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L'integrazione dei Visigoti nell'Impero: dall'età costantiniana al Regno di Tolosa

Sebbene non si siano mai definiti come “Visigoti”, questa è la denominazione che si è affermata per designare il gruppo di Goti che, sotto il comando di Alarico, saccheggiarono Roma nel 410 e vennero insediati in Aquitania nel 418. Nel corso del quinto secolo, questo gruppo andò a costituire un regno indipendente entro i confini dell’Impero romano, il quale finì per espandersi e comprendere gran parte della Gallia meridionale e della Spagna. Ciò che è interessante nonché fondamentale comprendere è la costituzione di questa entità socio-politica che, dal 376 (attraversamento del Danubio), iniziò una “peregrinazione quarantennale” che si concluse nel 418 con la decisione imperiale di stanziare i foederati Goti in Aquitania. In questo arco spazio-temporale si formarono quelli che oggi chiamiamo Visigoti.
Secondo la tradizionale interpretazione del “periodo della migrazione” dei popoli germanici, questi sarebbero da vedere come gruppi etnicamente omogenei, e per giunta in possesso di identità di popolo chiaramente definite, irriducibili alla civiltà ellenistico-romana e ad essa irrimediabilmente contrapposte, in perenne movimento sul suolo imperiale alla ricerca di terre e benessere, alla stregua di “palle da biliardo”, secondo l’ironica quanto azzeccata analogia proposta da Peter Heather per definire la visione dei popoli barbarici propria della vecchia storiografia ottocentesca, supportata in questo da studi antropologici e archeologici precedenti la seconda guerra mondiale: stando a questi, l’identità sarebbe un fattore pressoché immutabile capace di resistere al trascorrere delle generazioni e dei secoli; sulla base soprattutto di ritrovamenti ceramici e di corredi funerari è possibile osservare la manifestazione di queste identità definite e delimitate a un determinato gruppo etnico.

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1 I I Goti nella prima fase di integrazione nell’Impero Romano: dal foedus del 332 alla morte di Teodosio 1. La “questione gota” in sede storiografica. Sebbene non si siano mai definiti come “Visigoti”, questa è la denominazione che si è affermata per designare il gruppo di Goti che, sotto il comando di Alarico, saccheggiarono Roma nel 410 e vennero insediati in Aquitania nel 418. Nel corso del quinto secolo, questo gruppo andò a costituire un regno indipendente entro i confini dell’Impero romano, il quale finì per espandersi e comprendere gran parte della Gallia meridionale e della Spagna. Ciò che è interessante nonché fondamentale comprendere è la costituzione di questa entità socio-politica che, dal 376 (attraversamento del Danubio), iniziò una “peregrinazione quarantennale” 1 che si concluse nel 418 con la decisione imperiale di stanziare i foederati Goti in Aquitania. In questo arco spazio-temporale si formarono quelli che oggi chiamiamo Visigoti. Secondo la tradizionale interpretazione del “periodo della migrazione” dei popoli germanici, questi sarebbero da vedere come gruppi etnicamente omogenei, e per giunta in possesso di identità di popolo chiaramente definite, irriducibili alla civiltà ellenistico-romana e ad essa irrimediabilmente contrapposte, in perenne movimento sul suolo imperiale alla ricerca di terre e benessere, alla stregua di “palle da biliardo”, secondo l’ironica quanto azzeccata analogia proposta da Peter Heather 2 per definire la visione dei popoli barbarici propria della vecchia storiografia 1 H. Wolfram, Storia dei Goti (Roma 1986), cfr. p. 207. 2 P. Heather, “The Creation of the Visigoths”, The Visigoths. From the Migration Period to the Seventh Century. An Ethnographic Perspective, a cura di P. Heather, Studies in Historical Archaeoethnology 4 (San Marino 2001), pp. 41-92, cit. p. 43.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Silvia Catrambone Contatta »

Composta da 207 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 864 click dal 02/03/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.