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Manga in network: implementare un settore in crisi.

Questa tesi è stata sviluppata in base alla distinzione di due parti: la prima teorica e la seconda progettuale che fonda le basi di quella che vuole essere la ricerca di una nuova metodologia per l’espansione del mercato delle case editrici, più nello specifico del settore manga. Con la prima fase ci si prefigura un’analisi teorica che avrà lo scopo di fornire all’utente una panoramica di quello che è il mercato editoriale del manga e del fumetto, considerato sì di nicchia ,ma sempre più in espansione in Europa coinvolgendolo in una nuova metodologia di fruizione della carta stampata, così come si è conosciuta fino ad oggi. La diffusione preponderante di internet e delle nuove tecnologie, infatti, hanno permesso un utilizzo tutto nuovo del libro, nel nostro caso del manga/fumetto, ridisegnandone gli assetti di produzione. Inoltre si affronterà il tema dell’editoria on line alla ricerca di nuovi mezzi che possano mettere in collegamento i metodi di creazione del prodotto e l’aspetto economico lucrativo di quello che sembra essere un mercato tutt’oggi in crisi. Si parlerà dunque di come ci sia un futuro per questo settore nel mondo del web che tuttora sembra essere l'unica realtà che può dare una continuità al ciclo di vita del prodotto editoriale senza farne perdere l’identità.
In un secondo momento ci si concentrerà anche sul ruolo che il fruitore ha, e soprattutto vuole avere, all’interno del nuovo meccanismo di gestione del prodotto editoriale. Un aspetto degno di nota questo perché oggi, più che mai, è il ruolo attivo dell’utente a determinare la buona riuscita di un mercato.

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13 conteneva un’ illustrazione e in due di esse vi si poteva leggere una relativa parte testuale scritta dal maestro stesso. Da questo periodo in poi molte saranno le produzioni di “vignette” che prenderanno sempre più piede nella cultura Andando a ritroso nel tempo ritroviamo il primo utilizzo della parola manga alla fine del XVIII secolo nel paese del Sol Levante, un luogo dove arte, spiritualismo e vita quotidiana vanno di pari passo e dove la pratica del disegno ha una rilevanza artistica ben differente rispetto a quella che in occidente viene collocata come arte al solo scopo di compiacere lo spettatore, essa infatti adempie anche ad uno scopo culturale. Se si volesse tradurre letteralmente la parola manga, scomponendone i caratteri kanji dei quali è composta, si otterrebbe il significato di “immagini strarvaganti” o “immagini libere”, ed è proprio di questo che si trattava. I primi manga vennero pubblicati da artisti come Santō Kyōden e Aikawa Minwa, entrambi del 1798, ma fu il più celebre artista Katsushika Hokusai nel 1814 che diede il nome manga alla serie di disegni e bozze che ritraevano scene di vita quotidiana, flora e fauna e molte volte anche scene sopranaturali connotate da brevi didascalie o dialoghi. Erano i suoi noti Hokusai Manga. Qualche anno prima però, nel 1788, l’artista Kitagawa Utamaro con la sua famosa opera, l’Utamakura, contribuì a incrementare l’ascesa del cosiddetto manga. Si trattava infatti di una pubblicazione a 12 stampe in un unico volume, dove ogni doppia pagina 1. 1 La storia delle pagine Nella valva del mollusco il becco si è incastrato il beccaccino non può alzarsi in volo nel tramonto autunnale. “Il canto del guanciale” Kitagawa Utamaro { }

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Design e Arti

Autore: Alessia Curcio Contatta »

Composta da 106 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1934 click dal 06/06/2012.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.