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Gli anni del dragone

Informazioni tesi

  Autore: Edoardo Parenti
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2010-11
  Università: Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM)
  Facoltà: Comunicazione nei mercati dell'arte e della cultura
  Corso: Lingue e culture moderne
  Relatore: Angela Besana
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 88

La tesi presentata si propone di esporre, sotto molteplici punti di vista, il profilo, il più possibile imparziale aggiornato, dei nuovi attori che negli ultimi tempi hanno stravolto gli equilibri e le certezze consolidatesi negli anni nel mercato dell’arte: i nuovi collezionisti cinesi. Il testo prende in considerazione, in questo caso, il ruolo da essi giocato all’interno del business delle case d’asta, anche se marginalmente vengono toccati temi quali quelli delle gallerie e delle fiere d’arte, inscindibili dal contesto economico, artistico e sociale trattato. Nel particolare, le informazioni reperite evidenziano l’andamento del mercato e gli eventi ai quali si è assistito al suo interno nell’ultimo triennio 2009-2010-2011, pur non mancando, all’occasione, riferimenti agli anni precedenti.
Il percorso seguito si struttura in cinque macrocapitoli principali, i cui titoli richiamano chiaramente la suddivisione strutturale che caratterizza il metodo giornalistico anglosassone: la regola delle 5 W. Nata negli Stati Uniti nel corso del XIX secolo, viene considerata la regola aurea da rispettare e seguire durante la stesura di un articolo, ritenuto completo ed esauriente solo nel momento in cui il lettore entra in possesso di informazioni sufficienti per rispondere ai quesiti posti dalla 5 W. Si inizia perciò da WHO, (in italiano CHI, capitolo 1), che apre la trattazione introducendo una panoramica sulla provenienza, l’estrazione sociale e le abitudini dei compratori d’arte cinesi; il capitolo 2 (WHAT, in italiano COSA) affronta il tema delle preferenze che caratterizzano gli acquisti effettuati dai collezionisti provenienti dalla Cina, mentre il capitolo 3 (WHY, in italiano PERCHE’) si propone di chiarire le differenti ragioni che spingono gli stessi a portare avanti i loro acquisti; si procede poi con WHEN (in italiano QUANDO, capitolo 4), capitolo nel quale, con l’ausilio di un veloce riassunto della situazione del mercato negli ultimi anni, vengono esplicate le tempistiche e le contingenze che hanno portato i ricchi cinesi ad avventurarsi in un campo a loro prima quasi sconosciuto, per poi concludere con il capitolo 5 (WHERE, in italiano DOVE), atto a redigere una lista dei luoghi deputati alla compravendita di arte maggiormente battuti dalla nuova clientela.
Non è stato riservato un capitolo a sé stante a quella che, talvolta, viene considerata la sesta W: HOW (in italiano COME - si parla in questo caso di “regola delle 6 W), spesso parte integrante di articoli a base economica, pare priva di necessità all’interno di uno scritto che, letto nella sua interezza, tenta già di dare una risposta alla domanda in questione (“come è avvenuto tutto ciò?” – se invece considerassimo HOW come l’incipit della domanda “come comprano?”, la risposta sarebbe limitata ad uno sbrigativo trafiletto che più di esplicare i metodi di pagamento utilizzati altro non farebbe); tale struttura è stata inoltre scelta in quanto le informazione raccolte, che hanno permesso la stesura di tale trattazione, hanno come fonti principali articoli di riviste e testate internazionali: utilizzare la regola delle 5 W è così parso un modo squisitamente concettuale per omaggiare tutti quegli scritti che hanno contribuito alla buona riuscita della ricerca.
E’ bene, poi, informare il lettore che svariati sono i termini in lingua inglese nei quali si imbatterà durante la lettura; questo in parte perché il gergo utilizzato nel campo è generalmente quello inglese, e inoltre in quanto si è tentato di evitare il più possibile eventuali traduzioni che avrebbero potuto falsare o storpiare il significato delle parole incontrate durante la realizzazione dello scritto (come, per fare un esempio, il titolo delle opere d’arte menzionate nel testo). Infine si noterà che, parlando di Cina, spesso Hong Kong non parrà considerata parte di essa; questo perché la suddetta regione è tornata a far parte del paese, dopo un secolo di governo britannico, solo in data 1 luglio 1997; perché è una regione amministrativa autonoma dal governo centrale di Pechino e perché la maggior parte dei suoi abitanti, tutt’ora, non si ritiene parte integrante della Repubblica Popolare Cinese.

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3 1. WHO: chi compra? 1.1 Dalle stalle alle stelle - il profilo del milionario cinese medio Con una popolazione (ufficialmente) censita di 1.370.344,089 di abitanti e un tasso di crescita economica che, da 15 anni, oscilla tra l‟8 e il 10%, la Cina dei grandi numeri si sta affermando come uno dei paesi in via di sviluppo nei quali la „classe borghese‟ conquista di anno in anno sempre maggior potere d‟acquisto e moltiplica a vista d‟occhio i propri componenti. Tuttavia i grandi compratori d‟arte non vanno ricercati all‟interno della nascente borghesia cinese, toccata, anche se con meno violenza rispetto a quella occidentale, dalla crisi che scuote le non più solide fondamenta dell‟economia capitalista globale. I grandi compratori vanno invece ricercati tra le schiere dei nuovi milionari (e miliardari) cinesi, che hanno cominciato a fare capolino sulla scena internazionale solo dopo il 1978, anno in cui Deng Xiao Ping varò una politica di liberalizzazione economica, atta a trasformare l‟arretrata e chiusa Repubblica Popolare Cinese in una potenza mondiale dall‟altro tasso di crescita. Prima in sordina, successivamente sempre con maggior aggressività e forza, la potenza economica del paese e quindi dei suoi nuovi ricchi si è imposta al panorama internazionale sconvolgendo il rassicurante equilibrio stabilito e consolidato dai paesi del primo mondo, al punto da non poter essere più sottovalutata, ma anzi tenuta in grande considerazione. Secondo quanto emerge dall‟analisi del 2010 Wealth Report pubblicato dall‟Hurun Research Institute 1 , nel 2009 il numero di milionari cinesi si attestava sulle 875mila unità, con una crescita del 6,1 % sull‟anno precedente 2 . L‟indagine escludeva i residenti di Hong Kong, Macao e Taiwan, e partiva dal presupposto che dovesse essere considerato „milionario' chiunque possedesse più di 10 milioni di yuan (pari ad oltre 1,46 milioni di dollari) comprese le collezioni d‟arte, le proprietà immobiliari, le attività di investimento e le partecipazioni in società non 1 Istituto di ricerca facente capo all‟Hurun Report Inc., unità di ricerca fondata nel 1999 de Rupert Hoogewerf, con base a Shanghai. 2 «There are 875,000 millionaires in China, a rise of 6.1% on last year.» (Hurun Wealth Report 2010).

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