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Eventi sportivi e diritti televisivi

Il calcio in Italia si è trasformato negli anni in un fenomeno dalle connotazioni marcatamente economiche: sono infatti sempre più evidenti le connessioni che si evidenziano tra “lo sport più amato dagli italiani” ed il business.
Lo sfruttamento dei diritti audiovisivi degli eventi sportivi ha avuto, e continua ad avere, all’interno di questa dinamica evolutiva, un ruolo determinante.
Il rapporto tra lo sport – ed il calcio in particolare - e la televisione si è instaurato fin dalle origini del mezzo elettronico e, non a torto, è stato definito un “amore a prima vista consolidato da un matrimonio di interesse”.
Elemento fondamentale per il consolidamento di tale relazione è stato l’affacciarsi sul mercato dapprima delle televisioni private, che hanno intuito da subito le opportunità di guadagno derivanti dagli spettacoli sportivi, e conseguentemente dell’evoluzione tecnologica che ha accentuato questo fenomeno.
Le problematiche legate alla qualificazione giuridica di “diritti televisivi”, rendono necessaria l’analisi delle diverse teorie definite in materia. Innanzitutto le teorie assolutistiche, tese ad attribuire ai diritti televisivi la consistenza di un diritto azionabile erga omnes, qualificandoli talvolta come diritti connessi al diritto d’autore (considerati come opera creata dall’organizzatore), in altri casi come beni “imprenditoriali” oggetto di tutela di natura proprietaria (considerati come prodotto dell’attività economica dell’organizzatore / imprenditore).
In secondo luogo le tesi relativistiche che, alla luce della specificità dei diritti in questione, definiscono il rapporto in chiave negoziale, riconoscendo una tutela obbligatoria all’organizzatore della manifestazione, limitata dal diritto di cronaca e dal diritto all’informazione.
Aspetto centrale è l’approfondimento delle modalità di esercizio e di cessione dei diritti televisivi sportivi: innanzitutto il passaggio, avvenuto con il D.L.15/1999, dalla contrattazione collettiva condotta dalla Lega Calcio e dalla TV di Stato ad un sistema di contrattazione individuale, sorretto dal principio di soggettività dei diritti televisivi criptati.
In secondo luogo il D.Lgs.9/2008 che ha sancito il ritorno alla contitolarità dei diritti in capo all’organizzatore della competizione sportiva e ai partecipanti alla stessa, a alla contrattazione collettiva, attraverso la Lega Calcio, dei relativi diritti.
Il coinvolgimento dello sport all’interno del mercato e il consolidato binomio tra attività sportiva e attività economica, rende necessaria una valutazione dei rapporti che si instaurano tra i soggetti coinvolti nel mercato dei diritti televisivi, al fine di accertarne la conformità rispetto alla disciplina antitrust.
Fondamentale è l’analisi del “mercato rilevante”, con particolare riferimento a quello dei diritti televisivi sportivi ed ai rapporti economici, orizzontali o verticali, che vengono ad instaurarsi tra i vari protagonisti, ossia i titolari dei diritti televisivi, le emittenti ed i consumatori.
Un altro aspetto interessante e problematico è la necessità di contemperare gli interessi economici legati al diritto di sfruttare le immagini degli eventi sportivi con la fondamentale tutela del diritto di cronaca e di informazione.
Il punto di equilibrio è stato ottenuto, in seguito a diversi interventi giurisprudenziali, tracciando una linea di confine tra il concetto di “spettacolo” e quello di “notizia”, e tra le esigenze informative e quelle economiche.
Il lavoro si conclude con una specifica analisi della commercializzazione dei diritti televisivi, con un focus sul Campionato di calcio di Serie A, descrivendo gli aspetti fondamentali della procedura di vendita ed assegnazione dei diritti, con una particolare attenzione alla modalità di distribuzione dei ricavi ottenuti dalla vendita collettiva.

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1 INTRODUZIONE Che il calcio in Italia stia diventando sempre più un fenomeno economico, piuttosto che meramente sportivo, è certamente una realtà inconfutabile. Sono infatti sempre più numerosi ed evidenti le connessioni che si instaurano tra “lo sport più amato dagli italiani” ed il business. Ruolo fondamentale tra gli interessi economici che scendono in campo è ricoperto, senza ragion di dubbio, dallo sfruttamento dei diritti audiovisivi degli eventi sportivi. Con il presente lavoro si vuole offrire un’analisi organica dell’argomento, partendo dall’imprescindibile analisi del rapporto tra lo sport, il calcio in particolare, e la televisione. Il rapporto, ormai indissolubile, si è instaurato fin dalle origini del mezzo elettronico e, non a torto, è stato definito “amore a prima vista consolidato da un matrimonio di interesse”. Fondamentale per il suo consolidamento è stato l’affacciarsi nel mercato delle televisioni private. Queste ultime, infatti, comprendendo fin da subito le opportunità di guadagno celate dietro gli spettacoli sportivi, hanno iniziato a scavare quella che si sarebbe rivelata poi la miniera d’oro dei diritti televisivi sportivi. L’evoluzione tecnologica e lo sviluppo di nuove piattaforme trasmissive non hanno fatto altro che accentuare questo fenomeno: l’offerta di sport in televisione è sempre maggiore, sia per qualità che per quantità, ed i canali sportivi monotematici sono il mezzo più efficiente per attirare e fidelizzare gli spettatori. Addentrandosi più specificatamente nella materia dei diritti televisivi, si ritiene opportuno affrontare, in primo luogo, gli aspetti problematici legati alla definizione del concetto che, seppur presente nelle parole dei più, non ha avuto e, ad onor del vero, non ha tuttora, un significato univoco. A tal fine si riportano le teorie assolutistiche, tese ad attribuire ai diritti televisivi la consistenza di un diritto azionabile erga omnes, qualificandoli talvolta come diritti connessi al diritto d’autore (riconoscendoli come opera creata dall’organizzatore), tal’altre come beni “imprenditoriali” oggetto di tutela di natura proprietaria (riconoscendoli come prodotto dell’attività economica dell’organizzatore/imprenditore).

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Anna Zambotti Contatta »

Composta da 172 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.