicologici del trauma cranioencefalico

Esiti neuropsicologici di un trauma cranio-encefalico provocato da incidente stradale. I disturbi interessano sempre il lobo frontale e colpiscono prevalentemente i giovani.
Il trauma cranioencefalico (TCE) è un evento acuto determinato dall’improvvisa e violenta applicazione di una forza fisica che colpisce la scatola cranica.
Le sequele neuropsicologiche post-traumatiche sono un’intricata combinazione di processi biologici ed emotivi. I sintomi che seguono gli eventi traumatici rappresentano la somma di due quantità: i danni al cervello e le strutture che lo circondano, la reazione emotiva del paziente e l'esperienza del trauma.

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1 1. IL TRAUMA CRANIOENCEFALICO Il trauma cranioencefalico (TCE) è un evento acuto determinato dall’improvvisa e violenta applicazione di una forza fisica che colpisce la scatola cranica. La National and Injury Foundation definisce il trauma cranico (traumatic brain injury, TBI) come “un danno cerebrale di natura non degenerativa né congenita, ma causato da una forza esterna che può determinare una diminuzione o un’alterazione del livello di coscienza. Il TCE può inoltre causare menomazioni e alterazioni a livello cognitivo, fisico ed emotivo” (Granà, 2005, p.106). 1.1 CLASSIFICAZIONE Il TCE è la conseguenza di forze statiche (schiacciamento o compressione del capo ad opera di un oggetto pesante) o, più frequentemente, di forze dinamiche (incidenti stradali). I possibili meccanismi dell’incidente stradale sono (De Tanti, 2006):  Trauma da impatto: un oggetto in movimento colpisce il cranio (o è colpito da esso) provocando un danno da impatto dovuto ai meccanismi di accelerazione e propagazione delle onde d’urto;  Trauma da impulso: le accelerazioni/decelerazioni “scuotono” il cervello all’interno della scatola cranica. Esempi tipici sono il colpo di frusta e lo shaken baby syndrome (esito del maltrattamento e scuotimento da parte di un adulto). Un’ulteriore classificazione distingue: il trauma cranico chiuso (non comporta fratture della scatola cranica) e il trauma cranico aperto (con fratture del cranio ed eventuale penetrazione di corpi estranei) (De Tanti, 2006). La frattura cranica avviene in corrispondenza dell’impatto ed è classificabile in tre tipologie (De Tanti, 2006):  Fratture della base cranica: le più rare e difficili da diagnosticare, possono causare lesioni dei nervi cranici (I, II, III, IV, V). Più raramente la frattura provoca la lacerazione della dura madre, con otoliquorrea, rinoliquorrea e infezioni delle meningi.  Fratture lineari (il 75% dei casi di frattura cranica): interessano l’osso temporale e parietale, non necessitano di particolari interventi terapeutici.

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Paola Alessandra Consoli Contatta »

Composta da 37 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.