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La Corruzione in Italia: Cause ed Effetti

Informazioni tesi

  Autore: Calogero Friscia
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2010-11
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Economia
  Corso: Scienze dell'economia
  Relatore: Nicola Acocella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 208

Il governo Monti, nell’autunno 2011, ha sintetizzato in tre parole la risposta alla crisi politica e finanziaria: rigore, equità e crescita. Ebbene, nel nostro percorso proveremo a mostrare come la corruzione abbia un legame con ognuna di queste. Essa è, difatti, strumento per manipolare le decisioni in favore di interessi personali, è idonea al sopruso e funzionale alla criminalità e ai disonesti, garantisce impunità e privilegi, ad esempio per gli evasori, e, soprattutto, rende la società meno equa.
Inoltre, come strumento in grado di infettare i meccanismi di spesa, la corruzione è parte integrante del “mal governo” e dello scarso rigore nella gestione delle risorse pubbliche.
Ancora, proverò a evidenziare come l’infezione della funzione allocativa e distributiva dello stato possa trasmettersi ai mercati, inducendone una trasformazione verso un equilibrio non ottimale, a danno della legalità, dell’innovazione e della crescita. Nel complesso, le prospettive di ripresa economica sono indebolite poiché la corruzione abbassa il tasso d’investimento domestico e dall’estero, e insabbia il sistema attraverso un’allocazione delle risorse fra soggetti, settori e territori secondo priorità che possono non rispondere alle reali esigenze della collettività. Si pone, inoltre, come ostacolo alle trasformazioni rallentando l’adeguamento delle strutture economiche e istituzionali a standard più elevati; adeguamento che si ritiene ormai obbligatorio per rispondere alle nuove e crescenti esigenze, interne e internazionali.
Tanto la società quanto l’economia ne sono infette, insomma, ed è, altresì, indebolita la forza esplosiva delle sinergie positive fra territorio e capitale umano che scaturisce dalla diffusione della conoscenza acquisita, dalla qualità del capitale immobilizzato, e dal continuo progresso scientifico e tecnologico.
Tutto ciò colpisce, inoltre, la dimensione del debito pubblico e la stabilità finanziaria, messe “recentemente sotto accusa” dai mercati, e si traduce in mal governo delle risorse pubbliche, la corruzione, difatti, indebolisce la credibilità dello Stato di fronte ai creditori, e aumenta il premio per il rischio, dal momento che il paese viene percepito come inefficiente nel far fruttare i debiti contratti, e, allo stesso tempo, incapace di reperire e di creare le risorse necessarie al loro adempimento.
Questo lavoro è articolato in quattro capitoli.
Nel primo capitolo cercherò di evidenziare le principali caratteristiche della corruzione, di metterne in luce le dinamiche e la molteplicità di forme, al fine di individuare gli ambiti maggiormente inclini a ospitarla e a favorirla.
Nel secondo capitolo porrò attenzione ai legami che questa deformazione del potere ha con la criminalità e l’economia sommersa, cercando di evidenziare la funzionalità in rapporto a questi fenomeni, in ragione di un’idea di lotta alla corruzione che non può non svolgersi a trecentosessanta gradi.
Nel terzo capitolo verranno affrontati gli effetti della corruzione, seguendo un percorso che collega la spesa pubblica alle entrate tributarie, passando per la struttura dei mercati. Si cercherà in questo modo di evidenziare l’attacco all’equilibrio di bilancio, indagando, su più fronti, gli effetti della corruzione: sulla spesa, sulle entrate e sulla credibilità dello Stato, intesa quest’ultima come la capacità di far fronte agli impegni obbligazionari.
Nel quarto capitolo, poi, alla luce dello scenario economico globale, si darà una veloce occhiata alle principali iniziative, governative e non solo, intraprese dagli organismi sovranazionali e dall’Italia.

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4 Introduzione In questo lavoro affronterò il tema della corruzione privilegiando una visuale ampia, con l’intento, si spera, di comprendere e mostrare la complessità del fenomeno, per acquisire informazioni e conoscenze sulle sue ragioni istituzionali e sui suoi effetti economici, senza esimermi, tuttavia, dal provare a comprenderne la natura, la dimensione e la profondità, tanto economica quanto sociale. Un limite ovvio è la presenza di lacune: inevitabili e congenite quando si affrontano temi vasti su terreni dai confini poco chiari. Nel tentare un approccio a uno dei quattro filoni interpretativi della corruzione 1 , ci si trova nel mezzo fra il filone revisionista e il filone moralista. Concordi, in prima analisi, con l’idea revisionista, si può dire che la corruzione: sia il risultato delle contraddizioni esistenti all’interno della struttura sociale, economica e politica [inefficienza dell’apparato burocratico, inefficienza delle istituzioni politiche, ma anche lentezza dei processi di riaggiustamento che ostacola la partecipazione di alcuni gruppi] e di essa viene dato un giudizio non negativo, in quanto a volte, permette appunto di superare dette contraddizioni; 2 1 Il complesso dibattito teorico sulla corruzione può essere sintetizzato in quattro principali interpretazioni: 1. Il filone revisionista (a sua volta scomposto in integralista, economicista e istituzionalista ); 2. Il filone moralista; 3. La versione razionalità strategica ; 4. Il modello principale agente. Cfr. F. Ofria (2006), Corruzione e inefficacia delle spese per infrastrutture nel Mezzogiorno d’Italia, in Effetti distorsivi sull’economia legale: la corruzione, Ferdinando Ofria (a cura di), Rubbettino editore, Soveria Mannelli, pp. 53-68, p. 57 sgg. 2 F. Ofria (2006), p. 57

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