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Impostazione di un’Analisi Ambientale Iniziale nell’ottica di una certificazione UNI EN ISO 14001 di una filiera corta per il trattamento delle biomasse vegetali comprendente: una piattaforma di raccolta e trattamento ed una centrale cogenerativa.

Il presente lavoro si inserisce nell'ambito dell'applicazione della norma internazionale UNI EN ISO 14001, nella quale per certificazione ambientale si intende il riconoscimento della conformità e dell’adeguata applicazione del Sistema di Gestione Ambientale (SGA) di un’organizzazione. Questo Sistema è uno strumento utile per controllare e gestire le attività in modo da ridurre gli sprechi e minimizzare l’impatto dei proprio processi sulle risorse naturali.
Per aderire allo standard ISO 14001 l’organizzazione deve identificare e valutare gli aspetti ambientali diretti e indiretti, intesi come elementi dell’attività che possono interagire positivamente o negativamente con l’ambiente, associati alle attività svolte.
Dall’analisi generale degli impatti vanno poi estrapolati quelli più significativi e per questi vanno sviluppate ed applicate specifiche procedure di gestione e di controllo.

Il lavoro riguarda lo sviluppo di un progetto ecologico integrato nel quale la biomassa solida vegetale disponibile sul territorio viene raccolta, trattata e bruciata al fine di produrre energia elettrica e calore.
Il progetto prevede la realizzazione di una filiera corta comprendente una piattaforma di raccolta e trattamento della biomassa ed una centrale cogenerativa a biomasse vergini da 1 MW elettrici, nonché 1,5 MW termici.
L’intera filiera sarà in grado di valorizzare le risorse ambientali del territorio, a valenza prettamente agricola, garantendo redditività e stabilità economica dei Comuni che parteciperanno all’approvvigionamento di materia prima. Saranno infatti gli agricoltori, senza cambiare le loro coltivazioni, a “mantenere” il sistema dell’industria.
In questo modo il territorio produce autonomamente energia pulita, promuovendo gli obiettivi stabiliti dalla UE in termini di riduzione delle emissioni, utilizzo di fonti rinnovabili e risparmio energetico.
Il progetto di tesi è stato svolto in tre fasi: definizione dello stato attuale dell’area prescelta per la realizzazione della filiera, determinando i comparti ambientali più vulnerabili; descrizione degli impianti costituenti la filiera; correlazione degli impatti con le componenti ambientali, in modo da determinare un oculato sistema di monitoraggio e mitigazione.

Dato che l’attivazione di una filiera bioenergetica implica l'avvio ed il coordinamento di una serie complessa di relazioni che si intrecciano sul territorio (raccolta – trasporto e stoccaggio – pretrattamento – conversione in energia termica ed elettrica – distribuzione ed utilizzo dell'energia), coinvolgendo settori tra loro non sempre contigui, si è deciso di impostare un’Analisi Ambientale Iniziale, proprio per garantire alla filiera tutta una serie di vantaggi.

La Certificazione Ambientale infatti porta all’organizzazione i seguenti benefici: Certezza del rispetto della normativa; Riduzione dei costi ambientali dovuti alla razionalizzazione dell’utilizzo di materie prime e di energia ed alla riduzione della produzione di rifiuti e del rischio di incidenti; Efficienza dei processi gestionali grazie alla riorganizzazione ed alla pianificazione delle procedure per tutte le attività svolte; Migliore posizionamento dell’organizzazione sul mercato nazionale ed internazionale; Comportamenti ambientalmente corretti e possibilità di comunicare i propri risultati.

