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Leggere, scrivere e raccontare le Fiabe. Un'esperienza di Gioco-Fiaba nella scuola elementare per conoscere e comprendere le emozioni.

La seguente tesi ha come oggetto principale la fiaba, descritta da un punto di vista storico, letterario, morfologico e psicologico. L’analisi della fiaba come strumento conoscitivo e terapeutico, ha previsto un capitolo introduttivo riguardante le due modalità principali di fruizione del genere: la lettura e la scrittura.
Il lavoro sulla fiaboterapia include un’esperienza di ricerca empirica svoltasi con i bambini, presso una scuola elementare, sottoforma di Gioco-fiaba. Lo scopo principale posto dal progetto è stato di dimostrare la validità della fiaba come strumento “attivatore” di vissuti emotivi. L’esperienza ha previsto la lettura di una fiaba scelta in classe, seguita da fasi di riflessione, discussione e drammatizzazione, al fine di attivare, riconoscere e comprendere due emozioni in particolare: paura e rabbia.
Il disegno è stato selezionato come modalità di restituzione finale, permettendo di ottenere dati empirici in forma grafica che validino l’ipotesi iniziale. I colori scelti dai bambini per identificare le emozioni sono stati analizzati da più punti di vista (storico, ontologico, culturale, archetipico) confermando una rispondenza tra cromia e stato emotivo attivato.
I risultati ottenuti hanno comprovato l’ipotesi iniziale di validità della fiaba come strumento psicologico, utilizzabile sia in fase di assessment che in terapia, come attivatore di stati emotivi, strumento auto-conoscitivo e comunicativo. Nel lavoro con i bambini risulta strumento molto utile, specialmente se affiancato al disegno, modalità espressiva congeniale all’infanzia e base di un possibile percorso terapeutico.

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1 INTRODUZIONE “Io credo questo: le fiabe sono vere...” Scrive Italo Calvino “…Sono, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita. Nate in tempi remoti e serbate nel lento rumino delle coscienze contadine fino a noi, sono il catalogo dei destini che possono darsi ad un uomo o ad una donna.” Credo che queste righe racchiudano la natura comune di tutte quelle storie che ognuno di noi porta nel cuore: la favola della buonanotte, il racconto della nonna, le sequenze della Disney. Tutti noi conosciamo le fiabe e tutti ricordiamo la nostra preferita, legata ai temi dell’infanzia, ma forse non è così facile intuire l’infinito mondo di possibilità che si cela tra le righe di una storia. Il mio lavoro inizia da qui, dal desiderio di esplorare un universo fatto di parole, dove vivono personaggi uguali e diversi, dove tutto è possibile e dove qualsiasi rompicapo trova la sua immancabile soluzione. Così lontano dalla realtà dei nostri giorni eppure così attuale, il fascino delle storie torna a colpirci e diventa materia di studio anche per la psicologia, strumento disponibile per il lavoro e la comprensione. Prima di chiederci come utilizzare la fiaba c’è però da chiedersi cosa sia in realtà, da dove arriva, quali sono gli elementi che la compongono e prima ancora quali processi si attivano quando leggiamo o tentiamo di scrivere una fiaba. Si tratta prima di tutto di una serie di parole da comprendere, di frasi e periodi che si susseguono in un ordine temporale dando struttura ad una trama e solo poi subentrano le emozioni ed il piacere della lettura.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Psicologia

Autore: Martina Marchetti Contatta »

Composta da 252 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.