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Gianni Brera, inventore di un canone del linguaggio giornalistico

Gianni Brera è stato un grande giornalista italiano che oggi potremmo definire controcorrente. Ha influenzato soprattutto il modo di raccontare e di descrivere eventi sportivi a partire dagli anni ’45-’50. È divenuto, così, l’icona a cui ispirarsi per i molti giovani che si affacciano per la prima volta sul mondo del giornalismo sportivo.
Attraverso l’analisi di numerosi articoli, da lui redatti per il «Guerin Sportivo», «la Repubblica», la «Gazzetta dello Sport», «Il Giorno» e «il Giornale», il nostro lavoro intende evidenziare la propensione di Brera a viaggiare oltre il limite consentito dal linguaggio giornalistico. Egli, infatti, nei suoi pezzi non rimane vincolato alla mera descrizione dei fatti, ma, mediante un uso originale delle cinque W, del lead, del focus e dei dettagli, è riuscito ad arricchire ogni suo scritto con punti di vista personali, strutturati con raffinate figure retoriche come il flash-back o la metafora teriomorfica, attraverso la quale assegna ad uomini caratteristiche tipiche del mondo animalesco.
E’ quanto accade, per citare un solo esempio, nell’articolo «Amici ultra-terreni. Gianni Brera e Nereo Rocco». In esso, il giornalista pavese concede ai suoi lettori la possibilità di entrare a conoscenza, seppur mediante una “porta secondaria”, dei ricordi che balzano nella sua mente in seguito alla notizia della morte del caro amico Nereo Rocco.
La novità del modo di fare giornalismo da parte di Brera è espressa da due caratteristiche peculiari. La prima consiste in una scrittura giornalistica che non si adagia sugli esempi altrui, ma con un uso sapiente della focalizzazione, sa descrivere i fatti, riesce a vedere il mondo con gli occhi degli altri, squaderna la sua autorevolezza nel dare giudizi. Per questo, Brera spesso non riceve il “benestare” dei suoi colleghi, i quali lo considerano troppo irruento e brusco per i suoi modi di rapportarsi con i collaboratori o con l’atleta di turno; ma proprio questo aspetto eccentrico sottolinea la potente personalità del pavese che viene ricordata ancora oggi.
La seconda caratteristica risiede nella sua capacità di inventare nuovi termini o di usare alcune parole al di fuori della loro usuale accezione, per raccontare i momenti particolari di un evento sportivo. Essa ha fatto della scrittura di Brera l’emblema di un nuovo canone giornalistico, la cui singolarità rimane ancora oggi radicata con la sua carica potentemente spiazzante ed emblematica. Come poter dimenticare, ad esempio, la parola “abatino” che nasce per battezzare Gianni Rivera o il lessema “rifinitura” che ancora oggi viene usato da tutti i giornalisti sportivi?

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3 INTRODUZIONE Il giornalismo sportivo non ha una vera e propria data di nascita. Comincia a specializzarsi poco più di un secolo fa, quando in Italia «La Gazzetta dello Sport» diventa definitivamente un quotidiano. Inizialmente questa tipologia di giornalismo non rientrava ancora nei canoni cui oggi è portata a riferirsi. E’ soltanto nei decenni successivi che il giornalismo sportivo cambia immagine, cercando di colmare la domanda sempre più crescente dei numerosi lettori, che hanno il desiderio di ricercare, all’interno di testi sportivi, un lessico di base non aulico, ma nello stesso momento incisivo. L’importanza dello sport nel palinsesto di un quotidiano cresce, quindi, negli ultimi anni in modo davvero importante. Quel settore, che un tempo veniva considerato la “Cenerentola” della redazione, in molti casi ha conquistato e conquista oggi l’obiettivo di porsi come “privilegiato”, in quanto le pagine dello sport talvolta diventano le prime pagine da sfogliare e, di conseguenza, meritano titoli rilevanti in prima pagina. «Siamo da anni bombardati, almeno in Italia, da dosi sempre più massicce di sport; le notizie sportive fanno parte

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Roberta Della Cerra Contatta »

Composta da 97 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2964 click dal 14/03/2012.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.