La biomassa è inoltre un prodotto locale ed un'importante fonte energetica potenziale che, se opportunamente valorizzata, può contribuire a diversificare l'approvvigionamento energetico ed a ridurre la vulnerabilità nell'approvvigionamento energetico tradizionale.
Tramite la combustione delle biomasse vegetali si cerca di trovare una destinazione d’uso adeguata e soprattutto razionale ad una grande quantità di legname inadatto, per le sue caratteristiche specifiche e tecnologiche, per gli impieghi considerati più “nobili” e, contrariamente a quanto avviene con i combustibili fossili, il legno può essere considerato neutro rispetto all'emissione di anidride carbonica; la CO2 rilasciata in fase di combustione è infatti pari a quella fissata dalla pianta, durante la crescita, mediante il processo di fotosintesi.
Grazie alla corretta combustione in moderne caldaie, con adeguati sistemi di abbattimento, le concentrazioni dei contaminanti all’emissione vengono ridotte al di sotto dei limiti di legge.

In generale possiamo quindi affermare che il legno, utilizzato a scopo energetico, è conveniente in quanto: rinnovabile, diffuso sul territorio, pulito ed economico.

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Capitolo 1 1 1. Introduzione Gli elevati consumi di energia e l’aumento della do manda a livello mondiale, la conseguente diminuzione della disponibilità di font i fossili e la necessità di ridurre le emissioni di gas inquinanti responsabili dell’ef fetto serra, del riscaldamento terrestre e dello stravolgimento climatico, dovrebb ero spingerci all’uso sempre maggiore delle Fonti Energetiche Rinnovabili (FER). Ancora di più in Italia: il nostro Paese infatti im porta dall’estero oltre l’80% di combustibili, carburanti ed energia elettrica. Per riuscire a rispettare gli impegni previsti dal protocollo di Kyoto, accordo internazionale siglato tra i Paesi industrializzati per tagliare le emissioni di gas ed anidride carbonica, l’Italia dovrà incrementare, en tro il 2012, la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili (che attualmente forn iscono solo il 7,3% del fabbisogno energetico nazionale). Ancor più stringe nti sono i vincoli imposti dall’Unione Europea (UE) per il 2020: la riduzione del 20% delle emissioni di CO 2 rispetto al valore del 1990, un utilizzo di almeno il 20% di fonti rinnovabili (per l’Italia l’obiettivo assegnato è del 17%) e una dim inuzione del 20% dei consumi energetici. Tra le fonti rinnovabili, l’impiego delle biomasse è considerato una delle priorità per migliorare le opportunità di sviluppo locale, n el rispetto dei caratteri tipici del territorio. Ed è proprio in questo contesto che il progetto, oggetto della presente tesi, si inserisce. L’impianto a biomasse in filiera corta rappresenta una scelta affidabile ed assolutamente ecologica, che costituisce il consegu imento degli obiettivi stabiliti dalla UE in termini di riduzione delle emissioni, u tilizzo di fonti rinnovabili e risparmio energetico. Lo sfruttamento a fini energe tici delle biomasse può quindi assumere un ruolo strategico, contribuendo ad uno s viluppo sostenibile ed equilibrato del pianeta. Un impiego diffuso delle biomasse comporta notevoli ricadute a livello economico, ambientale ed occupazionale, in quanto può garantir e: - la valorizzazione dei residui agroindustriali; - nuove opportunità di sviluppo per zone marginali e/ o riduzione di surplus agricoli con sostituzione di colture tradizionali c on colture energetiche; - la possibilità di sviluppo di nuove iniziative indu striali; - l’autonomia energetica locale. L'attivazione di una filiera bioenergetica implica l'avvio ed il coordinamento di una serie complessa di relazioni che si intrecciano sul territorio (raccolta – trasporto e stoccaggio – pretrattamento – conversione in energi a termica ed elettrica – distribuzione ed utilizzo dell'energia), coinvolgen do settori tra loro non sempre contigui. Analizzando le fasi principali di una fil iera è possibile verificare l'elevato numero di relazioni ed attività imprenditoriali che sono impegnate nel processo. La scelta di utilizzare determinate biomasse per la produzione di energia richiede la realizzazione di una filiera completa ed efficiente in cui tutte le fasi che compongono il sistema, dalla produzione della bioma ssa alla conversione energetica e distribuzione della stessa, devono ess ere controllate e valutate sotto ogni aspetto.

Tesi di Laurea Magistrale

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Valentina De Pellegrin Contatta »

Composta da 133 pagine.

 

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