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L'Asinaria di Plauto (vv. 1-248). Saggio di commento.

La tesi svolge un commento dei versi 1-248 della commedia plautina Asinaria, affrontando alcune problematiche ad essa legate, come il rapporto con l'originale greco, la struttura, la discussa questione della contaminatio, l'identificazione del personaggio delle scene I, 2-3 (se si tratti di Argirippo o Diabolo), il nome di Plauto (Maccus o Maccius). Inoltre si offrono rilfessioni sulla cronologia dell'Asinaria in rapporto alle altre commedie plautine. Segue poi la presentazione della tradizione manoscritta plautina e il commento puntuale (verso per verso, parola per parola) dei suddetti versi della commedia.

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24 Introduzione 1. L’intreccio Dopo un breve prologo di soli 15 versi, che non dà alcuna anticipazione sulla trama 1 , entrano in scena Demeneto e il suo servo Libano: il dialogo tra il padrone e il suo schiavo ha funzione di esposizione dell‟argumentum fabulae; dalle parole di Demeneto si chiariscono infatti le premesse dell‟azione: il figlio di Demeneto, Argirippo, è innamorato della meretrix Filenio e, avendo bisogno di venti mine per ottenere la ragazza, ha chiesto aiuto al padre; questi è completamente sottomesso alla tirannica moglie, Artemona, uxor dotata, che amministra autoritariamente il patrimonio familiare, con l‟aiuto del potente sovrintendente Saurea. Demeneto, deciso ad aiutare il figlio, incarica Libano e il suo compagno di schiavitù Leonida di ordire un inganno ai danni della moglie e di utilizzare qualunque mezzo pur di reperire le venti mine necessarie ad Argirippo. Presi gli accordi necessari, Demeneto e Libano abbandonano la scena. Entra ora in scena un adulescens, che si dimostrerà essere Diabolo, rivale di Argirippo 2 , il quale inveisce violentemente contro la lena Cleareta e sua figlia Filenio, lamentandosi del fatto che, dopo aver dissipato tutti i suoi averi, è stato cacciato fuori dalla loro casa; segue un dialogo tra l‟adulescens e la lena, in cui Cleareta fissa il prezzo di venti mine per cedere esclusivamente al giovane la meretrix per un anno e propone al ragazzo di fissare le sue condizioni tramite un contratto (syngraphus). In apertura del secondo atto 3 , Libano torna dal 1 Il prologo dell‟Asinaria non è espositivo: mancano la narrazione dell‟antefatto e qualsiasi altra informazione sull‟argumentum della commedia (cfr. v. 8: nam quod ad argumentum attinet, sane breuest; vd. commento); tutte le notizie relative all‟intreccio sono contenute nella scena I, 1 (cioè nel dialogo tra Demeneto e Libano), che ha pertanto funzione “protatica” (vd. G. E. Duckworth: 1952, pp. 211-212; C. Questa-R. Raffaelli: 1984, pp. 102-103; R. M. Danese: 1999, pp. 50-51). 2 Per la discussione sull‟identità del personaggio che parla in I, 2-3, vd. § 4. 3 La divisione in atti non è opera di Plauto, ma risale all‟età umanistica: essa compare nell‟edizione curata da Giovanni Battista Pio datata al 1500, e poi nell‟edizione dell‟Angelio del 1514 (vd. E. Paratore: 1957, p. 42); Questa (C. Questa: 1962, pp. 209-230) ha tuttavia accertato che la divisione in atti delle commedie plautine è attestata già prima dell‟edizione di G. B. Pio in due manoscritti della Biblioteca Vaticana: il Vat. Lat. 3304, scritto tra il 1449-1450 e il Vat. Lat. 2711, databile tra il 1465 e il 1470. La divisione in atti dell‟Asinaria come di tutte le commedie plautine, proprio perchè ignota all‟antichità e assente dalla maggioranza dei manoscritti, presenta delle discordanze: la maggior parte degli editori segue la suddivisione di G. B. Pio, che però differisce sia da quella presente nel Vat. Lat. 2711, sia da quella proposta nell‟edizione di Havet-Freté (vd. F. Bertini: 1968, pp. 18-22).

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Gabriella Leonetti Contatta »

Composta da 154 pagine.

 

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